mercoledì 28 gennaio 2026

Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop

Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie?
Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da renderli comprensibili?
Cosa succede quando la vita scorre e non riesci a guardarla nei suoi particolari, a controllare ogni sensazione per incasellarla con precisione nel tuo armadio delle emozioni?
Io ti osservo Sig.na 25 ciliegie, nel tuo caos indecifrabile, sproporzionato per quei 50 kg dagli occhi troppo grandi. L'accappatoio bagnato sul letto, i vestiti sparsi per la stanza, le borse, gli occhiali, i libri e i sogni messi dove non dovrebbero stare. La tua vita quotidiana costantemente in disordine. Le tue emozioni: controllate e sistemate nelle loro caselle; impilate una dopo l’altra, senza sbavature come la più disciplinata delle liste.
Smetterai mai di controllare cibo e sentimenti? Smetteranno di chiedertelo?
Roger boccheggia costretto nella quotidianità, sente il tuo fiato corto e mentre attendi l’esito di una spirometria respirate strade lontane.
Chissà come fanno quelli che mettono radici a guardare il mondo dall’alto, dalla croce di una vetta.
Chissà come fanno quelli che odiano la montagna a cessare di respirare con affanno.
Chissà come riesci a trovare gli estremi delle cuffiette quando si attorcigliano nelle tasche di una giacca assurda, comprata in  un negozio vintage in giro per il mondo.
Smetterai mai di comprare cuffie con il filo? Smetteranno di chiedertelo?
I tuoi amici a pois ti attendono di fronte a un caffè nero e bollente, brindano con delle bolle, fanno figli, comprano case, iniziano diete, interrompono diete, prendono strade nuove o ristrutturano pavimenti di vecchi sentieri.
I tuoi amici a pois sono orgogliosi dell’impegno che ci hai messo nel dire la verità.
Tu continui a vedere quello che non va di te, ma se chiudi gli occhi un coniglio dalle orecchie giù ti scatta una foto:”dai Iaia, sorridi”.
 
- Sig.na 25 ciliegie cosa te ne fai di una stanza in più?
- Ci costruisco una cabina armadio. 

lunedì 10 novembre 2025

Chissà se Tom Yorke mangia il gelato

Novembre è diventato caldo e non lo odio più.
Novembre è pieno di sole, di castagne, di nipotini che crescono, di alberi d’autunno che ospitano case.
Come si fa quando si smette di odiare? Quando si finisce di lottare per qualcosa, quando si raggiungono gli obiettivi e l’impegno dei mesi precedenti ci consente di arrivare alla croce.
Ci si gode la vetta, beandoci e gustando il panorama.
La Sig.na 25 ciliegie adora godersi la discesa correndo.
Come quelle mattine a fare il Canto Alto, a respirare l’aria fresca della salita, ad assaporare a pieni polmoni il sole caldo del ritorno alla base.
Era tanto che non scrivevi Sig.na 25 ciliegie, o forse era tanto che non permettevi agli altri di leggere i tuoi pensieri.
Come si fa quando si smette di odiare, di puntare alla cima più alta?
Che poi è paradossale chiederlo a te, incapace di odiare da quando ne ho memoria.
Ti sei mai concessa di farlo Sig.na 25 ciliegie? Di avercela con il dolore, con le ingiustizie, con chi ti ha rubato l’adolescenza.
Come si fa ad arrabbiarsi Sig.na 25 ciliegie, ad alzare la voce quando qualcuno ti ferisce, a scuotere chi ti dona parole senza dar loro consistenza.
Cerchi un mondo gentile e se non lo trovi ti accontenti di salirci, su quei cerchi, per guardarlo da una diversa prospettiva.
Ti ostini a innamorarti della vita per la fottuta paura di non volerle più bene.
Cosa succederebbe se anche tu smettessi di volerle bene?
Cosa succederebbe se anche tu non ascoltassi più la musica?
Non voglio tornare ad odiarti novembre.
Non voglio alzare la voce.
Non voglio camminare lenta per assaporare la discesa passo dopo passo.
Voglio tenere alto il volume, sollecitare le ginocchia, mangiare gelato a colazione, continuare a usare parole gentili e farmi regali 
durante le giornate frittella.
Voglio
provare
a
volermi
bene
almeno
un 
po'.
E ti vedo sai, quando cammini sulle foglie di questo autunno, il vento che ti accarezza i pensieri e muove i tuoi capelli; le cuffiette che passano musica nuova, le canzoni di sempre e tu che fissi la rubrica.
Non ti odio più novembre ma quei numeri cancellati sono blocchi di silenzio. 

- Gedeone, se ti salvo nella rubrica posso chiamarti di nuovo?

venerdì 11 luglio 2025

Posso lasciare il motorino in aeroporto?

Ti osservo Sig.na 25 ciliegie, mentre alzi un muro per chiedere un abbraccio.
Chissà come fai a trovare sempre il modo per recuperare corazze e aculei proprio nell’esatto istante in cui non vorresti fare altro che spogliartene.
Ti guardo e mi chiedo se sarò in grado di accoglierti quando da curva tornerai ad essere storta.
A volte è un movimento impercettibile sai?
Come quando parli e sposti la bocca, come faceva lui.
Come quando ti fanno un complimento e abbassi lo sguardo, come faceva lei.
Come quando il sole colora la pelle ma il cuore resta avvolto in un contenitore di policarbonato.
Quale è il materiale più infrangibile che conosci?
Quanto ne puoi ordinare mentre attendi che l’alba illumini di nuovo la città?
Quando tornerà la luce del giorno, che maneggi meglio della notte, che impedisce ai sognatori di parlare a sproposito di emozioni?
È impressionante sai? Vedere quanto la latta oscuri le tue pupille e realizzare con quanta forza le tue parole siano capaci di bloccarsi nella trachea.
I sentimenti ti rendono afona, la paura di non avere il controllo ti fa alzare le spalle e ti obbliga ad azzerare ogni aspettativa.
Che fatica volerti bene davvero Sig.na 25 ciliegie, continuamente alle prese con i tuoi silenzi pieni di sorrisi da giullare, di spallucce e dolori spostati, di a me va bene tutto sussurrati con la nonchalance di chi finisce per crederci davvero.
Quanto ti manca quel coniglio brontolone che si ostinava a volerti bene sopra ogni cosa?
Riuscirai mai ad assolverti per non essere riuscita a salvarlo?
Chissà se lui ti ha perdonata, chissà se esiste un posto dove il senso di colpa va in vacanza.
 
Manchi forte.
Ma ora torno a dimenticarmene.

 

 

 

 

 

 

 

 

venerdì 20 giugno 2025

Di che colore è giugno?

Zach Bryan risuona forte nel soggiorno, una Desperados gelata tra le dita e giugno che urla pieno di gioia. 

È estate Sig.na 25 ciliegie, la scuola è finita e per te i giorni scorrono succosi come la frutta dei mesi più caldi.

Che cosa è la felicità Signorina 25 ciliegie?
È un cielo rosa che colora giugno, riflesso nello specchietto di un motorino mentre attraversi la tua città.
È ridere a voce alta con le persone che ami, quelle di una vita passata negli ultimi banchi, in mezzo a una piazza che ti faceva respirare quando a casa boccheggiavi. Le persone che hai scelto, con le quali costruisci castelli per poi volare lontano. Quelle che non ci sono più ma delle quali ricordi a memoria la risata: fragorosa, spontanea, strabordante. 
Che cosa è la felicità Sig.na 25 ciliegie? 
È la consapevolezza che partirai, che Gedeone vi aspetta nel cortiletto di ghiaia, pronto per regalarvi piedi nudi, musica altissima, viaggi e progetti. 
"Partiamo?"
È la certezza che si può andare via anche restando, valicare mondi e chiudere gli occhi quando Spotify passa quel giro di armonica che adori.

A quanti corsi ti iscriverai?
Quante battaglie cavalcherai?
Quanti disastri combinerai?
Quante colazioni a base di vaschette di gelato?
Quanti amici rivedrai davanti a calici di bolle?
Quante persone conoscerai, affascinata dalle vite che non sei riuscita a sfiorare, che hanno preso strade mai immaginate.
Succederà ogni anno vero? Arriverà l'estate, ti sorprenderà e sorriderai curva perché sei piena di pastelli a cera con i quali colorare le giornate più faticose.
Hai ancora quel super potere Sig.na 25 ciliegie? Quello di spostare la realtà più dolorosa e di sostituirla con un racconto fantastico. Alzare il volume al massimo, tanto da non riuscire ad ascoltare il suono delle preoccupazioni, della sofferenza, di quei pensieri che cozzano con la gioia dei mesi estivi.
Ci credi ancora a quel mantra che ti sei ripetuta per anni: "In estate vale tutto". 
Non so se in estate valga tutto Sig.na 25 ciliegie, quello che so è che hai lottato con fatica per questi sorrisi, hai messo impegno nel costruire strategie che ti aiutassero ad amare la vita anche quando non è stata in grado di dispensare carezze.

"Sai Iaia, il peggio è per chi se ne va, chi resta può ancora vivere". 
Rimbomba ancora nella tua testa vero?
Finché avrai respiro, finché l'estate urlerà tra le foglie mosse dal vento, nel cinguettio degli uccellini, nelle parentesi del quotidiano, nelle notti carenti di sonni agitati. 
Rimbomba ancora nella mia testa sì, ma non voglio che se ne vada, non voglio dimenticarmi questa fortuna, questa necessità, questa fame di felicità, di libertà. 

Buona estate Sig.na 25 ciliegie, non smettere mai di ridere, di fare ironia sulle disgrazie, di mettere musica nei silenzi più cupi, di colorare il buio.
Buona estate Sig.na 25 ciliegie, ci saranno giorni in cui ti diranno che dovrai prenderti le tue responsabilità, che sei superficiale, egoista, che non può essere tutto un gioco. 
So che lo sai, so che può far male, ma tu hai coriandoli al posto delle lacrime: nessuno se ne accorgerà.










domenica 30 marzo 2025

Sono ancora incazzata con me stessa per non essere andata al Canto Alto

Ci sono momenti  in cui i tuoi vuoti urlano silenziosi, alzano la voce davanti alla prima domenica di luce, alla primavera che riempie di vita ogni triangolo di cielo.
Giorni in cui la sua assenza è talmente straziante da obbligarti a rincorrere la felicità, ad azzannarla, a mangiarla con ingordigia, come se non ci fossero altre direzioni possibili.
Tu, piccola cannibale di pillole di gioia, di momenti di vita.
Ore passate a rincorrere l’amore che hai consegnato a quel giorno afoso di agosto, consapevole che mai lo ritroverai, che mai sarà così smodato, così intenso.
Non smetterai di controllare ogni cosa vero Sig.na 25 ciliegie?
Di collocare i sentimenti in scatole di latta resistenti ad ogni urto e caduta.
Di tenere a freno le parole, camminando in salita fino a non avere più il fiato per pronunciarle.
Di vederti piena di difetti di fronte a quello specchio bastardo, che non ti ha mai trovata bella nemmeno per sbaglio.
Da quanto tempo non scrivevi Sig.na 25 ciliegie?
Troppo impegnata a vivere per dare spazio all’unica cosa capace di farti respirare.
Come si fa ad addormentarsi fuori dalla propria comfort zone?
Gedeone non vede l’ora di regalarti una nuova avventura, di trascinarti via dai tuoi vuoti, dai ricordi più dolorosi, quelli che non sei riuscita ad edulcorare con una prosa perfetta.
Hai ancora bisogno di costruire la tua vita con mattoni di meraviglia vero? Di trascurare lavatrici, bollette e mazzi di chiavi; di concentrarti su musica, albe mozzafiato, case sull’albero e polvere di stelle.
Procedi ostinata senza aspettative, sorridente verso quei nonscenderòmaipiù che le persone sussurrano con troppa leggerezza.
Roger sta per tornare a casa, i tetti del quartiere accolgono un sole che scalda, ti ricordano che presto partirete di nuovo.
Roger si aggira tra le corsie di un supermercato carioca e ora come allora non tralascia di mantenere le promesse.
 
Non smettere di vivere Sig.na 25 ciliegie, di forzare i sorrisi quando dentro i vuoti vomitano fango, di usare l’ironia quando la paura ti terrorizza.
Non smettere di scrivere Sig.na 25 ciliegie perché non sono pronta a vederti crollare.
Non smettere di fare casino Sig.na 25 ciliegie perché hai gli occhi curvi quando sei felice.
 
 
 

 

venerdì 7 febbraio 2025

Ho comprato il montalatte, sono caduta da un tessuto e sono tornata a mettere il cuscino nel freezer

Le ultime ore di lavoro, quel martellante desiderio di riempire un foglio bianco.
Le scale fatte di corsa, il pc in carica, le dita che tamburellano ansiose.
Quella
Incredibile
Necessità
Di
Scrivere.

Ne avevi bisogno vero Sig.na 25 ciliegie?
Quando la vita corre troppo veloce e non trovi il tempo di fermarti, di dare inchiostro ai tuoi pensieri, di trattenerli prima che volino nell’altro emisfero.
Dove sei Sig.na 25 ciliegie? Sei qui con noi o sei già in viaggio verso la prossima destinazione?
Dove vai Sig.na 25 ciliegie? Perché non riesci a restare nelle emozioni, a lasciare che ti sovrastino fino a perdere il controllo?
Impegnata come tuo solito a dare definizioni razionali ad ogni sospiro, a ciascun aculeo abbassato.
Le parole scorrono e il tuo respiro si placa, lo sento fino a qui sai?
Le frasi si completano e il battito rallenta tanto da trovare la strada di casa.
Spotify ti ricorda dei due nuovi album in uscita e tu sorridi mentre la musica riempie la stanza.
Sorridi mentre dispensi vita a profusione, senza preoccuparti di non averne a sufficienza per te, per quei momenti bui che alimentano i tuoi vuoti.
Sorridi volteggiando sugli abissi, come fai con i tessuti dell’ennesimo corso a cui ti sei iscritta.
Sorridi perché resti l’unica custode del tuo dolore, gelosa della profondità di quella sofferenza.
Ferma immobile davanti alla cassaforte delle tue emozioni, pronta ad aumentare i recinti di filo spinato di fronte a parentesi senza aspettative.
Non è facile starti vicino sai Sig.na 25 ciliegie?
Non si può far altro che gettare la spugna, logorati dall’attesa speranzosa di un tuo mostrarti, dagli infiniti tentativi di leggerti nei tuoi silenzi.
Stanchi di aspettare che tu apra un pertugio tra una blindata e le tue corazze; stremati da quel tuo fingere indifferenza verso le delusioni.
 
Perché non ci provi a togliere i sentimenti da quelle caselle excel? A lasciare che si muovano su un foglio word proprio come quando torni a scrivere dopo mesi di silenzio.
Te ne andrai di nuovo vero Sig.na 25 ciliegie? Impegnata a cercare stimoli freschi nei quali perderti, forgiando nuove armature per lasciare tutti in superficie.
Non ti prometterò nulla perché non ci crederai, non starò ad assicurarti quello che temi e non ti concedi da un'intera esistenza.
Mi limiterò a guardarti sorridere nelle tue follie, piena di energia e di paure celate, affamata di bellezza e di vita. 
Ostinata nel non lasciare la presa da quella felicità che colori con leggerezza, che non hai mai rischiato di dimenticare, a differenza di guanti, cellulari, chiavi e cappelli che perdi per strada.

Bentornata Sig.na 25 ciliegie, sospiro nello scoprirti felice.
Bentornata Sig.na 25 ciliegie, chiudo gli occhi prima di lasciarti andare via.


 
 
 
 
 

mercoledì 11 dicembre 2024

Chissà se a Tokyo esistono le giornate frittella

Dicembre profuma di buono ma cela un dolore profondo, è leggero ma nasconde nelle tasche giornate frittella, ciambelle con la glassa colorata.
La sig.na 25 ciliegie si lega un filo attorno al polso come il più colorato degli aquiloni, soffia via quello zucchero a velo che poco tollera, ce la mette tutta per girare quei bronci, per trasformarli in sorrisi.
Dicembre è custode di ricordi pieni, di momenti che segnano una vita intera.
Dicembre chiude il cerchio di un anno assurdo, rincorso e poi atteso, immaginato e poi schiantato nei muri dipinti di una città che non si può non amare. Una città sognata sulle mura che la contengono, così bella da fare male.
La sig.na 25 ciliegie guarda l’anno che verrà senza caricarlo di aspettative; riempie uno zaino con immagini a carboncino, si osserva le mani sporche di grafite e si prepara per l’ennesimo viaggio dall’altra parte del mondo.
Fa un bilancio dei sorrisi e delle fatiche, si lecca le ferite di un percorso pieno di rovi ma scelto senza pentimento. Cerca rifugio in una tana piena di libri, di stupide commedie romantiche, di zucche al forno e di bicchieri colmi di bolle mentre la musica rimbomba in tutto il bosco.
Chiude gli occhi quando incontra un brutto pensiero e fa di tutto per riaprirli di fronte a un nuovo paesaggio.
Come faccio a chiederti di smettere di scappare?
Come posso obbligarti a stare nella tristezza ora che conosco la luce dei tuoi occhi quando sono felici?
 
La sig.na 25 ciliegie sogna di restare chiusa in una pasticceria durante un’invasione zombie; vorrebbe abbassare gli aculei per permettere a se stessa di abbracciarsi, di dirsi che le emozioni non sono solo proiettili da evitare ma anche regali che ci si può concedere.
La sig.na 25 ciliegie sarà sempre come Wilma, quella balena gonfia di vuoti e di paure che si mischia nella folla sorridente, capace di alzarsi da terra e volare lontano senza alzare la voce.
 
 
 
 
 

martedì 3 dicembre 2024

I tappi delle bombolette sono immagini curve

Va sempre tutto bene vero Sig.na 25 ciliegie?

L’olio che vedi nel piatto è acqua sporcata di vino, niente di calorico che ti possa perturbare.
Nessun urto alla carrozzeria. Solo schianti silenziosi nella strada della tua vita; solo parole vomitate che giustificherai, solo cattiverie gratuite che cercherai di coprire alzando il volume di quelle canzoni nelle cuffiette.
Le luminarie di dicembre ti fanno sorridere, ti ricordano quanto sia bello impacchettare regali con cura, compilare liste nel tepore di casa, accendere le lucine dell’albero quando torni a casa dopo una lunga giornata di lavoro.

Come è stato questo anno Sig.na 25 ciliegie?
Mentre ripensi alla poesia di ogni immagine costruita o accaduta senza che te l’aspettassi; intenta a guardare quanta fortuna tu abbia avuto a nascere libera, in quella parte del mondo dove nessuna scelta ti viene imposta, dove non esistono gabbie se non quelle che ti costruisci da sola.
Fuori fa freddo ma novembre è finito, lasciando tanti spifferi e troppe recriminazioni, eppure tu lo conosci troppo bene per farti mettere i piedi in testa. Non ti piacciono i mesi arroganti, i toni di voce che si alzano, il brutto che cerca di mangiarsi la meraviglia.
Le decorazioni di Natale rendono la città meno arrabbiata, i cieli invernali limpidi ti riempiono di buoni propositi e provi a mettere la tristezza in una boule de neige così da renderla meno dolorosa.
 
Prendi la malinconia e facci qualcosa di bello.
 
Chissà per quanto tempo ancora riuscirai a spostare i dispiaceri, a cospargerli di miele per trovarci qualcosa di dolce.
Chissà chi diamine te l’ha insegnato a fare così, a esplorare ogni dannato punto di vista fino a trovare quello che ti fa vedere la vita da una prospettiva più colorata, quei graziosi fiori gialli nelle crepe di una brutta strada di provincia.
 
Non abbassare il volume Sig.na 25 ciliegie, non smettere mai di scrivere del dolore fino a farlo diventare un racconto.  
Non sono pronta a sentire il tonfo della tua caduta, ho ancora bisogno che sia tu a farmi vedere il bello di quel graffito nel grigio della periferia.
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

giovedì 28 novembre 2024

Ma davvero esistono persone a cui piacciono le ciambelle?

La sig.na 25 ciliegie entra in casa, sceglie l’album giusto e torna a respirare di fronte a un foglio bianco.
Quanto è durata questa giornata che sembrava non finire mai?
Quanto è stato necessario riempirla per non dare spazio a pensieri ingombranti, elefanti in una stanza dalle pareti viola?
Oggi il 28 novembre ha preso la patente e tu lo guardi come si trattasse di un vecchio compagno di banco.
Pronto ad accompagnarti dove vorrai, forte della sua P riconoscibile, quasi quanto i tuoi adesivi sotto il lunotto posteriore.
Nel frattempo sposti vecchi e nuovi dolori come il più esperto dei magazzinieri. Li impili in fondo al deposito, sperando che qualcuno prima o poi ne faccia pulizia senza avvisarti.
“ Devi stare nella tristezza Sig.na 25 ciliegie” sembra urlarti il mondo, ma tu afona di emozioni ti sei rotta di sentirti dire cosa fare, di sentirti giudicata per quei sentimenti che non riesci ad esplicitare, per quelle parole che restano nella trachea e tornano rapide nella pancia senza alcuna recriminazione.
Novembre per te ha 28 giorni ma quest'anno non ti ha fatto alcuno sconto. Si è preso i tuoi sorrisi, li ha uniti formando dei cerchi concentrici, delle piccole ciambelle piene di glassa e zuccherini.
 
Dio quanto le odi tu le ciambelle.
 
Se ti chiedo come stai quante speranze ho di sentirmi rispondere la verità?
Se ti chiedo cosa sogni quanto credi ti ascolterai?
Se ti chiedo di non scappare quanto tempo ho prima che tu fugga via?
 
Così attenta a sorridere e a far ridere, sempre impegnata a non appesantire con il tuo dolore. Distratta e totalmente su un altro pianeta, non ti accorgi di tutto il caos vitale che smuovi, dei sentieri che tracci, delle parole dolci, legate a quegli aculei spinosi, che non riesci a non sussurrare.

Oggi è il 28 novembre Sig.na 25 ciliegie e per l’ennesima volta sei riuscita a sfuggire gli abbracci che avresti voluto ricevere.
 
 
 
 
 
 

mercoledì 16 ottobre 2024

Come si fa ad abbracciare un istrice?

La Sig.na 25 ciliegie si prepara all'ennesimo viaggio: cuffiette, bic nera e fogli senza righe fastidiose. Una grande città, di quelle grandi per davvero.
Seduto accanto a lei c'è Roger, che conosce alla perfezione quell'ansia del vivere, quella bulimica necessità di prendersi tutto, di non lasciare esperienze nello zaino dei rimpianti.
Quanti rimorsi ti attendono in questa corsa verso la vita?
Non sarebbe il caso di fermarsi, giusto il tempo di un tè in infusione?
Tu e quei frenetici litri di caffènerobollente che ti accompagnano per le strade di ogni città.

Autunno: periodo di visite, anniversari bastardi, castagne e foglie calpestate. 
Tempo di occhi che mutano colore, come sauri che cambiano la pelle, liberandosi di quella vecchia e di tutto il brutto che l'ha consumata. E le cose belle? Che fine fanno le immagini calde con cui riempirsi il cuore e lo stomaco?
Tempo di alzare gli aculei per proteggersi dal dolore del distacco: passato, presente o futuro che sia.
Sei bizzarra Sig.na 25 ciliegie, mangi la vita ma stai bene attenta a controllarne ogni emozione più calorica.
Come fai?
Come fai a vivere schiacciando l'acceleratore, quando guidare ti riempie di paura?
Così delicata e goffa nello stesso momento, come puoi chiedermi di non proteggerti?
Ora che Gedeone è solo un furgone; ora che le parole si riempiono di aspettative senza che tu te ne renda conto.
Basta dire la verità per non fare male alle persone a cui vuoi bene?
E tu? Tu ti fai mai male Sig.na 25 ciliegie?
Tu che credi di essere immune dalle delusioni, dalle disillusioni, dalle parole cattive che ti vengono vomitate addosso.
Come faccio a lasciarti cadere Sig.na 25? 
Come posso tenerti la mano nei giorni tristi, se sorridi anche quando dentro piove a dirotto?

Le persone possono anche restare Sig.na 25 ciliegie, non c'è bisogno di metterle costantemente alla prova, di ricordare loro che te ne andrai, di frapporre una distanza di sicurezza per proteggerti dal dopo.
Ti guardo combattere contro le tue paure, piena di corazze, intenta a schivare emozioni come fossi in un campo minato.
Quanto vorrei riuscire a soffiare via quella polvere di terrore dalle tue ciglia, da quegli occhi curvi così musicali, così indecifrabili.

- Cosa chiederesti a Gedeone se fosse ancora qui?











mercoledì 29 maggio 2024

What Can I Do - Antony and the Johnsons

Buongiorno Sig.na 25 ciliegie,
il caffè sale, il gelato allo yogurt è nel freezer, la zucca nel forno e tu ti prepari a una colazione senza convenzioni.
Lo stomaco è chiuso, il respiro in affanno, la primavera non regala la spensieratezza che la contraddistingue.
Il calendario ti ricorda che siamo a fine maggio e l'estate è vicina, ma fa ancora freddo in queste settimane senza tregua.
Cosa vorresti da giugno Sig.na 25 ciliegie?
Cosa ti aspetti da questa estate dai sentieri poco battuti?
Ti guardo percorrere strade che non sono segnate sulla mappa; scegliere di ascoltare canzoni che eludono l'algoritmo; chiedere a chi ami di vedere il bello oltre al fango in cui sei solita immergerti prima di specchiarti.
Chissà come è piacersi davvero Sig.na 25 ciliegie, senza cercare l'approvazione di tutti fino a sparirci dentro, ad annullarti.
Chissà come è vedersi bella davvero Sig.na 25 ciliegie, senza il bisogno di sporcarsi di egoismo, di privarsi del cibo, di alzare le spine di fronte a chi vorrebbe solo accarezzarti senza pungersi.
Le persone che ti vogliono bene cercano di capirci qualcosa, di sbrogliare il gomitolo dei tuoi pensieri attorcigliati, di leggerti dentro in questa disperata ricerca di un traduttore.
Tu le colpisci senza volerlo, le ferisci a morte e il buco dentro di te si allarga a dismisura mentre le osservi combattere contro quel dolore che hai inflitto loro senza chiedere il permesso.
Come è scoprirsi carnefice senza nascondersi dietro parole di burro?
Come si sta a vedere chi ami soffrire di nuovo, consapevole che sia solo tua la colpa?
Le menzogne degli altri ti fanno tenerezza, ci rivedi quel passato di omissioni mascherate da proteggila. Con tutta te stessa provi a lasciartele alle spalle, consapevole di quanto abbiano ferito chi ti sta accanto e di quanto ti abbiano fatto male in quegli anni bugiardi.
Gli errori rendono le persone umane, gli sbagli reiterati confermano quanto sia difficile stare dentro a confini ingoiati senza masticare.
Cosa succede quando le persone se ne vanno Sig.na 25 ciliegie? 
Quando cedono alla realtà scendendo dalle case sugli alberi?
Quando ti lasciano sola a cavartela con la coltre di ghiaccio sotto gli aculei?

Sai che c'è Sig.na 25 ciliegie? Che forse un giorno la smetterai di urlare che puoi fare a meno di chiunque, che la vita ti ha insegnato a dire addio ancor prima di abbracciare.
La pianterai di fingere che quei vuoti non esistano, di metterti corazze ancor prima di entrare in battaglia.
Sai che c'è Sig.na 25 ciliegie? Che se deciderai di non farlo diventerai invincibile in quell'armatura, ma non ci sarà più nessuno a ricordarti che potrai toglierla.
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martedì 14 maggio 2024

Per quale motivo le cuffiette non smettono di funzionare nello stesso momento?

Voli prenotati, destinazioni che si aggiungono agli impegni già segnati sulla tua agenda; week end lunghi mentre cerchi di riprenderti quella fame di vita lasciata in stand by in un aprile trascorso dentro un rehab.
Cosa succede in questo maggio Sig.na 25 ciliegie?
Troverai il tempo per continuare quel romanzo che hai abbandonato nel cassetto delle penne colorate?
Dove sono finite quelle fotocopie su Mani Pulite piene di note e considerazioni a matita?
In quale cassetto hai lasciato il progetto di trasferirti di nuovo oltreoceano?
Cosa te ne fai di tutti quei punti sulla lista se poi ti dimentichi il foglietto sul tavolo della cucina?
Quante volte ti dovrò ripetere di finirla con la zucca, prima che i tuoi palmi delle mani diventino arancioni?
Quanti giorni mancano all’arrivo delle ciliegie?
A quei ricordi curvi che si abbronzano al primo sole, proprio come la sua pelle; splendidi come i suoi denti bianchi, come quei capelli corvino e le dita nodose di chi non era capace di perdere tempo.
Ci sono ancora un sacco di cose che voglio fare.
A quelle sigarette fumate sul balcone mentre il mondo ancora la ascoltava ridere.
Quanti anni sono passati?
Quante esperienze ti sei divorata al posto suo?
Quante ne divorerai?

È un maggio silenzioso questo, privo della caciara di chi si imbarazza facile e camuffa alzando il volume, di chi intravede porte finestre aperte su giornate piene di luce.
Un maggio di attese, di conigli antropomorfi che stanno provando ad appoggiarsi a delle ciliegie meno egoiste.
Il passato bussa a questa nuova te con insistenza, ricordandoti quanto poco ti era stato spiegato in quegli anni in cui proteggerti passava attraverso le parole non dette.
Seduta sotto un ciliegio ancora acerbo tenti in tutti i modi di urlarti che l’amore non è omissione, che la verità può spaventare, ti allontana dal bordo piscina ma ti permette di vivere.
Seduta sotto quel ciliegio osservi il paesaggio da una diversa prospettiva, priva delle tue stampelle, di quelle strategie che per anni ti hanno tenuta in salvo su quella scogliera a picco sui tuoi vuoti.
 
Gedeone non è più quel coniglio pronto a volerti bene senza riserve, è diventato un furgone con il quale esplorare il mondo.
- Cosa gli diresti se fosse ancora accanto a te, sotto quel ciliegio?
- Che sono terrorizzata all’idea di non essere capace di dire come sto, di non saper respirare nella profondità
Ho paura che quei vuoti si siano mangiati quella che sono e che l’unico modo di sentire le emozioni sia drogarmi di bolle d’aria spesse come la pelle di un'iguana.
- E cosa succede in quelle bolle d’aria?
- Succede che si vola leggeri, passando sopra a quei vuoti come fanno le mongolfiere.
 
Sei una groviera di vuoti coperta da strati di acciaio Sig.na 25 ciliegie, un caos di parole e emozioni contorte.
Sei storta ma alzi muri dritti e pieni di spuntoni.
Sei quello che sei ma spero tu smetta di odiarti. Gedeone ora è solo il nome che hai dato al tuo furgone e non può più amarti al posto tuo.


 

 

 

 

 

 

 

venerdì 10 maggio 2024

L'amore cosa è?

È maggio Sig.na 25 ciliegie eppure le ciliegie non riempiono le corsie dei supermercati: purpuree e sorridenti antesignane dell’estate.
È maggio, ma i tulipani paiono tutti monotono sotto questo cielo novembrino.
È maggio, dove è quel sole che anticipa i mesi più caldi, quelli dove vale tutto?
È maggio, quali sono i tuoi programmi Sig.na 25 ciliegie?
 
Più la vita ti chiede di stare nel dolore, più le ricordi di essere una novellina alle prime armi.
Più ti offre le occasioni per esternare le emozioni più le chiudi in una cassaforte con dei codici dei quali hai perso memoria.
Viverti è entrare nella tempesta Sig.na 25 ciliegie; starti vicino è un inferno di ghiaccio.
Quanto pesano quei vuoti?
Quante calorie dovrai rifuggire per riempirli?
 
Come quando ti telefonavo e non rispondevi per giorni.
Come quando mi richiamavi come niente fosse: “dimmi Iaia che c’è”.
Come quando mi facevi incazzare ma ti avevo già perdonato ancor prima di sbollire.
Come quando guardavi la mamma e sembrava non avessi mai visto nulla di più splendente.
Come quando, come due soldati in trincea , evitavamo di vedere quello schianto contro al muro stando vicini in silenzio. I carboidrati spostati a lato del piatto, le tue settimane senza sonno.
Come quando hai smesso di alzare il volume e io sono morta dentro per la seconda volta.
Come quel maggio del 2020 a cospargerti di acquaragia.
Come questo maggio, che manchi più dell’aria, ma continuo a fare il tuo nome se mi chiedono: l’amore cosa è?

Sai Iaia, avremo sempre l’Atalanta.
E chi lo sa se, un poco, parlavi anche di me.

Siamo in finale papà.

 

 

 

 

venerdì 26 aprile 2024

Enrique Iglesias è decisamente il mio guilty pleasure

Una casa vuota che si ciba di nuovi silenzi, il picchiare frenetico di una tastiera che rallenta il tuo battito ovunque ti trovi.
La sensazione di uno spray al Ventolin ogni volta che un fuoripista ti porta lontana dal sentiero segnato.
Come si fa quando le pietre e gli alberi davanti a te non sono più colorati di bianco e rosso?
Dove stai andando Sig.na 25 ciliegie?
È così necessario avere chiaro il punto di arrivo?
Perché non sei capace di seguire la rotta comune, di camminare sul terreno battuto?
Perché i tuoi pensieri viaggiano incontrollati, lasciandoti in balia di un meteo primaverile completamente imprevedibile?
Perché nelle tue playlist i generi si mischiano senza alcun senso se non quello che governa la tua follia?
Incredibile come tu sia sempre attenta a non ferire con le parole quando poi con i gesti arrivi a distruggere, a lasciare cicatrici e tagli profondi.
Questo aprile segue un marzo di neve nel deserto; questo aprile ha staccato la spina a un frullatore e ti sta chiedendo di fermarti.
Le canzoni si incalzano senza tregua, le immagini regalano sorrisi, aculei e malinconia; la tv è spenta, i bicchieri colmi, i discorsi si susseguono pieni di vita e le direzioni ancora tutte da costruire.
Quanto è bello avere accanto qualcuno che non vuole chiuderti in una teca?
Quanto è necessario per te sentire che la paura può innescare l’acceleratore e non il freno a mano?
Quanto spesso alzi muri per vedere chi li scavalca?
Non so se non aspettarti nulla dalle persone ti abbia salvata o semplicemente condannata a sentire per sempre quel vuoto dentro.
Non so se un giorno troverai il coraggio di affidarti senza reiterare quei non ti ho chiesto niente che ti piace ripetere come un mantra.
Non so se prima o poi smetterai di sorridere con gli occhi e ti concederai di piangere davvero.
Non so un sacco di cose di te Sig.na 25 ciliegie, perché sei caos puro e leggerti dentro è un Infinite Jest.
 
 
Pezzi di punk rock, bossa nova e un brano di Enrique Iglesias.
Rido.
Penso che devi lavorare ancora tanto su te stessa Sig.na 25 ciliegie, però ti prego, non lasciare mai che trovino un senso dentro una tua playlist.

giovedì 18 aprile 2024

Voglio andare a una festa anni '20 e comprarmi delle scarpe nuove

Il sole di un’estate precoce lascia il posto ad un nevischio invernale e ancora una volta la primavera ti ricorda come niente sia scontato, come la vita scorra in direzioni che non ti eri minimamente immaginata.
L’ennesimo caffè lungo nero e bollente mentre a stento le dita delle tue mani coprono le ore di sonno di una settimana infinita. 
Un bicchiere di bolle che non scoppiano ma che scendono nella gola illudendoti che le canzoni più belle non siano canzoni tristi.

Che fine fanno i tuoi pensieri Sig.na 25 ciliegie?
Hai modo di portarli in un luogo sicuro, al riparo da te stessa?
Ti osservo sorridere ma i tuoi occhi non sembra riescano a curvarsi questa volta e vorrei tanto scavalcare quel muro per domandarti come stai.
Mi piacerebbe ascoltarti mentre mi racconti chi sei, spogliata di quelle insicurezze che ti impediscono di chiedere.
Sarebbe bello toglierti quell’ironia pungente, quella paura di appesantire l’altro, quello sguardo giudicante che hai ogni volta che ti vedi riflessa in uno specchio.
Levarteli solo per un momento, giusto il tempo di sdraiarsi sull’erba e guardare la forma delle nuvole.
I tuoi vuoti ti spaventano, hai il terrore che si mangino la tua pelle come anni fa, che brucino calorie e tessuti inglobandoti dentro di loro.
Anni passati ad evitarli, a coprirli con teli mare caraibici, con panorami maestosi, con viaggi magnifici e con diapositive di farfalle e adrenalina.
E ora come si fa?
Ora senti la testa che scoppia, lo stomaco che si rigira, il cuore fuori dal petto.
Ora li hai davanti, ma chiudi gli occhi sperando spariscano, illudendoti che forse prima o poi qualcuno ti salverà tentando di riempirli con gettate di cemento.
 
Apri gli occhi e ti guardi in giro alla ricerca di Gedeone.
Ma Gedeone non è stato in grado nemmeno di salvarsi da solo ed ora è un furgone pronto a portarti lontano.
Apri gli occhi e provi a trattenere quello che hai costruito senza credere a quella voce che ti ripete che chi ami se ne va. Sempre.
Apri gli occhi e ci vedi delle macchie e la tua ipocondria urla mentre sorridi, ti fai versare del vino e ascolti le fatiche degli altri.
 
Che paura che fanno quei vuoti Sig.na 25 ciliegie.
Che paura che mi fai tu quando dentro ghiaccia tutto e basta un cappotto giallo per convincere tutti che ci sia il sole.
 

lunedì 15 aprile 2024

35 ml di Tequila, 20 ml di Triple Sec, 15 ml di Succo di Lime, q.b. di Sale Fino, q.b. di Ghiaccio

Non te lo chiedo come stai Sig.na 25 ciliegie, perché nemmeno ti concedi di dirlo a te stessa, figurati a noi qui fuori.
Non ci provo neanche a ricordarti che mi potrai chiamare se avrai bisogno di aiuto, perché tu vomiti parole su una tastiera per non caricare le persone di tutto quello che hai dentro.
Dove stai andando Sig.na 25 ciliegie? 
Cosa ti urlano gli omini dentro la tua testa? 
Ora che hai scelto di ascoltarli non è così facile scappare nelle tue playlist coprendo il loro rumore.
Ora che hai preso consapevolezza delle tue paure, ora che hai scelto di non nasconderti dietro bugie di lattosio.

Stare con te è una babele, lo sai vero Sig.na 25 ciliegie?
Essere disposti a prendersi tutto il pacchetto di follie e confusione è da pazzi scatenati.
Non è facile accettare i tuoi mondi paralleli, il tuo sguardo assente, le tue corazze d'amianto e i muri di cartapesta, la tua fame bulimica di amore, la tua incapacità di chiedere alle persone di restare.
Io non lo so se riuscirai a guardare i tuoi demoni, smettendo di evitarli a suon di aerei e iniezioni di dopamina.
Nelle cuffiette Frank Turner ti obbliga a non cedere alla malinconia, a farti forte di ricordi e ciliegi, senza che la tristezza diventi il tuo metadone.
La testa su una ferrata, il cuore su un prato di margherite. 
Le poche ore di sonno, il desiderio di sparire in una gelateria che non mischi le creme con la frutta.
Le persone che ti vogliono bene millantano ceffoni ma poi ti abbracciano; le guardi mentre cercano il nascondiglio delle tue stampelle, bramose di gettartele via, certe che potresti farne a meno ora che ti stai spogliando delle menzogne. 

Come si sta in cima alla vetta? Mentre il mondo sotto di te non fa altro che domandarti cosa si celi dietro quella fame, quella curiosità del vivere.
"Ci sono ancora un sacco di cose che voglio fare", recita quel tatuaggio sotto quella clavicola dai ricordi curvi.
Quanto ti manca Gedeone? Quanto è difficile fargli domande alle quali sai che non risponderà?

Sei un Margarita Sig.na 25 ciliegie, ma non siamo in Messico a guardare balene e tramonti sulle spiagge di La Paz.
Io non lo so come diamine si faccia a pasteggiare con un Margarita sulle mura, ma non ti chiederò mai di essere un bicchiere di vino, buono per ogni occasione.








lunedì 8 aprile 2024

Mi piace quando le persone somigliano alle canzoni

La musica è spenta, i pensieri fanno rumore ma provi a non coprirli con delle playlist che spostano le emozioni più faticose.
Come si fa a scappare ogni sacrosanta volta Sig.na 25 ciliegie? 
Dal dolore.
Da te stessa.
Dall'amore che allontani come fosse l'ultima cosa che ti meriti dalla vita.
Quanta paura fa l'amore Sig.na 25 ciliegie? Quello che stava in quella mano di pelle bruciata, che tenevi con cura insieme a una penna che scriveva tremante le iniziali di una squadra.

L'Atalanta continua ad andare in Europa sai?

Sei un bel paradosso tu, Sig.na 25 ciliegie, nel tuo bisogno di proteggerti da quell'amore, alzando la voce ogni volta in cui dici alle persone a cui tieni che non ti aspetti nulla da loro.
Proprio tu, che ti sei tatuata sul piede un libro senza compromessi, dove le parole si mantengono, dove non si tocca mai più terra ma si sceglie un addio su una mongolfiera.
Alzi le spalle e li lasci su tutte le furie, sminuendone i sentimenti, ingoiando quei resta che non sai più nemmeno pronunciare. Impassibile e tronfia di quell'egoismo spiccio che altro non è se non il bunker segreto del bisogno estremo di un abbraccio che si prenda cura di te.

Come si allontanano le persone Sig.na 25 ciliegie?
Facendo loro del male?
Banalizzando ogni parola?
Regalando grandi sorrisi e battute taglienti?

La musica è spenta, le ferite urlano e i tuoi vuoti amplificano l'eco.
La musica è spenta ma so che presto rimetterai le tue cuffiette, camminando per quella città dalla quale non fai altro che scappare, ogni volta in cui ti accorgi di amarla troppo.

L'Atalanta continua ad andare in Europa sai? 

Ed io, di tutto quell'amore, non so più cosa farne.





sabato 6 aprile 2024

Secondo i nutrizionisti un gelato non sostituisce un pasto completo

Il sole è tornato a scaldare e la primavera è così potente da impedirti di sanguinare dalle ginocchia.
Oggi è la prima volta che ti fermi Sig.na 25 ciliegie, dopo una settimana folle, spesa a scappare da te stessa e da quello che senti, dalla consapevolezza di come, per l’ennesima volta, il tuo dolore ti spinga a sfregiare le tele più belle, a pugnalare chi ti è stato vicino, chi ha sempre cercato di regalarti nuovi scenari e lo ha fatto solo per permettere al tuo battito di rallentare.
Oggi è quel giorno che posticipavi senza vergogna, quel momento che anni fa avresti volentieri schivato per poi lasciartelo alle spalle.  
Se guardi fuori vedi i feriti o sei solo capace di sentire il vento che smuove le foglie?
Non so se mi piace questa nuova versione di te Sig.na 25 ciliegie, meno capace di tenere la vita sotto controllo, ancora più famelica di esperienze ma per nulla in grado di darsi dei confini.
Intenta a fissare la teca dove tornavi ogni sera, dove era facile prendersi cura di te, delle tue distrazioni, di quelle ipocondrie che non sembrano svanire.
Come quella canzone che adori, che trattieni in gola per non bagnarti le gote.
Gli animali esotici possono stare per sempre in una teca Sig.na 25 ciliegie?
Provi a chiederti perché non ti hanno lasciato un libretto d’istruzioni, qualcosa di scritto dove spiegare a te e al mondo cosa fare con i tuoi fragili meccanismi.
Storta, rotta da quando ti conosco, alla ricerca di un habitat che ti hanno strappato a suon di corridoi di ospedale e latte di acquaragia.
Dove è casa, Sig.na 25 ciliegie?
Facile dare la colpa alla tua sofferenza, a un passato che non giustifica nulla se non la tua ricerca di approvazione e di colori.

Se ti chiedo come stai sorridi ma non dagli occhi.
Se ti chiedo dove andare, fai decidere a me la destinazione e mi preghi di non dirti nulla.
Se ti chiedo di scegliere i gusti del gelato li sbagli, presa da un’ansia del vivere che ti lascia in astinenza come la peggiore delle droghe.
Se ti chiedo se sei stata bene sorridi dagli occhi, eppure ci sono dei corpi stesi a terra e io non sono qui a raccoglierli al posto tuo.
 
 
 
 
 

venerdì 29 marzo 2024

Quando l'istrice si sente minacciato, innalza le sue spine al massimo, con l'obiettivo di sembrare più grande.

Marzo sta finendo Sig.na 25 ciliegie e tu non riesci a non sentirti un animaletto esotico in cattività.
Alla ricerca del tuo habitat naturale, combattuta tra il tepore di una teca che profuma di casa e quella sensazione di onnipotenza che hai ogni volta che riesci a scappare dal dolore.
Riesci a capirlo che lui non smetterà mai di inseguirti, di lasciarti in pace?
Quanti anni era che non ascoltavi OK COMPUTER tutto d’un fiato? Boccheggiando come nel video di No surprises.
Per quanto tempo ancora vuoi fare finta di niente, controllando cibo, emozioni, esposizione alla vita?
Una scoiattola ti ricorda che non sarai mai libera finché non aspetterai il dolore alla linea d’arrivo, stringendogli la mano e confessandogli che sei terrorizzata alla sola idea di guardarti dentro, di entrare in quei vuoti che ti ricordano che quella casa al profumo di rosmarino non esiste più.
Smettila di fare del male a chi ami solo per far sì che se ne vada via, confermando a te stessa che le persone non restano.
Smettila di farti del male Sig.na 25 ciliegie, di sporcarti di fango per impedirti di vedere qualcosa di buono nel riflesso di quello specchio.
Fuori non smette di piovere, in questi ultimi giorni di marzo che sembrano novembre.
Fuori il vento urla ma non lo riesci a sentire, mentre la pioggia copre ogni cosa, ogni francobollo di luce.
Fuori, se guardi con attenzione, puoi vedere dei ciliegi in fiore, pronti a ricordarti che prima o poi sarà tempo di mangiare ciliegie.
 
So che adesso non vedi l'ora di partire Sig.na ciliegie, vorresti che Roger ti mettesse in quella teca e ti portasse a vedere il mondo, cercando di fregare il dolore, nascondendogli per l’ennesima volta la destinazione.
Prova a restare Sig.na 25 ciliegie, anche se fa così paura che nemmeno i tuoi aculei sembrano essere preparati.
 
Gli istrici non piangono Sig.na 25 ciliegie, ma spero tanto che tu riesca a farlo prima o poi.
 
 
 
 

lunedì 18 marzo 2024

L' America è caffeina mentre cammino e delle Jordan 6 retro bianche e rosse

 Quindi si fa così Sig.na 25 ciliegie, quando dentro si gela basta prendere un aereo e   scappare al caldo?


 L' America è così superficiale, tanto da essere il posto perfetto per non pensare. Il luogo   ideale per nascondere i tuoi mostri sotto litri di caffè in bicchieri di cartone.
 Un festival musicale, le birrette gelate e quei negozi dell'usato che ami tanto; quelle   magliette  consumate da vite passate che ti diverti a immaginare mentre ti spogli in quei camerini.
 L' America è così distante da quella che sei, eppure non fa altro che consentirti di essere   invisibile in mezzo alla gente e niente ti fa stare meglio dello sparire dentro le voci di una città che non ti conosce.
 Quanti mondi diversi ci sono nella tua galassia Sig.na 25 ciliegie?
 Vorrei sapere a cosa pensi quando ti guardo e sei lontana anni luce dal presente; mentre   abbassi gli occhi per la paura che qualcuno ti possa leggere dentro.
 Le suole lise delle tue scarpe sono così scivolose, inadatte a una realtà che rifuggi,   concentrandoti solo sulla colonna sonora. 
 Vorrei conoscere quel dolore che rigetti, smistarlo con pazienza in zaini da montagna e   farmene carico al posto tuo durante la salita.
 Ti osservo di nascosto sotto a quei palchi, libera dalle paranoie che ti perseguitano, giusto il   tempo di una canzone (e un'altra ancora). Il volume è altissimo e finalmente nessuno ti   chiede di abbassare.
 Provi a disintossicarti da lattosio e parole tra parentesi; costruisci castelli di carte guardandoli   risplendere al sole di marzo. Osservi quegli stessi castelli crollare alle prime folate di vento di   questa assurda primavera. 
 Cinica e corazzata, terrorizzata alla sola idea di trovarti impreparata di fronte a quel buffet di   caloriche illusioni.
 Ti guardo inciampare negli incontri che regala la vita, goffa e con quello sguardo sempre per   aria; tu, tanto bulimica di paesaggi e esperienze quanto anoressica di abbracci ed emozioni.

 Ho smesso di cercare di salvarti da te stessa Sig.na 25ciliegie.
 Ho scelto di aspettarti al bar ogni volta che sentirai il peso di quell'assenza di gravità.


- Ehi capo scoiattola come ci si salva da se stessi?

- Si torna a casa, cercando il momento gusto per guardarsi dentro.

- Posso mangiare un gelato mentre ci provo?

(Bentornata a casa Sig.na 25 ciliegie, non so se ci proverai davvero a guardarti dentro, l'unica cosa che so è che in tasca hai già il biglietto per il prossimo volo).


 

Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop

Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...