venerdì 11 settembre 2020

Così forte che rimbomba tutto.

 

La Sig.na 25 ciliegie controlla i lividi sulle gambe, le ferite sulle braccia, si chiede come sia possibile avere ancora così fame di vita.

Inforca la sua bicicletta blu tiffany, alza il volume nelle cuffiette e prova a non smettere di regalarsi sogni, paesaggi nuovi, ricordi di città che ha attraversato nei suoi viaggi.

Pedala veloce, trattiene la malinconia e si prefigura prospettive senza dolore.

La Sig.na 25 ciliegie continua a pensare a Gedeone, alle sue stravaganze, al suo sguardo curioso verso il mondo e le persone.

Sorride pensando ai clichè che non ha mai vissuto, ai padri che insegnano ad andare in bicicletta e a guidare. Piccoli lavori in casa e lampadine da cambiare. Mentre una playlist la accompagna lontano, cerca bramosa le immagini del suo passato, rivede la bambina che estasiata guardava Milano dall'ultimo piano del Pirellone.

        Il mio papà lavora in cima al mondo.

La Sig.na 25 ciliegie asciuga le lacrime di una consapevolezza adulta, piena di quei mesi senza sapere dove fosse, di quelle giornate infinite dove cercavano di proteggerla dalla verità.

Papà perché non torni più a casa? Ti ho fatto un disegno.

Le litigate con la mamma, un amore così totalizzante da riempire stanze, incapace di conoscere il vuoto dei silenzi. Lui, le infinite volte in cui le giurava che avrebbe rallentato, che era l’ultima follia. Lei, il suo sguardo rassegnato ma orgoglioso mentre ascoltava quelle promesse al vento.

I regali per lei sul tavolo della cucina il giorno successivo. Tua madre è bellissima vero?

Allontana il dolore e ripensa alla tavola imbandita a tutte le ore, alle serate tra musica e politica, impregnate del profumo del tabacco di una pipa. Gli amici di una vita e quelli nuovi, conosciuti sull’onda dell’entusiasmo di idee e progetti scritti nelle notti insonni.

Papà ci sono i tuoi amici a casa, tu dove sei?  

- Giuro che sto arrivando.

 

       I ritardi reiterati e fragorosi, le ore in attesa di quel passo pesante sulle             scale. La domenica, la polenta sul fuoco e la berretta dell'Atalanta. 

       I libri sparsi per tutta la casa, le citazioni estrapolate dai classici, Bob Dylan e Herbert Pagani.

  Siediti qui Iaia, ti leggo una poesia.


La Sig.na 25 ciliegie sceglie un ricordo ogni giorno e ci costruisce un giro su due ruote. 

La Sig.na 25 ciliegie a volte si sente così leggera da credere di non avere più nulla. Si domanda perché il dolore invece che affondarla la porti così in alto, privandola di tutto.

 

Manchi forte.

           

 

 

 

 

 

 

venerdì 4 settembre 2020

Ciao papà


A volte il dolore è così forte, talmente fagocitante da non riuscire in nessun modo a plasmarlo, a definirlo con delle parole.
A volte è così devastante da impedire i movimenti, le azioni, le lacrime, i pensieri.
La Sig.na 25 ciliegie si domanda dove sia stata quella sofferenza prima di entrarle dentro. Forse in una distesa immensa? Forse al di là delle nuvole?
Non può essere stata qui nei paraggi, su questa Terra. Qualcuno l’avrebbe vista, avrebbe cercato di fermarla, di mandarla via.  

Chissà dove ti eri nascosta.
Chissà perché ti piaccio così tanto.

Roger la guarda piangere senza bagnarsi il viso, urlare muta, soffrire ridendo. Roger le cucina taralli, le compra kg di gelato, le regala sogni dotati di adattatori universali. Sogni che funzionano in tutte le prese del mondo, sogni che diventeranno progetti.
Roger le vuole così bene che nemmeno si chiede più quanti muri dovrà superare per abbracciarla, quanti silenzi serviranno prima di sentirla gridare contro una vita senza sconti.
Roger la porta via anche dentro un bilocale.
La Sig.na 25 ciliegie sorride pensando ai suoi amici a pois, a quelli che erano lì, nonostante tutto, nonostante esserci davvero non sia la via più facile da intraprendere.  Quelli che hanno scavalcato i va tutto bene e hanno fatto carta straccia dei suoi non ti preoccupare.

La Sig.na 25 ciliegie la vita senza Gedeone nemmeno se la vuole immaginare. Non crede si possa descrivere il vuoto che lascia un coniglio con le orecchie giù. 
L’amore le si incastra nella gola, entra nello stomaco e lo chiude a più mandate. Se ne sta lì e cerca un destinatario.

Ora chi se lo prende tutto questo amore?
Dove lo metto il bene infinito che gli volevo?

La Sig.na 25 ciliegie non sa come si fa quando la persona che ami di più al mondo se ne va, o forse sì perché è già successo, perché la vita a volte ti riserva dei déjà vu che ti spezzano le ossa.
Scorre la rubrica e sa che dovrà cancellare quel numero. Come dodici anni fa. Come quando il dolore ti si appiccica addosso e hai paura che non se ne vada mai più.

La Sig.na 25 ciliegie non lo sa perché il dolore la scelga con tanta irruenza, senza rendersi conto di quei pochi chili che ha di fronte.

Basterebbe molto meno per asfaltarmi sai?

Mentre sale le scale di una casa silenziosa, senza musica, senza risate, senza disordine.
Mentre continuano a chiederle come sta e lei non vede l'ora di montare in sella alla sua bicicletta e di far partire la musica.

Ciao Gedeone, dentro si gela senza di te. 


martedì 4 agosto 2020

Sesta settimana di CRE e continuo a mangiare gelato a colazione

La Sig.na 25 ciliegie ringrazia questa stanchezza, l’estate che le riempie le giornate di lividi e frenesia. Le corse tra una classe e l’altra, le grida dei bambini, le attività da preparare, i giochi sbuccia ginocchia e i pianti da consolare.
Prova a domandarsi come sarebbe se non ci fossero queste tredici ore di lavoro senza sosta, se avesse ancora energia per pensare e vedere con nitidezza tutto quel fuoco.
La Sig.na 25 ciliegie galoppa a ritroso con la memoria, alla ricerca spasmodica di quel momento, quello in cui la vita l’ha tramortita, regalandole un amore incondizionato per questa esistenza così infame e bellissima.
Quando è stato Sig.na 25 ciliegie?
A cosa pensi quando sorridi così forte?
Ai viaggi con Roger, gli zaini in spalla, le viste mozzafiato, i bicchieri di bianco ghiacciato mentre vi promettete che non vi fermerete mai.
Alle serate con quegli amici a pois, quelli che prendono i tuoi silenzi e li custodiscono senza informarsi troppo, senza guardarti negli occhi e chiederti dove lo metti tutto quel dolore.
Ai lanci con il paracadute, all’adrenalina dei salti, alle emozioni nuove, ai urlati senza riflettere.
Alle storie dei libri che divori, alle favole che ti racconti e che nessuna realtà è capace di distruggere, ai sogni costruiti grazie a quel pezzo nuovo che ascolti in loop e che ti fa impazzire.
Ai gelati allo yogurt quando fuori nevica, ai giri di giostra ai quali non vuoi rinunciare, né ora né mai.
Alle paure che ti bloccano, a quando morsichi le labbra e chiudi gli occhi prima di affrontarle. A lei, a quelle frasi che non se ne andranno mai.
A lui, che avevi già perdonato, anche prima di averlo rivisto in quei corridoi infernali.
Tu, così piena di giudizi da riuscire a soffiarli via mentre divori la vita.
Tu, così zeppa di sofferenza da sceglierla di un tessuto leggero, per evitare che ti appesantisca, per impedire a chi ti sta vicino di sentirti sudare.
Tu, così stupidamente attaccata ai tuoi errori da tatuarteli su un braccio che ti racconta senza parlare.

Non so come sarà quando riuscirai a riposarti e avrai tempo per pensare; non so se cadrai di nuovo, non so se farà male più delle altre volte.
So solo che è arrivato il momento di dirti che forse quel filo su cui credevi di camminare è diventato una lastra sulla quale pattini divinamente.
Ti voglio bene Sig.na 25 ciliegie. Anche se non te lo dico mai, anche se ogni volta che te lo dico vorrei ci credessi sul serio.


sabato 11 luglio 2020

Ieri ero a casa di amici ed è passato il pezzo nuovo di Enrique Iglesias.


La Sig.na 25 ciliegie riempie lo spazio del dolore con impegni di lavoro e riunioni infinite.
Prepara zaini per il weekend, apre mail con vie ferrate e chiude le paranoie dietro a porte blindate.
Si lancia sul divano sperando di essere così stanca da non avere la forza per pensare a come sarà. 
Prova a guardare avanti perché dietro fa troppo male, perché dentro è un quadro di Bacon con quella canzone piena di neve in loop.

            I'm always high
             You hate that I'm high
             But you make me low
             So what is the point?
             You're beautiful
             But so insecure
             Life is a blur
             Have you not heard?

La Sig.na 25 ciliegie quando sta di merda mangia kg di gelato allo yogurt per colazione; come una tossica cerca risate leggere piene di bianco ghiacciato e addii urlati nel silenzio di una giostra che non smette di girare.
Non scendere Sig.na 25 ciliegie, non smettere mai di raschiarti la pelle mentre rischi di perderti, non permettere a nessuno di toglierti la certezza di quanto sia pazzesco vivere.
Non smettere di avere paura, di mettere alla prova chi ami, di pretendere che leggano i tuoi S.O.S anche quando il mare è piatto e non si intravede neanche un po’ di rosso sulla bandiera.
La Sig.na 25 ciliegie quando sta per scoppiare inizia a scrivere e comincia a rinascere. Lei sa di essere fortunata, lei sa che quando ti sparano col silenziatore non puoi far altro che alzare il volume al massimo e ripeterti che arriverà la tua canzone dell’estate.

Fútbol y Rumba. Cazzo se è estate.









giovedì 2 luglio 2020

Sto ancora cercando la mia canzone dell'estate


Sig.na 25 ciliegie cosa vorresti da questa estate?
Prova a chiudere in grande e a sognare negli occhi.
Cosa vedi dietro tutto questo dolore? Tra le righe di un’estate così vuota di aspettative, piena di termometri per misurare febbri e di fogli dove autenticare le paure.
Come possono stritolarti fino a farti dimenticare tutto, quando l’unica certezza sembra essere quella di mantenere le distanze?
Cosa succede dentro se fuori la mascherina copre anche i sorrisi?
Cosa te ne fai di un’estate bollente ora che i tormentoni in radio hanno profili bassi e non rimbombano nelle macchine dai finestrini abbassati? A cosa serve ascoltare musica di qualità adesso che manca poco ad agosto?
Dove vuoi andare Sig.na 25 ciliegie?
Quanto male fa parcheggiare razzi spaziali nei centri commerciali invece che puntare alla luna?
Vorrei tanto regalarti giornate leggere, paesaggi sconfinati, bicchieri di bianco ghiacciato mentre la bella stagione urla così forte da non permetterti di sentire nient’altro.
Mi fai così tenerezza Sig.na 25 ciliegie, nelle tue cortecce di cartapesta, nella tua necessità ostinata di non appesantire chi ami, nella tua abitudine autolesionista di ingoiare emozioni, terrorizzata alla sola idea che qualcuno possa vederti come sei.

Tutte le infinite volte in cui hai aspettato che venissero a riprenderti quando gridavi addio.
Tutte le infinite volte in cui dire addio è stato più facile che dire resta.
Tutte le infinite volte in cui ti sei salvata da sola attribuendo il merito ad altri.
Tutte le infinite volte in cui ti odi e io non riesco a fare altro che amarti il doppio.

Buona estate Sig.na 25 ciliegie, non lasciare che te la portino via. 

venerdì 12 giugno 2020

Ho trovato un bianco che mi piace decisamente più del Ribolla

La Sig.na 25 ciliegie si apre del vino mentre tenta di chiudersi il cuore. Cerca video e informazioni per non smettere di lottare, per non perdere l’entusiasmo di chi sa che i silenzi sono rinunce piene di vorrei.
La Sig.na ciliegie non arriva ai 50 kg ma ha il passo pesante, è un elefante in una cristalleria e, ogni tanto, si chiede come sia possibile che tutta questa distrazione sia concentrata in una persona sola.
Lei ha il volume alto e difficilmente omette la sua opinione, a meno che non si tratti di emozioni.
Lei sfugge dalle tue domande come fosse una biscia e torna solo per farti ridere di gusto.
Lei non piange, non ti dice come sta davvero, non ti chiede di parlare di quello che ha dentro.
Lei si sposta sul fuori e ti manda canzoni appena uscite, scopre gruppi nuovi e scarta regali inaspettati.
Non le piace ricordarti che il mondo fuori si è incendiato e non erano fuochi d’artificio.
Non è capace di alzare lo sguardo se l’armatura è piena di pertugi.
Non sa come spiegarti gli infiniti risvegli dove, per un attimo, sembra che non sia mai successo.
Non riesce a fare a meno di abbassare il finestrino e vederci la felicità.
Non sa come si fa a rinunciare ai sogni condivisi in un furgone, tra una bottiglia di champagne e un’area sosta vista autostrada.
Gedeone ora non può ricordarle quanto la ama, non può leggerle qualche riga di un libro, convincerla a sedersi per ascoltare le parole di quel ritornello. Non è in grado di ribadirle quanto sia importante fidarsi delle persone, quanto sia necessario alzare la voce contro i soprusi, le ingiustizie, gli abusi.
Gedeone ora non la può sostenere, dirle quanto è bella con i capelli ricci, guardarla come se non ci fosse nient’altro che conta.
La Sig.na 25 ciliegie si compra un bouquet di rose bianche, le mette in un vaso in soggiorno e sceglie con cura un disco da ascoltare una notte intera.
Lei non sa cosa ne sarà di questa estate così assurda, di queste playlist piene di stomaco e intestino; di quel cuore che si sdoppia come le ciliegie ogni volta che il silenzio si riempie di lui.

Non so come andrà la tua vita Sig.na 25 ciliegie, so solo che ho caterve di cerotti nella borsa e li disseminerò per strada, così che tu possa trovare la via per casa senza sanguinare.





giovedì 4 giugno 2020

Come quando a un concerto parte quella canzone e il resto non conta più un cazzo


La Sig.na 25 ciliegie non vede l’ora che arrivi il suo pezzo dell’Estate, le ciliegie mangiate nei parchi, le espadrilles colorate e i vestitini a quadretti bianchi e rossi.
Si sveglia all’alba, prepara una moka lunghissima, nera e bollente. Mette le cuffiette mentre gira per casa, per non svegliare chi brama serate senza colpi di scena, senza fuochi, senza dolore.
Lei odia la stagnazione della sofferenza, la accoglie in casa e le offre del vino ghiacciato.
Ma tu cosa cazzo vuoi da me?
In tutti questi anni, nel silenzio urlante di quelle giornate in cameretta, nelle attese infinite al sapore di cloroformio. Nelle telefonate allucinanti di chi le grida di restare in tutti i modi possibili.
Di nuovo.
Senza un senso apparente.
Lascia le valigie Sig.na 25 ciliegie, non è tempo di partire. Non è tempo di respirare come si deve. Non è il momento di prendere la strada verso la felicità.
La Sig.na 25 ciliegie non ci rimane male, sa che prima o poi ci saranno i piedi sul cruscotto, i finestrini e le città nuove da scoprire, i partiamo detti senza contare fino a dieci.
La Sig.na 25 ciliegie non conta mai, lei prende decisioni senza riflettere. Lei non ti aspetta perché la vita l’ha già fregata troppe volte.
La Sig.na 25 ciliegie ha perso troppi treni, incastrata nei binari delle malattie, nei corridoi senza fine, nelle guardie dentro casa, nei: “ti devo parlare” che nascondono sogni fatti a pezzi, nei funerali dimenticati.
La Sig.na 25 ciliegie per lavoro ha imparato ad attendere che gli altri siano pronti, ma gestisce la sua vita preservando gli attimi, come se dietro l’angolo ci fosse la canzone che aspetti ad ogni concerto.
Quando torneremo a emozionarci sotto il palco?

Non ti dirò di avere pazienza Sig.na 25 ciliegie, non ti dirò che passerà anche questo, non ti giurerò che sopravviverai. Ti ripeterò che non mi importa se non sei capace di aspettare, io ti verrò a prendere e ti porterò via, senza se e ma, senza parole, senza lasciarti il tempo di cambiare idea.


1,2…10! Partiamo R.




Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop

Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...