La Sig.na 25 ciliegie sa di non essere adatta all'amore.
Lei l'amore non lo sa indossare, non le cade bene sulle spalle ed è troppo stretto in vita, tanto da costringerla a coprirlo con maglioni di due taglie più grandi.
Eppure lei ci prova, lo insegue, lo raccoglie e tenta di custodirlo nelle tasche dei suoi jeans, salvo perderlo per strada mentre corre verso l'ennesimo impegno di lavoro.
Poi torna a cercarlo e se lo lega al polso, sperando che questa volta il nodo sia abbastanza forte, che non si sfaldi insieme alle promesse fatte davanti allo specchio.
Per lei l'amore è quella canzone di Battiato che abbraccia la tazza del caffè, è Roger che le assicura che non smetterà mai di portarla via, è Gedeone che la guarda con gli occhi di chi le perdonerà qualsiasi cosa.
Per lei l'amore è un cd inviato per posta quando sei dall'altra parte dell'oceano, è una rosa bianca sul cemento, sono delle caldarroste sbucciate a fatica e conservate in un sacchetto del pane, è un messaggio che le ricorda che c'è una zucca tutta per lei.
Sei tu, che mi hai guardata negli occhi e mi hai chiesto scusa perché sapevi che mi avresti lasciata sola.
Per lei l'amore è serenità, quella serenità che non le appartiene, che ha perso a sedici anni in cameretta, mentre cercava un tutorial per sopravvivere al dolore lancinante di una malattia.
La Sig.na 25 ciliegie non ha soluzioni definitive, lei ha imparato a contenere fiumi in piena con barriere di inchiostro nero. Sa che prima o poi la vita uscirà dagli argini, sa che prima o poi le parole di un racconto non basteranno a proteggerla dalla realtà.
La Sig.na 25 ciliegie non ha soluzioni definitive, ha una serie di playlist che la salveranno anche questa volta, anche se la cameretta è diventata una stanza con un letto matrimoniale, anche se alzare il volume non è la risposta a tutte le domande ma si avvicina alla felicità.
giovedì 17 ottobre 2019
sabato 12 ottobre 2019
Ascoltare Ok computer in autunno dovrebbe essere illegale
Sig.na 25 ciliegie, che male c’è
nel cercare qualcuno che ti salvi?
Il sole stamattina è una palla
di fuoco e tutto intorno a te sembra urlare di andare lontano; perché tu è una
vita che dalla vita scappi via, perché tu è una vita che scappi per vivere.
Nel paradosso delle tue
fragilità che ti proteggono come cortecce, nel caos delle tue emozioni disordinate,
nelle stanze che riempi di te, salvo poi fuggire boccheggiando, alla ricerca di
quelle parole d’ossigeno che ti permettono di respirare.
Lasci tracce di te su tavoli e
cuori altrui, attacchi scotch carta sulle malinconie delle persone a cui vuoi
bene, giochi con i profumi, cercando di mascherare l’odore di quella pelle così
sincera.
Che ne è del rumore del mare sul pontile?
Che ne è del sapore del vento
d’estate?
Che ne è di una notte senza
strade maestre, senza lampioni che illuminano quello che è giusto fare, senza quelle
risposte non richieste a domande che sei stanca di porti?
Roger è su un aereo direzione
casa.
Roger è casa.
Roger è un respiro che è
tornato regolare, è non avere paura di chiudere gli occhi per prima, è un
sorriso che spazza via quei giorni spesi a farti male.
Roger ha una valigia sempre
pronta, lui non ti chiede di restare ma prenota posti aerei per portarti altrove.
Prova a non svegliarti all’alba
Sig.na 25 ciliegie, prova a concederti il lusso di non essere così severa con
quella vita che ancora non ti appartiene, che ti sfugge via dalle dita senza
darti spiegazioni.
Cerca di prenderti cura della
tua serenità, di quelle certezze che hai conquistato con fatica in questi anni di guerra aperta con te stessa.
Non dimenticarti mai di quella
che sei, della tua incapacità di dire con la voce quello che provi, dei tuoi
occhi che si abbassano mentre arrossisci, del tuo silenzio orgoglioso che alza
muri di cartongesso.
Aspettati Sig.na 25 ciliegie,
anche se ti sembra ancora lunghissima la strada, anche se non vedi nessun traguardo.
Tollera i ritardi, le cadute, le interruzioni.
Preparati taralli di zucca e
guardati un film d’amore pieno dei colori di New York anche se sai già come andrà a finire.
È di nuovo autunno Sig.na 25
ciliegie, ma ti prometto che passerà anche questa volta.
domenica 29 settembre 2019
Ho bevuto del rosso ma volevo del bianco fermo
La Sig.na 25 ciliegie sogna
tende indiane all’interno di uffici e spazi pubblici, rifugi dove nascondersi
quando le emozioni sono troppo evidenti, quando le gote si arrossano senza
avvisarla.
La Sig.na 25 ciliegie mette il
cuore in modalità aereo, assicurandosi di avere scaricato le canzoni da assaporare
offline a volume massimo.
Lei vorrebbe concedersi il lusso di non ascoltare
consigli e giudizi, sguardi di biasimo mentre fuori si sta preparando il
terreno per l’autunno.
Gli amici la avvolgono dentro
coperte di raccomandazioni e:” te lo avevo detto”, impedendole di essere quella
che è davvero, nel suo caos dai confini labili, nella sua pacata irrequietezza, nel suo
bisogno costante di romanzi di realtà.
Gli amici le rimboccano lenzuola
e trapunta fino a coprirle tutta la testa, dimenticandosi ogni volta quanto lei
odi tutto questo, quanto le manchi l’aria in quei momenti senza piedi fuori dal
letto.
La Sig.na 25 ciliegie colleziona
corazze da indossare in ogni occasione, le lucida con cura per poi riporle
accanto a cappottini colorati da sfoggiare appena le giornate si accorciano.
Non lo vuoi questo autunno
vero Sig.na 25 ciliegie?
Non aspetti con ansia i
risvegli senza luce, il buio delle cinque, le parole dette senza coraggio prima
di un ciao privo di hashtag.
Te li ricordi quei mesi di
agua de coco Sig.na 25ciliegie? Quelli dove un coniglio antropomorfo era
riuscito a regalarti l’estate a novembre.
Cosa te ne fai di tutto questo
autunno Sig.na 25 ciliegie? Lo frantumi in piccoli pezzi, sperando di non
tagliarti con le schegge lasciate a terra, dimenticate su un pavimento che
adori calpestare a piedi nudi anche quando il sole è un pallido ricordo.
Non ti mancava vero il freddo?
Fermo e impassibile, in grado di congelare le immagini di dolore che cerchi di
ingoiare con del vino bianco che tra poco dovrai abbandonare per strada.
A cosa ti servono quelle
bottiglie di rosso corposo conservate in garage? Bicchieri dentro i quali non
riesci più a vedere sguardi sinceri, parole che si mischiano nel fondo di un ballon dai sospiri pesanti.
-
G. io non lo voglio questo autunno.
-
E allora lascialo lì, me lo mangio io,
annaffiandolo di quel rosso che odi tanto.
-
E io che faccio?
-
Tu ordina gamberi e vino bianco e sorridimi
forte.
venerdì 20 settembre 2019
Il mio silenzio è una canzone
La Sig.na 25 ciliegie ha
uno tsunami nello stomaco e un uragano nella testa.
Sì, proprio lei, così brava
nel fingere equilibrio davanti all’ennesimo caffè lungo al bancone del bar.
È così spaventata dalla
persona che vede riflessa nello specchio da aver smesso di guardarsi.
È così lontana
dall’immagine a cui puntava da non riuscire più a trovarsi.
Cosa succede là fuori
Sig.na 25 ciliegie? Chi si è permesso di minare la tua vacillante
consapevolezza, la tua silenziosa battaglia verso la serenità?
Che cosa diamine è la
serenità Sig.na 25 ciliegie?
Sarai mai in grado di
sceglierla? Se ne sta proprio lì, accanto all’adrenalina che ti regalano i tuoi
immancabili sbagli, vicino ai fuori pista che si celano dietro ogni strada
battuta.
Cosa succede qui dentro
Sig.na 25 ciliegie? È solo l’ennesima canzone con il volume basso, è solo l’autunno
che sgomita per entrare nel parco giochi dei tuoi pensieri.
La Sig.na 25 ciliegie non sa
restare ma è bravissima a sostare nei parcheggi della sua città, quelli pieni di
alberi, quelli dove puoi alzare la musica al massimo e dimenticarti che sta
tempestando con il sole.
La Sig.na 25 ciliegie ha
una lista da spuntare e un sorriso da non abbandonare sulla spiaggia di un’estate
che è ormai solo un ricordo.
Promette di portarti rose
bianche anche quando si sentirà sporca e senza difese. Quando i muri e le
corazze le ricorderanno cosa ha lasciato fuori.
Di cosa hai paura Sig.na 25
ciliegie?
Scegliti Sig.na 25
ciliegie, perché nessuno è in grado di farti stare così bene come potresti fare
tu.
Guardati Sig.na 25
ciliegie, perché vivere con quegli sguardi fissi non riuscirà comunque a farti
sentire bella.
Perdonati Sig.na 25
ciliegie, perché quello zaino di condanne ti impedisce di correre lontano.
-
G. se potessi regalarmi la serenità cosa
sarebbe?
-
Delle caldarroste ancora calde mentre leggi
un libro profumato.
-
e se potessi estenderla a tutte le stagioni?
-
Lei che ride e che ti assicura che non l’hai
delusa, che sei bella così come sei.
lunedì 9 settembre 2019
Questo lunedì è una canzone di Bon Iver
La Sig.na 25 ciliegie è caduta
così tante volte da non farci più caso.
Si sbuccia cuore e ginocchia e
oramai non ha più nemmeno bisogno di disinfettante e cerotti.
È inutile tenderle la mano,
negli anni ha imparato a rialzarsi senza fare troppo rumore, senza rendersi
conto delle mani tese a chiederle se avesse bisogno di aiuto.
Va tutto bene Sig.na 25
ciliegie?
Va sempre tutto bene quando non
ci si permette di dire che fa male.
La Sig.na 25 ciliegie vorrebbe
raccontarti cosa pensa quando guarda il mare ma tu non ci sei.
La Sig.na 25 ciliegie vorrebbe
smettere di sbagliare solo per potersi dire che aveva ragione, che le sue
insicurezze sono solo capaci di distruggere le persone che ama.
Fuori inizia a fare freddo, le
giornate sono più corte e l’estate sembra essersi rifugiata dentro ricordi
sbiaditi, coperta da canzoni di Bon Iver e dal profumo di tisane mela e cannella.
La Sig.na 25 ciliegie aspetta
l’autunno, i concerti nei club, i libri letti sotto il piumone, le canzoni
ascoltate nella nebbia delle giornate più lunghe. Attende novembre, quel dolore
che non passa mai, capace di insinuarsi tra le crepe delle ferite che non
smetterà mai di infliggersi.
La Sig.na 25 ciliegie aspetta
l’autunno anche se vorrebbe non arrivasse mai, vorrebbe la lasciasse in pace in
quella superficialità estiva dove tutto è permesso, dove le parole volano
leggere senza conseguenze.
La Sig.na 25 ciliegie sposta
immagini, recupera progetti e sogni condivisi. Passa veloce davanti allo
specchio e si ripromette di guardarsi meglio, quando svaniranno sospiri e nodi
alla gola, quando recupererà il senso di questo anno a testa in giù.
Roger lascia che si addormenti
e la sveglia con caffè e nuove destinazioni.
-
G. ma tu mi vorrai sempre bene, qualsiasi
cosa faccia?
-
Sì.
-
Uffa. Non dovresti sai? Dovresti rispondermi che
no, non posso fare sempre quello che mi pare
-
No. Non ancora
-
Cosa significa non ancora?
- Inizierò a dirtelo quando smetterai di farlo
solo per autorizzarti a non volerti bene.
domenica 25 agosto 2019
And, Gloria, did you finally see that enough is enough?
- Sig.na 25 ciliegie, quanta musica hai ascoltato in questo viaggio?
- Tantissima.
- Sig.na 25 ciliegie, cosa è un viaggio senza musica?
- Non è un viaggio.
Sig.na 25 ciliegie, cosa ne hai fatto di quel luglio in cima ad una giostra? Quante emozioni hai fermato in gola prima di dirti che manca poco a settembre?
Dove è finito quel luglio senza pretese, senza promesse, senza piastre roventi e sensi di colpa?
Quanto è distante settembre se mantieni i piedi sul cruscotto?
Alla Sig.na 25 ciliegie piacciono le promesse ma solo se sei in grado di mantenerle. Le piacciono le persone capaci di portarla via dalle sue insicurezze, dal terrore di non essere bella a sufficienza.
La Sig.na 25 ciliegie continua a seguire il cartello tutte le direzioni, senza farsi troppe domande ma provando a gettare gli affanni dal finestrino di un furgone che corre veloce.
Lei è diversamente romantica, eppure non riesce a non amare Parigi e chi le regala rose bianche nei giorni più grigi.
Lei adora svegliarsi all'alba e lasciare i tramonti a chi non vuole fare fatica.
Cosa te ne fai di tutta questa tenerezza? Provi a renderla inchiostro nero con cui sporcare le pagine di vita che non sempre gira come vorresti.
La Sig.na 25 ciliegie odia rimanere in un posto per tanto tempo, perché quando resti i pensieri acquistano peso e diventano ingombranti. A lei piace soffiarli via come la parte leggera del dente di leone; a lei piace quando spariscono tra le nuvole come i palloncini gonfiati ad elio.
La Sig.na 25 ciliegie non vuole che la abbracci, lei ti chiede di stringerla forte fino a farle male, fino a quando alle parole mancherà tutto l'ossigeno, fino a quando rimarrà spazio solo per un ciao sottovoce mentre se ne sta già andando via.
La Sig.na 25 ciliegie quando se ne va saluta indossando il casco, perché così fa meno paura, perché così è già troppo tardi per chiederle di restare.
La corazza della Sig.na 25 ciliegie è blindata come la porta di una cassaforte. Ci sono giorni in cui vorrebbe tanto liberarsene, concedersi il lusso di credere a chi le ripete che andrà tutto bene, che non importa se le parole non riescono ad uscire, basta che continui a guardarmi con quegli occhi verdeumore.
Tu, così brava a fingere spensieratezza, giusto il tempo necessario per regalare sorrisi.
Tu, che aspetti con trepidazione di entrare nel tuo mondo. Quel mondo fatto di capelli arruffati, di maglie oversize capaci di coprire la tua inadeguatezza. Mi piace spiarti mentre ti immergi nelle pagine di un libro, sbriciolando taralli e versandoti del vino. Mi piace osservarti, mentre lasci fuori dalla porta questo mondo e spalanchi le finestre verso il tuo.
- A volte bisogna crederci sai ai ti voglio bene
- Lo so G., infatti io ci credo quando me lo dici tu
- E a quelli degli altri?
- Mmm, gli altri vogliono bene all'idea che si sono fatti di me.
Vorrei tanto la smettessi di cercare la scusa perfetta per non fidarti.
Vorrei tanto la smettessi di rovinare tutto.
- Allora facciamo così, facciamo che tutto il bene degli altri lo prendo io, almeno ci credi.
- Ok G. adesso però fammi alzare il volume.
- Tantissima.
- Sig.na 25 ciliegie, cosa è un viaggio senza musica?
- Non è un viaggio.
Sig.na 25 ciliegie, cosa ne hai fatto di quel luglio in cima ad una giostra? Quante emozioni hai fermato in gola prima di dirti che manca poco a settembre?
Dove è finito quel luglio senza pretese, senza promesse, senza piastre roventi e sensi di colpa?
Quanto è distante settembre se mantieni i piedi sul cruscotto?
Alla Sig.na 25 ciliegie piacciono le promesse ma solo se sei in grado di mantenerle. Le piacciono le persone capaci di portarla via dalle sue insicurezze, dal terrore di non essere bella a sufficienza.
La Sig.na 25 ciliegie continua a seguire il cartello tutte le direzioni, senza farsi troppe domande ma provando a gettare gli affanni dal finestrino di un furgone che corre veloce.
Lei è diversamente romantica, eppure non riesce a non amare Parigi e chi le regala rose bianche nei giorni più grigi.
Lei adora svegliarsi all'alba e lasciare i tramonti a chi non vuole fare fatica.
Cosa te ne fai di tutta questa tenerezza? Provi a renderla inchiostro nero con cui sporcare le pagine di vita che non sempre gira come vorresti.
La Sig.na 25 ciliegie odia rimanere in un posto per tanto tempo, perché quando resti i pensieri acquistano peso e diventano ingombranti. A lei piace soffiarli via come la parte leggera del dente di leone; a lei piace quando spariscono tra le nuvole come i palloncini gonfiati ad elio.
La Sig.na 25 ciliegie non vuole che la abbracci, lei ti chiede di stringerla forte fino a farle male, fino a quando alle parole mancherà tutto l'ossigeno, fino a quando rimarrà spazio solo per un ciao sottovoce mentre se ne sta già andando via.
La Sig.na 25 ciliegie quando se ne va saluta indossando il casco, perché così fa meno paura, perché così è già troppo tardi per chiederle di restare.
La corazza della Sig.na 25 ciliegie è blindata come la porta di una cassaforte. Ci sono giorni in cui vorrebbe tanto liberarsene, concedersi il lusso di credere a chi le ripete che andrà tutto bene, che non importa se le parole non riescono ad uscire, basta che continui a guardarmi con quegli occhi verdeumore.
Tu, così brava a fingere spensieratezza, giusto il tempo necessario per regalare sorrisi.
Tu, che aspetti con trepidazione di entrare nel tuo mondo. Quel mondo fatto di capelli arruffati, di maglie oversize capaci di coprire la tua inadeguatezza. Mi piace spiarti mentre ti immergi nelle pagine di un libro, sbriciolando taralli e versandoti del vino. Mi piace osservarti, mentre lasci fuori dalla porta questo mondo e spalanchi le finestre verso il tuo.
- A volte bisogna crederci sai ai ti voglio bene
- Lo so G., infatti io ci credo quando me lo dici tu
- E a quelli degli altri?
- Mmm, gli altri vogliono bene all'idea che si sono fatti di me.
Vorrei tanto la smettessi di cercare la scusa perfetta per non fidarti.
Vorrei tanto la smettessi di rovinare tutto.
- Allora facciamo così, facciamo che tutto il bene degli altri lo prendo io, almeno ci credi.
- Ok G. adesso però fammi alzare il volume.
sabato 3 agosto 2019
Perché quando mi sveglio, ti devi svegliare anche tu.
Luglio è davvero finito Sig.na
25 ciliegie? Luglio ha 33 giorni o forse di più, luglio sembra non finire mai
eppure manca poco e salirai su un traghetto che ti porterà verso giorni di sole
e piedi sul cruscotto.
Cosa succede se fermi il tempo
Sig.na 25 ciliegie? Se guardi fuori dal finestrino della tua vita e cerchi l’orizzonte
come facevi quando niente andava come avrebbe dovuto.
Te li ricordi quei giorni
Sig.na 25 ciliegie? Quando era impossibile addormentarsi, quando salivi le
scale sperando fosse tutto finito, quando scappavi dai suoi kg persi, dal suo
viso scavato che ti chiedeva di non andare via.
Resta Sig.na 25 ciliegie, come
faccio a farti capire che rimanere non è solo soffrire?
Resta Sig.na 25 ciliegie,
perché non importa quanto andrai lontano, niente cancellerà quei mesi di
morfina e lacrime dietro sorrisi che gridavano in silenzio.
Resta Sig.na 25 ciliegie, tu
che ce l’hai messa tutta per scansarti dagli abbracci, per evitare quelle frasi
di circostanza, quei pianti condivisi che rifuggi come il peggiore degli
incubi.
Io me li ricordo quei giorni,
quei mesi, quegli anni così lunghi da mischiarsi alle parole non dette, agli amici di una vita, agli addii che continui a urlare prima di doverli
affrontare sul serio.
Glielo hai mai detto addio
Sig.na 25 ciliegie? Dall’alto della tua città, quando tutti ti chiedevano come
stavi e tu ci soffiavi sopra nuvole di fumo colorate.
Prima o poi finirà tutto,
prima o poi mi sveglierò da questo incubo, prima o poi andrò via.
Parti di nuovo Sig.na 25
ciliegie, corri lontano e cosa importa se non andrai mai via da quel dolore.
Vattene via Sig.na 25
ciliegie, perché chi se ne frega se fuggire non è una soluzione, a me
importa solo che riappaia quel battito regolare, quella voglia di prenderti
tutto.
Lasciaci qui Sig.na 25
ciliegie, quando tornerai ti diremo quanto ci sei mancata e brinderemo alla tua
vita piena di ricordi che non vuoi elaborare, di immagini che vuoi lasciare nascoste sotto la sabbia.
Ripetimi addio per l’ennesima volta
Sig.na 25 ciliegie, lo butterò dal finestrino di un furgone che corre veloce e
proverò a stare senza di te.
Non mi importa se non resti,
potrò sempre venirti a prendere.
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Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop
Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...
-
Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...
-
Novembre è diventato caldo e non lo odio più. Novembre è pieno di sole, di castagne, di nipotini che crescono, di alberi d’autunno che ospit...
-
Ti osservo Sig.na 25 ciliegie, mentre alzi un muro per chiedere un abbraccio. Chissà come fai a trovare sempre il modo per recuperare corazz...