giovedì 2 luglio 2020

Sto ancora cercando la mia canzone dell'estate


Sig.na 25 ciliegie cosa vorresti da questa estate?
Prova a chiudere in grande e a sognare negli occhi.
Cosa vedi dietro tutto questo dolore? Tra le righe di un’estate così vuota di aspettative, piena di termometri per misurare febbri e di fogli dove autenticare le paure.
Come possono stritolarti fino a farti dimenticare tutto, quando l’unica certezza sembra essere quella di mantenere le distanze?
Cosa succede dentro se fuori la mascherina copre anche i sorrisi?
Cosa te ne fai di un’estate bollente ora che i tormentoni in radio hanno profili bassi e non rimbombano nelle macchine dai finestrini abbassati? A cosa serve ascoltare musica di qualità adesso che manca poco ad agosto?
Dove vuoi andare Sig.na 25 ciliegie?
Quanto male fa parcheggiare razzi spaziali nei centri commerciali invece che puntare alla luna?
Vorrei tanto regalarti giornate leggere, paesaggi sconfinati, bicchieri di bianco ghiacciato mentre la bella stagione urla così forte da non permetterti di sentire nient’altro.
Mi fai così tenerezza Sig.na 25 ciliegie, nelle tue cortecce di cartapesta, nella tua necessità ostinata di non appesantire chi ami, nella tua abitudine autolesionista di ingoiare emozioni, terrorizzata alla sola idea che qualcuno possa vederti come sei.

Tutte le infinite volte in cui hai aspettato che venissero a riprenderti quando gridavi addio.
Tutte le infinite volte in cui dire addio è stato più facile che dire resta.
Tutte le infinite volte in cui ti sei salvata da sola attribuendo il merito ad altri.
Tutte le infinite volte in cui ti odi e io non riesco a fare altro che amarti il doppio.

Buona estate Sig.na 25 ciliegie, non lasciare che te la portino via. 

venerdì 12 giugno 2020

Ho trovato un bianco che mi piace decisamente più del Ribolla

La Sig.na 25 ciliegie si apre del vino mentre tenta di chiudersi il cuore. Cerca video e informazioni per non smettere di lottare, per non perdere l’entusiasmo di chi sa che i silenzi sono rinunce piene di vorrei.
La Sig.na ciliegie non arriva ai 50 kg ma ha il passo pesante, è un elefante in una cristalleria e, ogni tanto, si chiede come sia possibile che tutta questa distrazione sia concentrata in una persona sola.
Lei ha il volume alto e difficilmente omette la sua opinione, a meno che non si tratti di emozioni.
Lei sfugge dalle tue domande come fosse una biscia e torna solo per farti ridere di gusto.
Lei non piange, non ti dice come sta davvero, non ti chiede di parlare di quello che ha dentro.
Lei si sposta sul fuori e ti manda canzoni appena uscite, scopre gruppi nuovi e scarta regali inaspettati.
Non le piace ricordarti che il mondo fuori si è incendiato e non erano fuochi d’artificio.
Non è capace di alzare lo sguardo se l’armatura è piena di pertugi.
Non sa come spiegarti gli infiniti risvegli dove, per un attimo, sembra che non sia mai successo.
Non riesce a fare a meno di abbassare il finestrino e vederci la felicità.
Non sa come si fa a rinunciare ai sogni condivisi in un furgone, tra una bottiglia di champagne e un’area sosta vista autostrada.
Gedeone ora non può ricordarle quanto la ama, non può leggerle qualche riga di un libro, convincerla a sedersi per ascoltare le parole di quel ritornello. Non è in grado di ribadirle quanto sia importante fidarsi delle persone, quanto sia necessario alzare la voce contro i soprusi, le ingiustizie, gli abusi.
Gedeone ora non la può sostenere, dirle quanto è bella con i capelli ricci, guardarla come se non ci fosse nient’altro che conta.
La Sig.na 25 ciliegie si compra un bouquet di rose bianche, le mette in un vaso in soggiorno e sceglie con cura un disco da ascoltare una notte intera.
Lei non sa cosa ne sarà di questa estate così assurda, di queste playlist piene di stomaco e intestino; di quel cuore che si sdoppia come le ciliegie ogni volta che il silenzio si riempie di lui.

Non so come andrà la tua vita Sig.na 25 ciliegie, so solo che ho caterve di cerotti nella borsa e li disseminerò per strada, così che tu possa trovare la via per casa senza sanguinare.





giovedì 4 giugno 2020

Come quando a un concerto parte quella canzone e il resto non conta più un cazzo


La Sig.na 25 ciliegie non vede l’ora che arrivi il suo pezzo dell’Estate, le ciliegie mangiate nei parchi, le espadrilles colorate e i vestitini a quadretti bianchi e rossi.
Si sveglia all’alba, prepara una moka lunghissima, nera e bollente. Mette le cuffiette mentre gira per casa, per non svegliare chi brama serate senza colpi di scena, senza fuochi, senza dolore.
Lei odia la stagnazione della sofferenza, la accoglie in casa e le offre del vino ghiacciato.
Ma tu cosa cazzo vuoi da me?
In tutti questi anni, nel silenzio urlante di quelle giornate in cameretta, nelle attese infinite al sapore di cloroformio. Nelle telefonate allucinanti di chi le grida di restare in tutti i modi possibili.
Di nuovo.
Senza un senso apparente.
Lascia le valigie Sig.na 25 ciliegie, non è tempo di partire. Non è tempo di respirare come si deve. Non è il momento di prendere la strada verso la felicità.
La Sig.na 25 ciliegie non ci rimane male, sa che prima o poi ci saranno i piedi sul cruscotto, i finestrini e le città nuove da scoprire, i partiamo detti senza contare fino a dieci.
La Sig.na 25 ciliegie non conta mai, lei prende decisioni senza riflettere. Lei non ti aspetta perché la vita l’ha già fregata troppe volte.
La Sig.na 25 ciliegie ha perso troppi treni, incastrata nei binari delle malattie, nei corridoi senza fine, nelle guardie dentro casa, nei: “ti devo parlare” che nascondono sogni fatti a pezzi, nei funerali dimenticati.
La Sig.na 25 ciliegie per lavoro ha imparato ad attendere che gli altri siano pronti, ma gestisce la sua vita preservando gli attimi, come se dietro l’angolo ci fosse la canzone che aspetti ad ogni concerto.
Quando torneremo a emozionarci sotto il palco?

Non ti dirò di avere pazienza Sig.na 25 ciliegie, non ti dirò che passerà anche questo, non ti giurerò che sopravviverai. Ti ripeterò che non mi importa se non sei capace di aspettare, io ti verrò a prendere e ti porterò via, senza se e ma, senza parole, senza lasciarti il tempo di cambiare idea.


1,2…10! Partiamo R.




giovedì 28 maggio 2020

Odio dormire con le lenzuola che mi coprono la faccia


Il cuore della Sig.na 25 ciliegie sembra saltare fuori dal suo petto.
Quindi? Che si fa?
Lei si carica l’imbrago nello zaino e prova a mettersi al sicuro con due moschettoni e un caschetto.
Come suo solito ha preso decisioni avventate, ha ingoiato emozioni e vomitato paure senza lasciarsi il tempo di guardarsi dentro.
È fuggita dalle persone che ama, consapevole che l’avrebbero inseguita, afferrandola senza sgretolarla. Ha provato a non ascoltare tutti quei silenzi che rimbombano nella sua testa ancora ed ancora. Si è rifugiata nelle sue certezze di ironia, nei suoi bicchieri di bianco ghiacciato, nei sorrisi di una vita intera. Ha spostato pensieri scomodi, passando sopra ferite fresche e scavalcando lividi bluastri. Ha preso una bicicletta e qualche playlist, ha alzato il volume e accarezzato il vento, cercando di dimenticare tutto questo dolore.
Eppure, quel dannato cuore non sembra smettere di saltarle fuori dal petto.
Come lo rallentiamo?
Cosa ci raccontiamo?
La Sig.na 25 ciliegie vorrebbe tanto staccare il telefono, scappare via da tutti questi come stai, dimenticarsi per strada le telefonate dei medici, gli aggiornamenti, i ce la farà conditi di cuori e abbracci virtuali.
Lei vorrebbe solo andare lontano.
Lontano da lui, che in un modo o nell’altro continua a impedirle di partire davvero.
Lontano da questa città che è così piena di rimorsi da non consentirle di cambiare prospettiva.
Lontano dalle ossessioni per un corpo perfetto, da quello specchio così giudicante da non lasciarle momenti di tregua.
Lontano dalla realtà che non smette un secondo di bussare incessantemente alla porta di casa.
Lontano da sé stessa, in questa guerra infinita che non conosce resa.

Forse un giorno capirai perché amo così tanto la vita.
Forse un giorno ti spiegherò perché se chiudo gli occhi vedo i miei piedi sul cruscotto e Roger che mi porta via da tutto, di nuovo.




Etimologia di scappare: ← lat. volg. *excappāre, comp. di ex-, che indica privazione, e ppa ‘cappa’; propr. ‘togliersi la cappa’.


lunedì 11 maggio 2020

Ci sono canzoni che ti salvano la vita


Sig.na 25 ciliegie cosa succede se Gedeone molla il colpo?
Se allenta la presa e ti lascia sola?
Cosa succede se la vita ti ricorda per l’ennesima volta che i piedi al suolo servono a poco quando la terra frana di nuovo?
La Sig.na 25 ciliegie sceglie un angolo dove rifugiarsi. Le ginocchia chiuse in un abbraccio, i piedi nudi, lo sguardo fisso a cercare delle risposte che nessuno le potrà dare.
Scorre la rubrica alla ricerca di numeri che non può più chiamare.
Déjà vu.
Chissà se ci sarà qualcuno capace di sentire le sue urla silenziose.
Chissà se ci sarà qualcuno in grado di spostare la sua ironia e asciugare finalmente quelle lacrime aride.
Chissà se ci sarà qualcuno che smetterà di dirle di non crollare e proverà a tenderle la mano per aiutarla a rialzarsi.
Chissà se ci sarà qualcuno che le strapperà i jeans per disinfettarle quelle ferite ancora fresche.
Chissà se ci sarà qualcuno che nel chiederle come sta avrà davvero voglia di ascoltare la risposta.
Chissà se ci sarà qualcuno che telefonerà alla vita al posto suo per dirle di andarsene affanculo.

La Sig.na 25 ciliegie recupera ricordi lontani, giornate passate agli angoli della sua esistenza, alla ricerca di quegli strumenti che le hanno permesso di sopravvivere.
La Sig.na 25 ciliegie non sa far altro che mettere un disco e iniziare a scrivere.
La Sig.na 25 ciliegie ha camperizzato un furgone e lo ha chiamato come il suo coniglio perché ha sempre saputo che quelle orecchie giù non avrebbero potuto farle da navigatore.


Io tengo duro, tu portami lontano
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lunedì 4 maggio 2020

Ho imboccato Borgo Canale ed è partita Disperato Erotico Stomp. Pazzesco.


Dal diario della Sig.na25ciliegie

Caffelungonerobollente. Adrenalina a mille. Forse è troppo presto. Altro caffenerobollente in tazza grande, anzi gigantesca. È presto ma chissenefrega. Le chiavi che aprono il box, la bici appoggiata al muro. Gomme gonfie.
Cuffiette nelle orecchie.
Playlist perfetta.
Libertà. Descriverla non le rende mai giustizia
Pedalare in una ex città fantasma.
Ricordatelo quando sei felice.
Divora quella sensazione, non fartela scappare, tatuatela sulla pelle baciata dal sole.
La mia città non è mai stata così spettacolare.
Mi sembra di tornare a respirare come si deve.
E prima?
Quell’ansimare dentro quattro mura, l'ingenuo tentativo di ripetermi che avrei solo dovuto occupare le ore più faticose.
I pensieri fagocitanti, quei ricordi che mi hanno accompagnata prepotenti, perseguitandomi nelle notti senza futuro, in quel silenzio interrotto solo dalle sirene delle ambulanze.
Ricordatelo quanto è bello sentirsi viva.
Ricordatelo chi ti manca mentre non riesci a toglierti quel sorriso dalle labbra.
Ricordatelo come è spalancare gli occhi di fronte alla meraviglia.
Sei bellissima.
Sei così bella da farmi dimenticare tutto il dolore, le paure, gli addii non detti, quelli reiterati sperando si concretizzino davvero.
Sei sempre più bella e non pensavo fosse possibile.
Sei sempre più bella. Come diamine ho fatto a stare così tanto tempo lontana da te?
Ricordatelo quello che vuoi, perché nessuno ti conosce meglio di te stessa.
Ricordatelo quando sei felice, perché esiste poco altro.

Chi lo sa dove sei ora, quando tornerò a trovarti, quando avrò il coraggio di alzare gli occhi e dirti che non riesco ancora a perdonarmi per gli sbagli commessi e per quelli che ho impedito a me stessa di fare.
Se giro lo sguardo la mia città, se chiudo gli occhi ti intravedo e trattengo tutto.

Io ti prometto che prenderò questa felicità, le alzerò il volume al massimo mentre la mia bicicletta sfreccia in discesa.

Non so dove finisca chi se ne va, so però che chi resta deve fare di tutto per essere felice.





martedì 28 aprile 2020

In the back room she was everybody's darling


-          Sig.na 25 ciliegie perché non stai con i piedi per terra?

La Sig.na 25 ciliegie ride sotto i baffi di un coniglio che da qualche mese ha perso energie e ottimismo. Lei sa che ritorneranno, accompagnati da viaggi intorno al mondo, da chiacchiere senza distanze di sicurezza, da abbracci rubati senza chiederle il permesso.
Non invidia chi resta ancorato alla realtà, prefigurando scenari terribili, nuovi picchi epidemici, catastrofi economiche. Non torna sui suoi passi dopo le miriadi di: “te lo avevo detto”; lei se ne frega e si tiene stretti i suoi pensieri felici, conquistati dopo battaglie estenuanti al sapore di flebo e ferite profonde.
Non pretende che voi capiate, arroccati nei vostri pensieri obiettivi, definiti da calcoli e preoccupazioni, in anticipo su decreti, in disaccordo con speranze al sapore di birre ghiacciate sale e limone.
Non ha la presunzione di essere dalla parte giusta, vuole solo godersi quella camminata sul lato selvaggio della vita, quello privo di responsabilità e concretezza.
Non ha risposte, cerca solo di farsi le domande giuste mentre Roger studia itinerari, prepara fogli exel con calcoli e speranze, profumati come fette di zucca appena sfornate.
La Sig.na 25 ciliegie durante queste settimane di isolamento non ha rivalutato affetti e amicizie, non ha cambiato idea sulle persone a cui vuole bene. Non ha mai preteso messaggi, parole importanti, prese di posizione. Si è solo posata con leggerezza sulle sue aspettative, soffiando via illusioni ingombranti, sostituendole con nuovi racconti privi di presunzione, scegliendo lei le parole a cui affidare le sue emozioni corazzate.
La Sig.na 25 ciliegie non crede di essere immune al dolore, riesce a sentirlo quando si insinua nelle sue ossa, quando alimenta ipocondrie e paranoie, quando le impedisce di regolare il respiro. Boccheggia ancora di fronte a crolli inaspettati, a malattie che ritornano, a lutti che non può permettersi di vivere.
Non ha mai potuto rifiutare la realtà, sbatterle una porta in faccia e dirle che non era la benvoluta. Ha però imparato a guardarla con occhi diversi, a farle indossare un vestito stupendo e dei sandali tacco 12, a portarla a cena sopra il mondo, ricordandole che si può sempre cambiare prospettiva.
La Sig.na 25 ciliegie non è un’inguaribile ottimista ma sa regalarsi storie con agua de coco e risate altissime, dove rifugiarsi quando fuori si muore di freddo.
Lei è crollata un sacco di volte, lasciando strisce di sangue su centinaia di jeans.
Forse un giorno non riuscirà a rialzarsi e a combattere con ironia e gelato ogni tipo di sofferenza; forse un giorno non sarà in grado di vestire la verità con abiti di gala riempendo comunque il suo flute con lo Champagne che ama tanto.
Se quel giorno arriverà non so se sarà in grado di chiedere aiuto, non so se basteranno i suoi racconti, i suoi evitamenti, delle cuffiette e una carta d’imbarco.
Quando quel giorno arriverà sa che un coniglio la andrà a prendere e la farà ridere a crepapelle.

Tornerò con i piedi per terra quando avrò il mio zaino sulle spalle e il passaporto stretto nella mano.















Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop

Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...