mercoledì 16 ottobre 2024

Come si fa ad abbracciare un istrice?

La Sig.na 25 ciliegie si prepara all'ennesimo viaggio: cuffiette, bic nera e fogli senza righe fastidiose. Una grande città, di quelle grandi per davvero.
Seduto accanto a lei c'è Roger, che conosce alla perfezione quell'ansia del vivere, quella bulimica necessità di prendersi tutto, di non lasciare esperienze nello zaino dei rimpianti.
Quanti rimorsi ti attendono in questa corsa verso la vita?
Non sarebbe il caso di fermarsi, giusto il tempo di un tè in infusione?
Tu e quei frenetici litri di caffènerobollente che ti accompagnano per le strade di ogni città.

Autunno: periodo di visite, anniversari bastardi, castagne e foglie calpestate. 
Tempo di occhi che mutano colore, come sauri che cambiano la pelle, liberandosi di quella vecchia e di tutto il brutto che l'ha consumata. E le cose belle? Che fine fanno le immagini calde con cui riempirsi il cuore e lo stomaco?
Tempo di alzare gli aculei per proteggersi dal dolore del distacco: passato, presente o futuro che sia.
Sei bizzarra Sig.na 25 ciliegie, mangi la vita ma stai bene attenta a controllarne ogni emozione più calorica.
Come fai?
Come fai a vivere schiacciando l'acceleratore, quando guidare ti riempie di paura?
Così delicata e goffa nello stesso momento, come puoi chiedermi di non proteggerti?
Ora che Gedeone è solo un furgone; ora che le parole si riempiono di aspettative senza che tu te ne renda conto.
Basta dire la verità per non fare male alle persone a cui vuoi bene?
E tu? Tu ti fai mai male Sig.na 25 ciliegie?
Tu che credi di essere immune dalle delusioni, dalle disillusioni, dalle parole cattive che ti vengono vomitate addosso.
Come faccio a lasciarti cadere Sig.na 25? 
Come posso tenerti la mano nei giorni tristi, se sorridi anche quando dentro piove a dirotto?

Le persone possono anche restare Sig.na 25 ciliegie, non c'è bisogno di metterle costantemente alla prova, di ricordare loro che te ne andrai, di frapporre una distanza di sicurezza per proteggerti dal dopo.
Ti guardo combattere contro le tue paure, piena di corazze, intenta a schivare emozioni come fossi in un campo minato.
Quanto vorrei riuscire a soffiare via quella polvere di terrore dalle tue ciglia, da quegli occhi curvi così musicali, così indecifrabili.

- Cosa chiederesti a Gedeone se fosse ancora qui?











mercoledì 29 maggio 2024

What Can I Do - Antony and the Johnsons

Buongiorno Sig.na 25 ciliegie,
il caffè sale, il gelato allo yogurt è nel freezer, la zucca nel forno e tu ti prepari a una colazione senza convenzioni.
Lo stomaco è chiuso, il respiro in affanno, la primavera non regala la spensieratezza che la contraddistingue.
Il calendario ti ricorda che siamo a fine maggio e l'estate è vicina, ma fa ancora freddo in queste settimane senza tregua.
Cosa vorresti da giugno Sig.na 25 ciliegie?
Cosa ti aspetti da questa estate dai sentieri poco battuti?
Ti guardo percorrere strade che non sono segnate sulla mappa; scegliere di ascoltare canzoni che eludono l'algoritmo; chiedere a chi ami di vedere il bello oltre al fango in cui sei solita immergerti prima di specchiarti.
Chissà come è piacersi davvero Sig.na 25 ciliegie, senza cercare l'approvazione di tutti fino a sparirci dentro, ad annullarti.
Chissà come è vedersi bella davvero Sig.na 25 ciliegie, senza il bisogno di sporcarsi di egoismo, di privarsi del cibo, di alzare le spine di fronte a chi vorrebbe solo accarezzarti senza pungersi.
Le persone che ti vogliono bene cercano di capirci qualcosa, di sbrogliare il gomitolo dei tuoi pensieri attorcigliati, di leggerti dentro in questa disperata ricerca di un traduttore.
Tu le colpisci senza volerlo, le ferisci a morte e il buco dentro di te si allarga a dismisura mentre le osservi combattere contro quel dolore che hai inflitto loro senza chiedere il permesso.
Come è scoprirsi carnefice senza nascondersi dietro parole di burro?
Come si sta a vedere chi ami soffrire di nuovo, consapevole che sia solo tua la colpa?
Le menzogne degli altri ti fanno tenerezza, ci rivedi quel passato di omissioni mascherate da proteggila. Con tutta te stessa provi a lasciartele alle spalle, consapevole di quanto abbiano ferito chi ti sta accanto e di quanto ti abbiano fatto male in quegli anni bugiardi.
Gli errori rendono le persone umane, gli sbagli reiterati confermano quanto sia difficile stare dentro a confini ingoiati senza masticare.
Cosa succede quando le persone se ne vanno Sig.na 25 ciliegie? 
Quando cedono alla realtà scendendo dalle case sugli alberi?
Quando ti lasciano sola a cavartela con la coltre di ghiaccio sotto gli aculei?

Sai che c'è Sig.na 25 ciliegie? Che forse un giorno la smetterai di urlare che puoi fare a meno di chiunque, che la vita ti ha insegnato a dire addio ancor prima di abbracciare.
La pianterai di fingere che quei vuoti non esistano, di metterti corazze ancor prima di entrare in battaglia.
Sai che c'è Sig.na 25 ciliegie? Che se deciderai di non farlo diventerai invincibile in quell'armatura, ma non ci sarà più nessuno a ricordarti che potrai toglierla.
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martedì 14 maggio 2024

Per quale motivo le cuffiette non smettono di funzionare nello stesso momento?

Voli prenotati, destinazioni che si aggiungono agli impegni già segnati sulla tua agenda; week end lunghi mentre cerchi di riprenderti quella fame di vita lasciata in stand by in un aprile trascorso dentro un rehab.
Cosa succede in questo maggio Sig.na 25 ciliegie?
Troverai il tempo per continuare quel romanzo che hai abbandonato nel cassetto delle penne colorate?
Dove sono finite quelle fotocopie su Mani Pulite piene di note e considerazioni a matita?
In quale cassetto hai lasciato il progetto di trasferirti di nuovo oltreoceano?
Cosa te ne fai di tutti quei punti sulla lista se poi ti dimentichi il foglietto sul tavolo della cucina?
Quante volte ti dovrò ripetere di finirla con la zucca, prima che i tuoi palmi delle mani diventino arancioni?
Quanti giorni mancano all’arrivo delle ciliegie?
A quei ricordi curvi che si abbronzano al primo sole, proprio come la sua pelle; splendidi come i suoi denti bianchi, come quei capelli corvino e le dita nodose di chi non era capace di perdere tempo.
Ci sono ancora un sacco di cose che voglio fare.
A quelle sigarette fumate sul balcone mentre il mondo ancora la ascoltava ridere.
Quanti anni sono passati?
Quante esperienze ti sei divorata al posto suo?
Quante ne divorerai?

È un maggio silenzioso questo, privo della caciara di chi si imbarazza facile e camuffa alzando il volume, di chi intravede porte finestre aperte su giornate piene di luce.
Un maggio di attese, di conigli antropomorfi che stanno provando ad appoggiarsi a delle ciliegie meno egoiste.
Il passato bussa a questa nuova te con insistenza, ricordandoti quanto poco ti era stato spiegato in quegli anni in cui proteggerti passava attraverso le parole non dette.
Seduta sotto un ciliegio ancora acerbo tenti in tutti i modi di urlarti che l’amore non è omissione, che la verità può spaventare, ti allontana dal bordo piscina ma ti permette di vivere.
Seduta sotto quel ciliegio osservi il paesaggio da una diversa prospettiva, priva delle tue stampelle, di quelle strategie che per anni ti hanno tenuta in salvo su quella scogliera a picco sui tuoi vuoti.
 
Gedeone non è più quel coniglio pronto a volerti bene senza riserve, è diventato un furgone con il quale esplorare il mondo.
- Cosa gli diresti se fosse ancora accanto a te, sotto quel ciliegio?
- Che sono terrorizzata all’idea di non essere capace di dire come sto, di non saper respirare nella profondità
Ho paura che quei vuoti si siano mangiati quella che sono e che l’unico modo di sentire le emozioni sia drogarmi di bolle d’aria spesse come la pelle di un'iguana.
- E cosa succede in quelle bolle d’aria?
- Succede che si vola leggeri, passando sopra a quei vuoti come fanno le mongolfiere.
 
Sei una groviera di vuoti coperta da strati di acciaio Sig.na 25 ciliegie, un caos di parole e emozioni contorte.
Sei storta ma alzi muri dritti e pieni di spuntoni.
Sei quello che sei ma spero tu smetta di odiarti. Gedeone ora è solo il nome che hai dato al tuo furgone e non può più amarti al posto tuo.


 

 

 

 

 

 

 

venerdì 10 maggio 2024

L'amore cosa è?

È maggio Sig.na 25 ciliegie eppure le ciliegie non riempiono le corsie dei supermercati: purpuree e sorridenti antesignane dell’estate.
È maggio, ma i tulipani paiono tutti monotono sotto questo cielo novembrino.
È maggio, dove è quel sole che anticipa i mesi più caldi, quelli dove vale tutto?
È maggio, quali sono i tuoi programmi Sig.na 25 ciliegie?
 
Più la vita ti chiede di stare nel dolore, più le ricordi di essere una novellina alle prime armi.
Più ti offre le occasioni per esternare le emozioni più le chiudi in una cassaforte con dei codici dei quali hai perso memoria.
Viverti è entrare nella tempesta Sig.na 25 ciliegie; starti vicino è un inferno di ghiaccio.
Quanto pesano quei vuoti?
Quante calorie dovrai rifuggire per riempirli?
 
Come quando ti telefonavo e non rispondevi per giorni.
Come quando mi richiamavi come niente fosse: “dimmi Iaia che c’è”.
Come quando mi facevi incazzare ma ti avevo già perdonato ancor prima di sbollire.
Come quando guardavi la mamma e sembrava non avessi mai visto nulla di più splendente.
Come quando, come due soldati in trincea , evitavamo di vedere quello schianto contro al muro stando vicini in silenzio. I carboidrati spostati a lato del piatto, le tue settimane senza sonno.
Come quando hai smesso di alzare il volume e io sono morta dentro per la seconda volta.
Come quel maggio del 2020 a cospargerti di acquaragia.
Come questo maggio, che manchi più dell’aria, ma continuo a fare il tuo nome se mi chiedono: l’amore cosa è?

Sai Iaia, avremo sempre l’Atalanta.
E chi lo sa se, un poco, parlavi anche di me.

Siamo in finale papà.

 

 

 

 

venerdì 26 aprile 2024

Enrique Iglesias è decisamente il mio guilty pleasure

Una casa vuota che si ciba di nuovi silenzi, il picchiare frenetico di una tastiera che rallenta il tuo battito ovunque ti trovi.
La sensazione di uno spray al Ventolin ogni volta che un fuoripista ti porta lontana dal sentiero segnato.
Come si fa quando le pietre e gli alberi davanti a te non sono più colorati di bianco e rosso?
Dove stai andando Sig.na 25 ciliegie?
È così necessario avere chiaro il punto di arrivo?
Perché non sei capace di seguire la rotta comune, di camminare sul terreno battuto?
Perché i tuoi pensieri viaggiano incontrollati, lasciandoti in balia di un meteo primaverile completamente imprevedibile?
Perché nelle tue playlist i generi si mischiano senza alcun senso se non quello che governa la tua follia?
Incredibile come tu sia sempre attenta a non ferire con le parole quando poi con i gesti arrivi a distruggere, a lasciare cicatrici e tagli profondi.
Questo aprile segue un marzo di neve nel deserto; questo aprile ha staccato la spina a un frullatore e ti sta chiedendo di fermarti.
Le canzoni si incalzano senza tregua, le immagini regalano sorrisi, aculei e malinconia; la tv è spenta, i bicchieri colmi, i discorsi si susseguono pieni di vita e le direzioni ancora tutte da costruire.
Quanto è bello avere accanto qualcuno che non vuole chiuderti in una teca?
Quanto è necessario per te sentire che la paura può innescare l’acceleratore e non il freno a mano?
Quanto spesso alzi muri per vedere chi li scavalca?
Non so se non aspettarti nulla dalle persone ti abbia salvata o semplicemente condannata a sentire per sempre quel vuoto dentro.
Non so se un giorno troverai il coraggio di affidarti senza reiterare quei non ti ho chiesto niente che ti piace ripetere come un mantra.
Non so se prima o poi smetterai di sorridere con gli occhi e ti concederai di piangere davvero.
Non so un sacco di cose di te Sig.na 25 ciliegie, perché sei caos puro e leggerti dentro è un Infinite Jest.
 
 
Pezzi di punk rock, bossa nova e un brano di Enrique Iglesias.
Rido.
Penso che devi lavorare ancora tanto su te stessa Sig.na 25 ciliegie, però ti prego, non lasciare mai che trovino un senso dentro una tua playlist.

giovedì 18 aprile 2024

Voglio andare a una festa anni '20 e comprarmi delle scarpe nuove

Il sole di un’estate precoce lascia il posto ad un nevischio invernale e ancora una volta la primavera ti ricorda come niente sia scontato, come la vita scorra in direzioni che non ti eri minimamente immaginata.
L’ennesimo caffè lungo nero e bollente mentre a stento le dita delle tue mani coprono le ore di sonno di una settimana infinita. 
Un bicchiere di bolle che non scoppiano ma che scendono nella gola illudendoti che le canzoni più belle non siano canzoni tristi.

Che fine fanno i tuoi pensieri Sig.na 25 ciliegie?
Hai modo di portarli in un luogo sicuro, al riparo da te stessa?
Ti osservo sorridere ma i tuoi occhi non sembra riescano a curvarsi questa volta e vorrei tanto scavalcare quel muro per domandarti come stai.
Mi piacerebbe ascoltarti mentre mi racconti chi sei, spogliata di quelle insicurezze che ti impediscono di chiedere.
Sarebbe bello toglierti quell’ironia pungente, quella paura di appesantire l’altro, quello sguardo giudicante che hai ogni volta che ti vedi riflessa in uno specchio.
Levarteli solo per un momento, giusto il tempo di sdraiarsi sull’erba e guardare la forma delle nuvole.
I tuoi vuoti ti spaventano, hai il terrore che si mangino la tua pelle come anni fa, che brucino calorie e tessuti inglobandoti dentro di loro.
Anni passati ad evitarli, a coprirli con teli mare caraibici, con panorami maestosi, con viaggi magnifici e con diapositive di farfalle e adrenalina.
E ora come si fa?
Ora senti la testa che scoppia, lo stomaco che si rigira, il cuore fuori dal petto.
Ora li hai davanti, ma chiudi gli occhi sperando spariscano, illudendoti che forse prima o poi qualcuno ti salverà tentando di riempirli con gettate di cemento.
 
Apri gli occhi e ti guardi in giro alla ricerca di Gedeone.
Ma Gedeone non è stato in grado nemmeno di salvarsi da solo ed ora è un furgone pronto a portarti lontano.
Apri gli occhi e provi a trattenere quello che hai costruito senza credere a quella voce che ti ripete che chi ami se ne va. Sempre.
Apri gli occhi e ci vedi delle macchie e la tua ipocondria urla mentre sorridi, ti fai versare del vino e ascolti le fatiche degli altri.
 
Che paura che fanno quei vuoti Sig.na 25 ciliegie.
Che paura che mi fai tu quando dentro ghiaccia tutto e basta un cappotto giallo per convincere tutti che ci sia il sole.
 

lunedì 15 aprile 2024

35 ml di Tequila, 20 ml di Triple Sec, 15 ml di Succo di Lime, q.b. di Sale Fino, q.b. di Ghiaccio

Non te lo chiedo come stai Sig.na 25 ciliegie, perché nemmeno ti concedi di dirlo a te stessa, figurati a noi qui fuori.
Non ci provo neanche a ricordarti che mi potrai chiamare se avrai bisogno di aiuto, perché tu vomiti parole su una tastiera per non caricare le persone di tutto quello che hai dentro.
Dove stai andando Sig.na 25 ciliegie? 
Cosa ti urlano gli omini dentro la tua testa? 
Ora che hai scelto di ascoltarli non è così facile scappare nelle tue playlist coprendo il loro rumore.
Ora che hai preso consapevolezza delle tue paure, ora che hai scelto di non nasconderti dietro bugie di lattosio.

Stare con te è una babele, lo sai vero Sig.na 25 ciliegie?
Essere disposti a prendersi tutto il pacchetto di follie e confusione è da pazzi scatenati.
Non è facile accettare i tuoi mondi paralleli, il tuo sguardo assente, le tue corazze d'amianto e i muri di cartapesta, la tua fame bulimica di amore, la tua incapacità di chiedere alle persone di restare.
Io non lo so se riuscirai a guardare i tuoi demoni, smettendo di evitarli a suon di aerei e iniezioni di dopamina.
Nelle cuffiette Frank Turner ti obbliga a non cedere alla malinconia, a farti forte di ricordi e ciliegi, senza che la tristezza diventi il tuo metadone.
La testa su una ferrata, il cuore su un prato di margherite. 
Le poche ore di sonno, il desiderio di sparire in una gelateria che non mischi le creme con la frutta.
Le persone che ti vogliono bene millantano ceffoni ma poi ti abbracciano; le guardi mentre cercano il nascondiglio delle tue stampelle, bramose di gettartele via, certe che potresti farne a meno ora che ti stai spogliando delle menzogne. 

Come si sta in cima alla vetta? Mentre il mondo sotto di te non fa altro che domandarti cosa si celi dietro quella fame, quella curiosità del vivere.
"Ci sono ancora un sacco di cose che voglio fare", recita quel tatuaggio sotto quella clavicola dai ricordi curvi.
Quanto ti manca Gedeone? Quanto è difficile fargli domande alle quali sai che non risponderà?

Sei un Margarita Sig.na 25 ciliegie, ma non siamo in Messico a guardare balene e tramonti sulle spiagge di La Paz.
Io non lo so come diamine si faccia a pasteggiare con un Margarita sulle mura, ma non ti chiederò mai di essere un bicchiere di vino, buono per ogni occasione.








Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop

Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...