lunedì 15 marzo 2021

(quasi) 35

 

(quasi) 35 Signorina 25 ciliegie e fuori c’è silenzio come un anno fa.

(quasi) 35 Signorina 25 ciliegie ma dentro non hai più così bisogno di urlare come un anno fa.

Sono tutti così impegnati a non sbagliare le parole con te, tanto da non dirti nulla. Così attenti a guardare se hai perso peso invece che notare quanto si è inspessita la corazza.

(quasi) 35 Signorina 25 ciliegie e nemmeno sto a dirtelo quanto sia cambiato tutto in questo anno così sconvolgente.

Ti destreggi con maestria sul campo dell’evitamento, consentendo a chi ti sta intorno di non spendere parole di cordoglio, semplicistici aforismi sulla resilienza, abbracci che non sanno quanto l’unico modo per trattenerti sia stringerti fino a farti male.

(quasi) 35 e ancora non hanno capito che scappare e sopravvivere spesso sono sinonimi.

(quasi) 35 e anche adesso non ti capaciti di quanto un coniglio viaggiatore sia in grado di tracciare il sentiero verso la salvezza.

(quasi) 35 e vorrei ti schiacciassi il cinque alto per l’andatura goffa con cui hai scavalcato l’ennesima sbadilata di dolore. Per le mani tese che hai lasciato che ti sorreggessero, per quelle che speravi di vedere ma che si sono perse nella fatica dell’esserci.

Per un coniglio con le orecchie giù che non ti potrà chiamare per farti gli auguri di compleanno, per il coniglio che hai scelto accanto a te che non mancherà di sorprenderti.

Per le persone a cui vuoi bene, che piangono sorrisi pensando a quanto questo salto potrebbe essere una grande cazzata, un’altra delle tue. Per quelle stesse persone che sanno che non importa se non sarà la cosa giusta, loro ci saranno, comunque andrà.

Per lui,

per lei,

che mancano forte ma che ti hanno insegnato ad amare la vita.

 

(quasi) Buon compleanno a te Sig.na 25 ciliegie e ricordati sempre che per avere coraggio serve avere una paura fottuta.

 

 

mercoledì 3 febbraio 2021

Adoro i messaggi attaccati sulle porte, non sopporto le tende alle finestre

 

La Sig.na 25 ciliegie quando se ne va lo fa in punta di piedi, senza sbattere porte o recriminare mancanze.

Lei se ne è sempre andata in silenzio, continuando a salutare sorridendo chi l’aveva delusa, chi le aveva inflitto ferite profonde.

Non ha mai smesso di parlare del più e del meno, non ha vomitato condanne.

La Sig.na 25 ciliegie quando se ne va lo fa senza colonna sonora, non cessa di chiederti come stai ma evita di buon grado di condividere musica e libri letti, di spiegarti come è sopravvissuta a questo anno devastante.

Quanto è importante per te una canzone?

Quanto vale una storia consumata tra le pause di un dolore lancinante?

Quanto è bello quando qualcuno resta davvero?

La Sig.na 25 ciliegie mette in atto meravigliose tecniche di evitamento mentre la vita scorre su binari che non sa dove la porteranno. Guarda fuori dal finestrino mentre una nuova playlist inonda la sua auto e non vede altra soluzione se non cantare a squarciagola fino ad esaurire la voce.

Cosa succede quando alzi lo sguardo ma sei altrove?

Come fai senza i piedi sul cruscotto ora?

La frenesia di quei piedini che attraversano la città, che si muovono rapidi allenamento dopo allenamento, in attesa di poter scegliere nuove rotte insieme a Roger e Gedeone.

Il desiderio struggente di partire, nel disperato tentativo di lasciarsi alle spalle questi anni così faticosi.

Come si chiama quel pezzo che ascolti in loop ultimamente?

Cosa ti ha appassionato in quell’intro che non smetti di ascoltare?

Quale vino bevi mentre costruisci progetti con un coniglio aviatore?

Pensi ancora che la vita sia una meraviglia, nonostante la cattiveria con cui ti rammenta la sua straordinarietà?

 

 

-          Cosa vuoi da me?

-          Vorrei la smettessi di dirti che perdoni tutti, perché non lo fai, perché quella corazza fa ancora più paura quando butti la chiave.

 

    

 

 

 

 

 

mercoledì 20 gennaio 2021

Quando faccio la spesa ascolto rap italiano

 

Puoi dirlo che sei incazzata Sig.na 25 ciliegie, con la vita che non smette di toglierti persone e progetti, con chi non è stato capace di starti vicino nonostante tutte quelle parole vomitate nei ritagli di giornate e corridoi.

Con questa pandemia che cerca ostinatamente di spezzare i sogni che non hai mai smesso di coltivare, con burocrazia e uffici pubblici che rinnovano ogni giorno la sofferenza di una perdita, ostentando incompetenza.

Con il mese di gennaio che è così efficiente e puntiglioso da farti uscire di testa, con le scadenze e i promemoria che ti rifiuti di ricordare.

Con te stessa, sempre più incapace di spogliarti di quella dannata corazza che non fa altro che irrobustirsi, impedendo alle frecce e agli abbracci di toccarti.

Tu e la tua fottuta paura di appesantire chi ti sta vicino;

tu e la tua incredibile esigenza di andare avanti, fregandotene della zavorra di dolore che cerca di fermarti;

tu e quell’inguaribile bisogno di alleggerire le giornate attraversando la superficie.

Come fai Sig.na 25 ciliegie? Come puoi camminare con il sorriso dentro la sofferenza, ordinare un bicchiere di bianco e lasciarle posto accanto a te come si fa con un vecchio amico.

Prova a spiegarmelo Sig.na 25 ciliegie perché comprenderti è difficile anche per me che ti conosco da sempre. Come riesci ad allontanare il dolore per settimane, anni, mesi? Come puoi riprenderlo e usarlo per scriverci parole che entrano nella carne viva, parole che mi uccidono al solo pensarti lì, di fronte a tutta quella merda.

Piangi mai Sig.na 25 ciliegie? Perché io non ti ho mai vista nuda, impegnata come sei a coprirti di nulla così che gli altri possano solo vedere che sei bella.

È così facile lasciarli fuori vero Sig.na 25 ciliegie? Mettersi un bel vestito e obbligarli a vederti senza guardarti davvero.

Che colore hai gli occhi Sig.na 25 ciliegie? Perché è tutto così complicato quando ci sei di mezzo tu?

 

Ha smesso di nevicare Sig.na 25 ciliegie ma io lo so che tu non ce la fai ad abbandonare la magia.

 

mercoledì 16 dicembre 2020

Oggi vorrei solo un album da ascoltare

 

Sig.na 25 ciliegie sarà uno di quei natali vero? Quelli che aspetti solo per farli passare, quelli talmente pregni di dolore da non conoscere altro che le lacrime che non spenderai.

Le montagne sono piene di neve eppure dentro non riesci a trattenere nemmeno un fiocco; tu che ami le colazioni piene di bianco, tu che non sei più in grado di concederti gelati a ripetizione; tu che forse vorresti solo che ti soffiassero via quel sarcasmo così respingente.

Oggi è uno di quei giorni difficili, quei giorni frittella il cui odore entra nelle ossa fino a renderle colme di angoscia.

Vorrei prendere quelle immagini Sig.na 25 ciliegie, quelle dei natali da dimenticare, quelle che ti ricordano quanta sofferenza c’è dietro a quei chili che continuano ad ossessionarti. Vorrei gettarle lontano, abbastanza da lasciarti serena almeno per un po’, giusto il tempo di versarti del vino e brindare a quei progetti che custodisci gelosamente, nascosti tra il terrore che la vita ti riservi altre batoste e la paura di riuscire a realizzarli.

Procedi in acustico cercando di fare lo slalom tra le immagini più indigeste, le domande più faticose e gli sguardi di chi non è più stato capace di esserci.

Cosa vorresti da questo Natale Sig.na 25 ciliegie?

Provo a riempirti le ore con canzoni nuove, libri da divorare, fette di zucca abbrustolite.

Provo a regalarti vestiti nuovi e a lucidare specchi per farti sentire una meraviglia.

Provo a non credere a tutte le tue battute, a quei maledetti sorrisi che mi fanno dimenticare quello che ti è successo.

Provo a cancellare i tuoi sensi di colpa ma sono incisi sulla pelle accanto ai tatuaggi.

Provo a mettere l’acqua nel bollitore e a prendermi cura delle tue follie.

 La Sig.na 25 ciliegie guarda Roger e vorrebbe promettergli che non crollerà, che non si farà divorare dalle sue ipocondrie, dalle sue manie insensate.

Ci sono giorni in cui è così difficile restare in piedi. Ci sono giorni in cui sembra impossibile attendere un Natale senza neve.

La Sig.na 25 ciliegie sfoglia le pagine di una nuova storia, sorseggia del tè in una tazza gigante e per un attimo non si sente fuori posto.

 

Cosa vorresti da questo Natale Sig.na 25 ciliegie?

 

 

lunedì 7 dicembre 2020

Sit and drink Pennyroyal Tea

 

-          Sig.na 25 ciliegie tu di che dolore sei?

-          Mmm, il mio è un dolore registrato in acustico.

-          Che album di preciso?

-          MTV Unplugged in New York 

-          Ah cazzo. Quel disco a tratti mi impedisce di respirare. E se fosse una città?

-          San Pietroburgo a luglio.

-          Che città pazzesca, ma che male tutta quella bellezza. E se fosse un film?

-          Lost in Translation

-          Ma davvero? Io non me ne ero proprio accorto di quanto scavasse la tua sofferenza. E se fosse un romanzo?

-          Sulla strada

-          E dove lo metti tutto questo affanno Sig.na 25 ciliegie? Come fai a sembrare così priva di angosce quando pasteggi ad inquietudine? E se il tuo dolore fosse un quadro?

-          Hai mai visto l’abbraccio di Schiele?

-          Porca Troia.

La Sig.na 25 ciliegie ci prova ad essere più superficiale, a lasciare che le parole non trancino i sorrisi. Nasconde con maestria le immagini più terrificanti, i ricordi più devastanti. Omette particolari e verità scomode. 

Apre un libro e sotto si concede una base che profuma di casa. Ce la mette tutta per addobbare l’albero come se si trattasse di un anno qualunque, come se tutte quelle ferite esposte non fossero altro che ricordi di cadute nella neve.

-         Scusa se ti ho chiesto del tuo dolore Sig.na 25 ciliegie, ma avevo bisogno di conoscerlo meglio.

-          E perché?

-          Perché non voglio evitarlo come fanno gli altri, voglio stringergli la mano e dirgli che lui ci ha provato a distruggerti, ma è riuscito solo a renderti ancora più bella.

 


sabato 28 novembre 2020

COSA VUOI FARE OGGI SIG.NA 25 CILIEGIE? GUARDARE I GOONIES IN LOOP.

 

Oggi la Sig.na 25 ciliegie vorrebbe solchi di pelle dietro la schiena, le ossa stridere, lo stomaco rivoltarsi.

Oggi sono ventotto eppure nemmeno ci prova a piangere, utilizzando anniversari come pretesti, pandemie come aggravanti, assenze come giustificazioni.

Oggi sono ventotto e fuori la nebbia copre tutto tranne i ricordi, quei giorni grigi e umidi passati a trascinarsi per i corridoi di casa tra flebo e attese devastanti.

Il caldo afoso di un’estate trascorsa a fare avanti e indietro nel silenzio di autostrade vuote, in una Padova così terrificante da lasciare senza speranze.

Quella ferrata mai iniziata, in attesa di una telefonata che ti spezza le gambe oltre che il cuore.

Come faccio a tornare a casa adesso?

Una macchina che corre, la musica alta, le parole che non escono ma se ne stanno lì, pronte a farsi domande che servono a poco.

Una doccia ghiacciata e un ultimo saluto. Un vestitino a pois blu, di quelli che avrebbe amato; i capelli ricci asciugati al sole, come piacevano a lui.

Oggi sono ventotto ma la sofferenza di questo anno si somma al vuoto lasciato da quel Novembre così uggioso, agli errori che forse non avrebbe commesso, agli abbracci che non è stata capace di prendere.

E ora a chi lo dico che Lei continua a mancarmi da morire?

 

È arrivato il freddo Sig.na 25 ciliegie, sei pronta a coprirti con strati di ironia?

Fuori si gela e la brina sui tetti ti fa sorridere, illudendoti per un attimo che possa essere un Natale come gli altri.

Cerchi la neve e un gelato a colazione; cerchi destinazioni lontane in attesa che Roger ti porti via, regalandoti per l’ennesima volta un respiro regolare, delle notti serene e una stramba idea di felicità.

Prendi tutte le tue paure e le ricopri di cartapesta, senza la minima intenzione di sbarazzartene, sicura che sia l’unico modo per tenerti stretta chi non c’è più.

 

-          Cosa vorresti per Natale Sig.na 25 ciliegie?

-          Che smettessero di rispettare il mio dolore.

-          E cosa dovrebbero fare?

-          Prenderlo a calci in culo.

 

sabato 14 novembre 2020

Novembre è zucca al forno a colazione

 

La Sig.na 25 ciliegie da piccola sognava di vivere in una casa delle bambole, in un soggiorno luminoso dai soffitti alti e il parquet.

Una di quelle casette aperte, con tante stanze, tappezzeria e mobili antichi in miniatura.

Lei, che ora ama viaggiare lontano.

Lei, che quando dorme tiene un piede fuori dal letto per non soffocare.

Lei, che quando entra in un ristorante sceglie di sedersi a un tavolo dove si vede l’uscita.

Lei, che sguscia dagli abbracci come fosse un pesce.

La Sig.na 25 ciliegie da piccola era piena di ricci e capricci; quando suo fratello esasperato la picchiava, tratteneva le lacrime e a denti stretti bofonchiava i suoi:” non mi hai fatto un bel niente” per poi chiudersi in bagno a piangere mentre l’acqua sgorgava forte.

Sorrido se ci penso sai Sig.na 25 ciliegie?

Contro quella porta, mentre cingevi le ginocchia e speravi non ti sentisse nessuno.

Mi rattristo se ci penso sai Sig.na 25 ciliegie?

Gli anni passano e tu sei ancora lì, contro quella parete a stringere i denti, urlando a pieni polmoni che non ti hanno fatto un bel niente.

Di cosa hai paura Sig.na 25 ciliegie?

Cosa c’è di così terribile nel farsi vedere fragile?

Quante allergie dovranno affrontare ancora i tuoi occhi prima di ammettere che sono solo lacrime?

Di quanti nonmihaifattounbelniente avrai bisogno prima di chiamare i sentimenti con il loro nome?

Perché alzi muri se desideri solo che li scavalchino?

Per quale ragione lasci perdere quando vorresti solo affrontare l’argomento?

Quale è il motivo per cui va sempre tutto bene ma è novembre da mesi oramai?

Io non lo so se riuscirò mai a regalarti una vita in una casa delle bambole, nella certezza che qualcuno si prenderà sempre cura di te e i raggi di sole filtreranno nelle stanze dei tuoi pensieri.

Io non lo so se smetterai mai di avere il terrore di farti vedere così come sei.

Io non lo so come si sta quando la vita ti entra da dietro sulle caviglie e non ci sono arbitri pronti a darle un cartellino rosso.

Io so che sono qui, pronta a scavalcare i muri che continui ad alzare, ad abbracciarti ogni volta che cercherai di mandarmi via, ferma di fronte ai tuoi tentativi di fare ironia sul dolore.

Io sono qui e non ti lascerò mai sola Sig.na 25 ciliegie. Puoi dir giuro.

 

 

 

 

Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop

Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...