La signorina 25 ciliegie si è presa una piccola vacanza, una vacanza dalle orecchie giù.
Giù come un coniglio, giù come dice Gedeone.
La signorina 25 ciliegie gestisce l'ansia a modo suo, imbottendosi di caffè e grissini al sesamo. Sa che questo non aiuta, ma aiutarsi non è mai stato il suo punto forte.
La sig.na 25 ciliegie vorrebbe andare via ma aspetta che qualcuno la prenda per mano, aspetta notizie buone o cattive, aspetta i giorni in cui smetterà di aspettare.
Quando attendi la morte di qualcuno, impari ad aspettarti di tutto.
Gedeone la guarda guardarsi indietro perchè vedere il futuro non le riesce così bene come inventare storie senza capo nè coda, storie senza angoscia, storie senza bollettini da pagare, esami da affrontare, dolori da gestire.
Gedeone lo sa che lei è distratta almeno quanto è bella la favola che gira nella sua testa in quel momento. Gedeone le sta dietro, così quando lei si volta quel che vede è il suo coniglio.
La signorina 25 ciliegie non è fatta per questo mondo ma quello che gira nella sua testa ha case di zucca e sentieri di maionese per chi è capace di voler bene davvero.
La signorina 25 ciliegie si gestisce male ma quel male le ricorda chi non c'è più, riempiendo in malo modo un vuoto impossibile da colmare.
Bentornata sig.na 25 ciliegie, mentre aspetti che qualcuno ti prenda per mano dacci una mano e raccontaci una storia.
mercoledì 18 aprile 2012
venerdì 23 marzo 2012
Valigie di cileigie
La signorina 25 ciliegie progetta viaggi e cucina torte, mentre il mondo le fa domande alle quali non le importa più trovar delle risposte.
La signorina 25 ciliegie si sta dimenticando giorni di aspettative deluse e di parole buttate al vento; giorni di battiti accelerati e di pranzi conditi con cinismo e rassegnazione. Quei giorni vorrebbe lasciarseli alle spalle senza sentire il bisogno di tornare a recuperarli per strada. A volte è bene smarrire la strada di casa.
Signorina 25 ciliegie, tu che perdi tutto, prova a perdere la memoria almeno il tempo che ti serve per tornare a chiudere gli occhi prima di lui. Ci si può addormentare per primi sai?
La signorina 25 ciliegie non si innamora e quando succede lo chiama in un modo diverso così che nessuno glielo possa portare via.
Un coniglio con le orecchie giù non vede l'ora che il sole colori di lentiggini un viso non più amaro ma al gusto d'amarena; Gedeone sa quando i tempi sono maturi per una nuova raccolta.
Un coniglio con le orecchie giù è capace di scaldare la zucca giusto il momento prima che una ciliegia crolli sull'amaca del giardino, sicura che l'estate sta arrivando e che lei, la guarderà mangiare ciliegie, ma mangiarle davvero, senza la paura che qualcuno le faccia rimanere la cena sullo stomaco.
La signorina 25 ciliegie è sicura che un aereo la sta aspettando, è un aereo senza troppe direzioni segnate sulla mappa, è un aereo lagomorpha come direbbe Gedeone.
"Gedeone tu l'hai mai visto un coniglio viaggiatore?"
giovedì 1 marzo 2012
Scoiattole e ciliegie
Alla signorina 25 ciliegie piace far colazione con una scoiattola senza coda ma con un cuore grande almeno quanto un cocomero.
A loro piace sedersi su tavolini al sole mentre, pasteggiano a caffè, cartocci e spezzoni di malinconica follia.
La scoiattola senza coda cucina zuppe e costruisce castelli di squilibrio dove, principesse senza inizio nè fine, scappano da paure che sputano fuoco come draghi.
La signorina 25 ciliegie sa quando è ora di mettere il turbo per salvare una scoiattola in difficoltà.
Gedeone le osserva dall'alto della sua serenità di coniglio e dispensa consigli come carote pronte per il pinzimonio.
Gedeone le guarda affrontare la vita nonostante gli ostacoli, nonostante quella corda stonata rovini il suono di un armonico giro di Do.
La signorina 25 ciliegie ha spalle ossute ma che sanno sorreggere; la scoiattola trascina i suoi pochi kili nella direzione giusta per ricordare a una ragazzina con un coniglio dalle orecchie giù quanto le vuole bene.
Incredibile quanto un'amicizia rafforzi mesi di nebbia; pazzesco pensare a quanto due squilibri che si tengono per mano riescano a camminare sul filo della vita come il più esperto degli equilibristi.
La scoiattola preferisce piadine al crudo a manciate di noccioline e, in una scatola in cucina, tiene abbracci e medicine per curare l'ipocondria della sua amica color amarena.
La sig.na 25 ciliegie ha i suoi tempi ma sa mantenere le promesse.
"Gedeone scendi in dispensa e prendi del tonno da mettere sulla pizza, a pranzo si ferma un'amica speciale."
giovedì 23 febbraio 2012
Che rumore fa la serenità?
Signorina 25 ciliegie che rumore fa la serenità?
Ti piace pensare a quando ci canterai sopra, distesa sulla tua amaca mentre saluti la primavera.
Ti piace credere che l'ansia se ne andrà insieme a quei pensieri scomodi al gusto terribile delle barbabietole.
La sig.na 25 ciliegie aspetta la primavera con trepidazione; aggiunge tasselli di squilibrio alla sua normale follia e cerca un modo per non soccombere alla realtà.
La sig.na 25 ciliegie fiorisce come gli alberi, si colora di aspettative e trova il modo di inventarsi storie profumate. Spuntano personaggi come efelidi al primo sole e, lei lo sa quanto una storia possa cambiare una giornata dal cielo coperto.
La signorina 25 ciliegie è impegnata a salvarsi dalla banalità della verità, mentre tutti là fuori la ricercano come oro colato. Lei è consapevole di quanto una bugia suoni meglio di quella stonata sincerità.
Nel taccuino della sig.na 25 ciliegie puoi trovare parole armoniose e immagini di dolore, origami di emozioni e ricordi fatti con la pasta di sale.
Lei sa quanto è fragile.
Lei sa quanto sia facile fingere onnipotenza.
Lei sa che tornerà a mangiare ciliegie.
giovedì 9 febbraio 2012
Dal diario della Sig.na 25ciliegie
Non provavo niente.
Più niente.
Chissà tu cosa provavi: nel vedermi, nel vederlo, nel vedervi riflessi nel mio sguardo.
Il bello è che non provavo più niente, solo, purtroppo, ricordavo.
Ricordavo te.
Ricordavo come eri in grado di trascinarmi verso il fondo.
Mi piaceva da morire che mi trascinassi giù.
Eri in grado di uccidermi, ma se uccidi qualcuno vuol dire che quel qualcuno è vivo. Nessuno uccide chi è già morto.
Io, con te, mi sentivo così viva: viva da morire.
Tu mi toglievi ogni energia, mi privavi di quella vita che eri paradossalmente in grado di donarmi; tu mi lasciavi agonizzante per ore fino a quando mi risollevavo dal fondo per sorridere.
Eri la mia droga.
Non esistevano dosi controllate, non c’erano strumenti in grado di attenuarne l’effetto, non c’erano giorni in cui ero in grado di fare a meno di te.
Uccidimi. Solo tu puoi farlo davvero.
Le notizie sulla tua vita erano carboni ardenti sui quali camminavo con la dimestichezza di un fachiro. Sono sempre stata molto brava a gestire il tuo dolore e quello che eri in grado di provocarmi.
E ora?
Ora sto immobile a cercare di ucciderti senza parole.
L’unica cosa che vorrei è ucciderti in silenzio, come facevi tu.
L’unica cosa che vorrei è lasciarti lì, agonizzante, pieno di amore per il male che ti so provocare.
L’unica cosa che vorrei è smettere di amare il tuo modo di farmi male.
Più niente.
Chissà tu cosa provavi: nel vedermi, nel vederlo, nel vedervi riflessi nel mio sguardo.
Il bello è che non provavo più niente, solo, purtroppo, ricordavo.
Ricordavo te.
Ricordavo come eri in grado di trascinarmi verso il fondo.
Mi piaceva da morire che mi trascinassi giù.
Eri in grado di uccidermi, ma se uccidi qualcuno vuol dire che quel qualcuno è vivo. Nessuno uccide chi è già morto.
Io, con te, mi sentivo così viva: viva da morire.
Tu mi toglievi ogni energia, mi privavi di quella vita che eri paradossalmente in grado di donarmi; tu mi lasciavi agonizzante per ore fino a quando mi risollevavo dal fondo per sorridere.
Eri la mia droga.
Non esistevano dosi controllate, non c’erano strumenti in grado di attenuarne l’effetto, non c’erano giorni in cui ero in grado di fare a meno di te.
Uccidimi. Solo tu puoi farlo davvero.
Le notizie sulla tua vita erano carboni ardenti sui quali camminavo con la dimestichezza di un fachiro. Sono sempre stata molto brava a gestire il tuo dolore e quello che eri in grado di provocarmi.
E ora?
Ora sto immobile a cercare di ucciderti senza parole.
L’unica cosa che vorrei è ucciderti in silenzio, come facevi tu.
L’unica cosa che vorrei è lasciarti lì, agonizzante, pieno di amore per il male che ti so provocare.
L’unica cosa che vorrei è smettere di amare il tuo modo di farmi male.
lunedì 6 febbraio 2012
Rose bianche
La signorina 25 ciliegie oggi viene a trovarti.
Incredibile come un posto come questo possa prendere l'odore di casa
(in quel modo tutto suo).
La signorina 25 ciliegie oggi viene a trovarti, con in mano la routine di quei 3,50 euro, spesi nel tempo di un abbraccio che non può più avere.
La sig.na 25 ciliegie sa che è passato tanto tempo dall'ultima volta, sa quanto sia difficile fare i conti con te, nonostante vi separino chilometri di lacrime e granito.
Un'assenza ingombrante quanto lo era la tua presenza; un'assenza che lascia vuoti come buchi in quello stomaco che sembra non trovare mai pace.
La signorina 25 ciliegie vorrebbe chiederti se sta facendo la cosa giusta, vorrebbe un cenno, un sorriso, una direzione. Invece impara a sue spese che un errore aiuta a guardare meglio il tramonto.
Una ciliegia assapora la tranquillità di quei sentieri, non sente il disagio di quel silenzio che entra senza troppo bussare.
Gedeone deve ancora fare i conti con quel posto: non gli piace camminare tra la sofferenza altrui. E' già tutto così senza colore là fuori.
Alla sig.na 25 ciliegie piace che ci siano luoghi come questo, luoghi dove nessuno si aspetta un suo sorriso. Le è concesso star male, le è concesso un reiterato addio, le è concesso piangere davvero.
E' un posto senza tempo, dove il tempo ce lo si può prendere per ascoltare il proprio dolore. E' un posto che smette di fare paura, quando la paura non è più il nemico sconfitto nelle fiabe ma l'agonia di una malattia, la tragedia compiuta, è qualcuno che perdi mentre un po' te ne vai via anche tu.
La signorina 25 ciliegie vorrebbe dirti che non è più triste, che ha ancora voglia di provare a guardare al di là per vedere un campo di ciliegi.
Incredibile come un posto come questo possa prendere l'odore di casa
(in quel modo tutto suo).
La signorina 25 ciliegie oggi viene a trovarti, con in mano la routine di quei 3,50 euro, spesi nel tempo di un abbraccio che non può più avere.
La sig.na 25 ciliegie sa che è passato tanto tempo dall'ultima volta, sa quanto sia difficile fare i conti con te, nonostante vi separino chilometri di lacrime e granito.
Un'assenza ingombrante quanto lo era la tua presenza; un'assenza che lascia vuoti come buchi in quello stomaco che sembra non trovare mai pace.
La signorina 25 ciliegie vorrebbe chiederti se sta facendo la cosa giusta, vorrebbe un cenno, un sorriso, una direzione. Invece impara a sue spese che un errore aiuta a guardare meglio il tramonto.
Una ciliegia assapora la tranquillità di quei sentieri, non sente il disagio di quel silenzio che entra senza troppo bussare.
Gedeone deve ancora fare i conti con quel posto: non gli piace camminare tra la sofferenza altrui. E' già tutto così senza colore là fuori.
Alla sig.na 25 ciliegie piace che ci siano luoghi come questo, luoghi dove nessuno si aspetta un suo sorriso. Le è concesso star male, le è concesso un reiterato addio, le è concesso piangere davvero.
E' un posto senza tempo, dove il tempo ce lo si può prendere per ascoltare il proprio dolore. E' un posto che smette di fare paura, quando la paura non è più il nemico sconfitto nelle fiabe ma l'agonia di una malattia, la tragedia compiuta, è qualcuno che perdi mentre un po' te ne vai via anche tu.
La signorina 25 ciliegie vorrebbe dirti che non è più triste, che ha ancora voglia di provare a guardare al di là per vedere un campo di ciliegi.
giovedì 2 febbraio 2012
Sporca di neve
La signorina 25 ciliegie guarda fuori per scovar il bianco in una giornata di neve.
Niente come la neve le ricorda di non essere più bambina.
Niente come la neve la fa sentire così sporca.
Niente come la neve la riporta a lei, a quegli anni di fango che l'han resa consapevole di quanto il mondo sia poco pulito.
La signorina 25 ciliegie fa fatica ad odiare la neve ma riesce benissimo ad odiare se stessa; a barricarsi dietro muri di paure, a trovar rifugio nel marcio di un passato senza finestre.
Abbandonarsi a quell'aria viziata, facendo di tutto per non accorgersi di esser circondata da broncodilatatori che cercano in tutti i modi di farla stare bene.
La sig.na 25 ciliegie sa che la neve ferma il battito e il cuore per un attimo, copre la routine, nasconde i doveri e impedisce di non pensare.
Quella neve che avvolge ogni superficie vietandole di essere superficiale.
Quella neve così testarda, così fiera del suo bianco, tanto da sembrare inconsapevole del fatto che si sporcherà.
La neve in città non esiste.
La felicità in città non esiste.
L'amore in città non esiste.
La sig.na 25 ciliegie sogna un orto in campagna ma fa di tutto per far sì che non si realizzi. La signorina 25 ciliegie vuole credere che qualcosa esista, in un mondo troppo sporco per lasciarle delle speranze.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop
Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...
-
Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...
-
Novembre è diventato caldo e non lo odio più. Novembre è pieno di sole, di castagne, di nipotini che crescono, di alberi d’autunno che ospit...
-
Ti osservo Sig.na 25 ciliegie, mentre alzi un muro per chiedere un abbraccio. Chissà come fai a trovare sempre il modo per recuperare corazz...