lunedì 11 maggio 2020

Ci sono canzoni che ti salvano la vita


Sig.na 25 ciliegie cosa succede se Gedeone molla il colpo?
Se allenta la presa e ti lascia sola?
Cosa succede se la vita ti ricorda per l’ennesima volta che i piedi al suolo servono a poco quando la terra frana di nuovo?
La Sig.na 25 ciliegie sceglie un angolo dove rifugiarsi. Le ginocchia chiuse in un abbraccio, i piedi nudi, lo sguardo fisso a cercare delle risposte che nessuno le potrà dare.
Scorre la rubrica alla ricerca di numeri che non può più chiamare.
Déjà vu.
Chissà se ci sarà qualcuno capace di sentire le sue urla silenziose.
Chissà se ci sarà qualcuno in grado di spostare la sua ironia e asciugare finalmente quelle lacrime aride.
Chissà se ci sarà qualcuno che smetterà di dirle di non crollare e proverà a tenderle la mano per aiutarla a rialzarsi.
Chissà se ci sarà qualcuno che le strapperà i jeans per disinfettarle quelle ferite ancora fresche.
Chissà se ci sarà qualcuno che nel chiederle come sta avrà davvero voglia di ascoltare la risposta.
Chissà se ci sarà qualcuno che telefonerà alla vita al posto suo per dirle di andarsene affanculo.

La Sig.na 25 ciliegie recupera ricordi lontani, giornate passate agli angoli della sua esistenza, alla ricerca di quegli strumenti che le hanno permesso di sopravvivere.
La Sig.na 25 ciliegie non sa far altro che mettere un disco e iniziare a scrivere.
La Sig.na 25 ciliegie ha camperizzato un furgone e lo ha chiamato come il suo coniglio perché ha sempre saputo che quelle orecchie giù non avrebbero potuto farle da navigatore.


Io tengo duro, tu portami lontano
-           





lunedì 4 maggio 2020

Ho imboccato Borgo Canale ed è partita Disperato Erotico Stomp. Pazzesco.


Dal diario della Sig.na25ciliegie

Caffelungonerobollente. Adrenalina a mille. Forse è troppo presto. Altro caffenerobollente in tazza grande, anzi gigantesca. È presto ma chissenefrega. Le chiavi che aprono il box, la bici appoggiata al muro. Gomme gonfie.
Cuffiette nelle orecchie.
Playlist perfetta.
Libertà. Descriverla non le rende mai giustizia
Pedalare in una ex città fantasma.
Ricordatelo quando sei felice.
Divora quella sensazione, non fartela scappare, tatuatela sulla pelle baciata dal sole.
La mia città non è mai stata così spettacolare.
Mi sembra di tornare a respirare come si deve.
E prima?
Quell’ansimare dentro quattro mura, l'ingenuo tentativo di ripetermi che avrei solo dovuto occupare le ore più faticose.
I pensieri fagocitanti, quei ricordi che mi hanno accompagnata prepotenti, perseguitandomi nelle notti senza futuro, in quel silenzio interrotto solo dalle sirene delle ambulanze.
Ricordatelo quanto è bello sentirsi viva.
Ricordatelo chi ti manca mentre non riesci a toglierti quel sorriso dalle labbra.
Ricordatelo come è spalancare gli occhi di fronte alla meraviglia.
Sei bellissima.
Sei così bella da farmi dimenticare tutto il dolore, le paure, gli addii non detti, quelli reiterati sperando si concretizzino davvero.
Sei sempre più bella e non pensavo fosse possibile.
Sei sempre più bella. Come diamine ho fatto a stare così tanto tempo lontana da te?
Ricordatelo quello che vuoi, perché nessuno ti conosce meglio di te stessa.
Ricordatelo quando sei felice, perché esiste poco altro.

Chi lo sa dove sei ora, quando tornerò a trovarti, quando avrò il coraggio di alzare gli occhi e dirti che non riesco ancora a perdonarmi per gli sbagli commessi e per quelli che ho impedito a me stessa di fare.
Se giro lo sguardo la mia città, se chiudo gli occhi ti intravedo e trattengo tutto.

Io ti prometto che prenderò questa felicità, le alzerò il volume al massimo mentre la mia bicicletta sfreccia in discesa.

Non so dove finisca chi se ne va, so però che chi resta deve fare di tutto per essere felice.





martedì 28 aprile 2020

In the back room she was everybody's darling


-          Sig.na 25 ciliegie perché non stai con i piedi per terra?

La Sig.na 25 ciliegie ride sotto i baffi di un coniglio che da qualche mese ha perso energie e ottimismo. Lei sa che ritorneranno, accompagnati da viaggi intorno al mondo, da chiacchiere senza distanze di sicurezza, da abbracci rubati senza chiederle il permesso.
Non invidia chi resta ancorato alla realtà, prefigurando scenari terribili, nuovi picchi epidemici, catastrofi economiche. Non torna sui suoi passi dopo le miriadi di: “te lo avevo detto”; lei se ne frega e si tiene stretti i suoi pensieri felici, conquistati dopo battaglie estenuanti al sapore di flebo e ferite profonde.
Non pretende che voi capiate, arroccati nei vostri pensieri obiettivi, definiti da calcoli e preoccupazioni, in anticipo su decreti, in disaccordo con speranze al sapore di birre ghiacciate sale e limone.
Non ha la presunzione di essere dalla parte giusta, vuole solo godersi quella camminata sul lato selvaggio della vita, quello privo di responsabilità e concretezza.
Non ha risposte, cerca solo di farsi le domande giuste mentre Roger studia itinerari, prepara fogli exel con calcoli e speranze, profumati come fette di zucca appena sfornate.
La Sig.na 25 ciliegie durante queste settimane di isolamento non ha rivalutato affetti e amicizie, non ha cambiato idea sulle persone a cui vuole bene. Non ha mai preteso messaggi, parole importanti, prese di posizione. Si è solo posata con leggerezza sulle sue aspettative, soffiando via illusioni ingombranti, sostituendole con nuovi racconti privi di presunzione, scegliendo lei le parole a cui affidare le sue emozioni corazzate.
La Sig.na 25 ciliegie non crede di essere immune al dolore, riesce a sentirlo quando si insinua nelle sue ossa, quando alimenta ipocondrie e paranoie, quando le impedisce di regolare il respiro. Boccheggia ancora di fronte a crolli inaspettati, a malattie che ritornano, a lutti che non può permettersi di vivere.
Non ha mai potuto rifiutare la realtà, sbatterle una porta in faccia e dirle che non era la benvoluta. Ha però imparato a guardarla con occhi diversi, a farle indossare un vestito stupendo e dei sandali tacco 12, a portarla a cena sopra il mondo, ricordandole che si può sempre cambiare prospettiva.
La Sig.na 25 ciliegie non è un’inguaribile ottimista ma sa regalarsi storie con agua de coco e risate altissime, dove rifugiarsi quando fuori si muore di freddo.
Lei è crollata un sacco di volte, lasciando strisce di sangue su centinaia di jeans.
Forse un giorno non riuscirà a rialzarsi e a combattere con ironia e gelato ogni tipo di sofferenza; forse un giorno non sarà in grado di vestire la verità con abiti di gala riempendo comunque il suo flute con lo Champagne che ama tanto.
Se quel giorno arriverà non so se sarà in grado di chiedere aiuto, non so se basteranno i suoi racconti, i suoi evitamenti, delle cuffiette e una carta d’imbarco.
Quando quel giorno arriverà sa che un coniglio la andrà a prendere e la farà ridere a crepapelle.

Tornerò con i piedi per terra quando avrò il mio zaino sulle spalle e il passaporto stretto nella mano.















mercoledì 22 aprile 2020

Nella mia cameretta il poster di Dennis Rodman e quello di Dylan Mckay hanno sempre convissuto serenamente


I pensieri corrono a perdifiato, le parole si rincorrono senza sosta, le emozioni si danno il cambio con la rapidità della luce.
Io sto ferma.
Immobile nel silenzio di un mondo che si sta risvegliando da un letargo durato quasi due mesi.
Guido in pieno giorno nella notte di una città fantasma; la musica è altissima, il mio sguardo si sposta sul sedile del passeggero. Autocertificazione presente.
Alzo ancora il volume, quando diamine mi ricapiterà di avere la città a mia completa disposizione?
Schiaccio l’acceleratore, mi ripeto come un mantra che è solo una situazione non prevista, l’ennesimo stravolgimento della mia vita.
Ritorno a casa, ma casa non è più un luogo dove tornare, è l’unico posto possibile, è il profumo reiterato di pane e caffè in loop, come a dirmi che andrà tutto bene anche se fatico a definire cosa sia bene in questo momento.
Parcheggio l’auto in cortile e scendo nel box, trasformato da settimane in una piccola palestra.
La musica è sempre alta, la cassa si colora dei bassi di un ritornello che mi invade la testa.
I miei vicini camminano mano nella mano nel buio del locale garage.

-          Lascia pure la musica alta Ilaria, ci piace e ci fa compagnia mentre passeggiamo.

Io che non abbraccio mai.
Io che non piango mai.
Io che sto così bene da sola.
Io che portami via il resto non conta nulla.
Io che entro in un libro per uscire fuori.
Io che apro una bottiglia di Champagne e brindo alle scelte che escono dagli argini, alle strade non asfaltate, alle testate prese ogni volta.
Io che vorrei scappare da me stessa per regalarmi delle rose bianche.

La Sig.na 25 ciliegie non ha risposte ma questo non la preoccupa. Non sa dirti perché non ha paura di un virus che ha ucciso chi amava e ha minato ogni certezza. Non sa spiegarti perché se le chiedi cosa sente lei non riesce a non ribadire che vede pelli bruciate dal sole, vestitini e calici ghiacciati di bianco fermo.

-          Piantala di raccontarti la vita come vuoi tu.

Lei che la devi stringere forte se non vuoi che scappi via.
Lei che piange lacrime asciutte da quando ne ha memoria.
Lei che ha costruito castelli, principi e foreste in un’unica cameretta.
Lei che portala via non importa dove.
Lei che beve Champagne prima di salire su quel motorino carico di ricordi e lattine di birra scadente.
Lei che vorrebbe girare attorno ai suoi pensieri e liberarli da quel recinto di giudizi.

-          G. ma secondo te un giorno vedrò il brutto della vita?
-          Lo vedi già, solo che hai quel dannato zainetto.
-          Che zainetto?
-          Quello in cui metti le persone e le cose che ti fanno sorridere.




martedì 14 aprile 2020

Perché appena finisce tutto ti porto a cena sopra il mondo


Provo a prendermi questo tempo che pare infinito, questo silenzio invaso dalla natura che torna prepotente a ricordarci che non se ne è mai andata via, che è sempre stata qui.
Questa primavera arrogante, piena di sole e di giurolofarò.
Sono giorni sospesi, in cui mi chiedo se sarà vero che poi cambieremo, che ci saranno dei nuovi noi a calpestare le strade ora deserte. Mi domando se avremo il coraggio di mettere in atto tutti i buoni e cattivi propositi di questi mesi trascorsi dentro case prigioni.
Salvo fogli exel dentro cartelle rinominate centinaia di volte. Splendidi sogni che lampeggiano sullo schermo di un pc, amico fidato di queste settimane lunghe quanto le vite che ci stiamo mangiando.
Dentro di me sentimenti contrastanti, pensieri che fanno a pugni con la staticità di un corpo che urla, chiuso nella camicia di forza di questa quarantena.
Cosa succederà, dopo?
Cosa mi ricorderò di questi mesi?
Cosa mi insegneranno queste giornate raddoppiate?

La Sig.na 25 ciliegie si dedica al cambio armadi più paradossale della sua esistenza; sistema vestitini e leggerezza su appendiabiti carichi di speranze, timorosi di conquistarsi uno spiraglio verso l’estate.
Apre mail di voli cancellati, riceve notizie gioiose filtrate da cellulari antropomorfi, toglie l’auto dal box per farci una palestra dove sfogare la fame di certezze.
La Sig.na 25 ciliegie non ha paura di questo virus, dei contagi e del presente ma ha il terrore di restare ferma, imbrigliata nella routine ritrovata, seduta su quel quotidiano, un comodo divano di abitudine dal quale è faticoso prendere il volo.
La Sig.na 25 ciliegie sente il bisogno di confrontarsi con le sue ambizioni, ora che il coraggio serve a poco, momentaneamente chiuso nella dispensa, pronto a ricordarle quanto sia bello vivere senza nascondersi, conservando le parole per chi ci crede davvero.

-          Cosa c’è che non va in me G.? Perché non accetto programmi a lungo termine? Perché o adesso o mai più?
-          Perché ogni santa volta la vita ha mandato all’aria tutto.
-          E come faccio a imparare a progettare il mio futuro?
-          E chi dice che devi farlo?

Gedeone è il mio coniglio.
Gedeone sa che non credo alle parole ma ho piena fiducia nelle sorprese.













giovedì 9 aprile 2020

Il mio terrazzo è la Reggia di Versailles


Sig.na 25 ciliegie quanto ti mancano le relazioni superficiali? Quelle leggere, senza pretese. Quei contatti che si esauriscono davanti a un caffè a metà mattina, a un bicchiere di Ribolla ghiacciato dopo un’estenuante giornata di lavoro. Quanto ti mancano quelle serate che non lasciano nulla se non una risata di troppo, una cena rimediata con una confezione di taralli sul terrazzo, un ritorno a casa brilla di stanchezza.
Quanto hai voglia di tornare ad essere in ritardo, a cercare parcheggio mentre la radio passa proprio quella canzone e tu la urli a squarciagola come se non ti servisse nient’altro che quello.
Quanto non vedi l’ora di rispondere con ironia a discorsi inappropriati, di scavalcare con sorrisi quei bagagli di pesantezza, di circumnavigare le questioni di principio che non hai mai digerito, nemmeno dopo cucchiaiate di Citrosodina.
Sig.na 25 ciliegie mentre tutti non fanno altro che ribadire quanto sia fondamentale dedicarsi agli affetti veri, tu che fai? Tu insegui con ansia la superficialità di quei legami al sapore di stringhe dell’oratorio, quelle relazioni liquirizia facili da spezzare, senza impegni e costrizioni.
Sig.na 25 ciliegie quanto ti manca la quotidianità, ora che hai esaurito i pensieri, ora che ti sei data tutte le risposte alle domande che avevi lasciato fuori dalla porta?
Quanto brucia il sale della verità su quelle ferite aperte?
Quanto è stato bello credere a una bugia, sdraiarsi al sole scegliendo con cura le ombre cinesi a cui affidarsi. Quanti minuti mancano alla verità?
Quanto durerà questo periodo ibrido, al confine tra i tuoi vorrei e i desideri di una vita?
Sig.na 25 ciliegie assapora i momenti che vivrai, fai nascere nuovi progetti e prenditene cura; protetta da quelle assi di legno, in un appartamento pieno di luce, dove Roger raccoglie i tuoi condizionali e li trasforma in indicativi senza macchia.
La Sig.na 25 ciliegie alza l’asticella solo con sé stessa e con i pochi che l’hanno vista senza corazza, spogliata di quelle paure di diamante impossibili da scalfire.
Lei rimane quella che adora farvi credere che ci siete riusciti ad entrare, che avete visto cose che nessuno era mai arrivato a scoprire, che non importa se non parli, i tuoi occhi dicono tutto.
Lei è ferma lì anche se sta correndo, pronta ad accogliervi mentre la definite, nelle sue fragilità, nelle sue infinite personalità, nel vostro non avere capito un cazzo di niente.
Lei, che ha solo bisogno di gente che resta davvero e non di parole al vento.

- G. e quando torna la normalità, cosa facciamo?
- Continuiamo ad avere coraggio, a coprirci di rimorsi in attesa che il sole scaldi le nostre scelte. 



mercoledì 1 aprile 2020

Chiudo gli occhi, apro il vino


Signorina 25 ciliegie che ne sarà di tutti questi pensieri quando tutto finirà?
Troverai posto per coltivare la tua solitudine appena si tornerà a vivere davvero?
Dove custodirai i disegni a tratto pen neri con i quali placavi angosce e preoccupazioni?
Saprai fare ordine tra quelle miriadi di relazioni con le quali riempivi i crateri della tua sofferenza?
Ti concederai pianti bagnati appena torneranno i rombi degli aerei a coprire i silenzi di ogni tuo vuoto?
Sig.na 25 ciliegie cosa ti ha insegnato questo isolamento forzato? Queste distanze incolmabili che allargano a dismisura le lacerazioni di quei non detti.
Cosa volevi dirmi?
Cosa non hai mai avuto il coraggio di sussurrarmi?
Quanto pesa un condizionale ora che la vita ci ha obbligato a fermarci?
La Sig.na 25 ciliegie prova ad ascoltare l’assenza della normalità, tenta di masticarsi questi giorni privi di quotidianità. Lascia domande inutili alle sue spalle, fortificandosi con risposte senza parole ma piene di fatti, colme di presenze che contano davvero.
La Sig.na 25 ciliegie stringe al polso braccialetti con nuovi progetti, annoda desideri ricordando a sé stessa quanto sia bello scegliere, guardare con coraggio la vita che si è presa con le unghie e con i denti.
La Sig.na 25 ciliegie sorride di fronte a delle consapevolezze della consistenza di un coniglio.  Lei apre bicchieri di bianco davanti al dolore reiterato, a un’esistenza che non la lascia mai in pace ma che non smette mai di ricordarle quanto vivere sia un’avventura senza paragone.
La Sig.na 25 ciliegie ama chi sa sorprenderla con fermezza, chi accartoccia i farei ed è capace di portarla via con audacia e indicativi. È un’inguaribile romantica ma nasconde cuori rossi dietro a corazze d’acciaio.
Passa leggera sulle delusioni, abbassa le pretese e la musica quando qualcuno scappa dalle decisioni.
La Sig.na 25 ciliegie perdona con facilità, ride e sorride anche quando hai perso l’esclusiva.
La Sig.na 25 ciliegie scrive storie e spesso ne tesse le fila dentro la sua testa, non smette di volerti bene anche quando la obblighi a trattenere lacrime e tristezza.
Cosa succederà quando torneremo a vivere Sig.na 25 ciliegie?
Cosa ne farai di quei giri di giostra, di questi gelati alla neve?

-          R.  tu hai paura?
-          No, ho solo una fottuta voglia di portarti via.




Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop

Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...