lunedì 15 luglio 2019

Oggi ho fatto colazione con il gelato


La Sig.na 25 ciliegie ha poca forza per scrivere ma un forte desiderio di andare lontano.
Prova a domandarsi quando farà pace con i suoi errori, con il suo essere sempre sbagliata, con quei ricci che non se ne vanno nonostante passino costantemente sotto piastre liscianti.
La Sig.na 25 ciliegie ha bisogno di guardare la sua città dall’alto prima di prendere una decisione.
Lei, che ha sempre scelto anche quando non era necessario.
Lei, che ha sempre scelto anche quando da fuori le urlavano di non farlo.
Lei, che ha sempre scelto anche quando pensavi che non avrebbe mai deciso con fermezza.
La Sig.na 25 ciliegie prende in mano la sua vita con fatica, vestendosi con il migliore dei sorrisi e armandosi di una playlist che le ricorda quanto ami l’estate, nonostante tutto quel frastuono.
La Sig.na 25 ciliegie è diventata grande, ai bianchi fruttati preferisce vini secchi e non confonde più sogni con progetti, come quando con le unghie marchiava la vita per non farla scappare via.
Gli amici della Sig.na 25 ciliegie la osservano mentre alza muri e lucida la corazza, controllando non vi siano fessure per le emozioni. Le preparano drink con poco zucchero e molta menta, cercando di avvolgerla in quegli abbracci che è impossibile regalarle.
Le portano ciliegie mature nei parchi, provando a nascondere parole di conforto nei nòccioli.
Perché non ti fai abbracciare Sig.na 25 ciliegie?
Perché non ti lasci dire che ti vogliamo bene?
Perché non riesci a versare delle lacrime?
La Sig.na 25 ciliegie torna a trovarti, dopo mesi passati in cima a una giostra senza rose bianche.
La Sig.na 25 ciliegie vorrebbe chiederti scusa, dirti che alzare la musica le impedisce di sentire quel silenzio assordante, quello dato dalla consapevolezza di non ricordare più la tua voce.

-          G. tu rammenti la sua voce?
-          A volte me la dimentico
-          E come fa a tornarti in mente?
-          Guardandoti.




sabato 6 luglio 2019

Quelli che ascoltano musica di qualità in estate sono eroi


La Sig.na 25 ciliegie prova a dimenticarsi.
Dimenticarsi è bellissimo.
Dimenticarsi è qualcosa che non le riesce mai, anche quando è così stanca da non essere in grado di dirsi che passerà.
Lei, così abituata a scordare oggetti e appuntamenti, incapace di dimenticarsi di sé, dei suoi sensi di colpa, dei suoi errori, del suo stupido modo di ferirsi per sentirsi viva.
La Sig.na 25 ciliegie ha passato anni a scalare montagne, a camminare con il fiatone senza vedere mai la vetta. La Sig.na 25 ciliegie ha permesso a Roger di tenderle la mano, di proteggerla dallo sconforto delle raffiche di vento, dai giorni di dolore silenzioso, quelli dove tutti le chiedevano come stava ma nessuno voleva saperlo davvero.
Guarda il paesaggio mentre sali Sig.na 25 ciliegie, respira a pieni polmoni perché poi ci sarà tempo per sdraiarci al sole.
L’estate è arrivata senza lasciare dubbi, senza guardarsi indietro, senza la benché minima intenzione di ricordarle che poi arriverà un nuovo autunno.
L’estate è un sentiero non segnalato dal CAI, è priva di progetti, è un gelato a colazione, una confezione di taralli a cena, è aprire gli occhi quando tutto è buio e chiuderli quando il sole li colora di spavento.
L’estate è un motorino che disegna la città, è quella canzone tamarra che gira nella testa, è la consapevolezza del sentirsi vivi.
L’estate è la sincerità di una bottiglia di bianco a stomaco vuoto, mentre in testa si ripete la filastrocca dei mesi per ricordare a sé stessa che manca poco ad agosto, ad un viaggio lontano, a settimane di ricci e lentiggini sulla pelle bruciata.  
Sig.na 25 ciliegie non c’è spazio per i giudizi d’estate; conservali negli armadi, sotto i vestiti di lana dell’inverno. Prova a non fartene una ragione ma a lasciare la ragione per quando le parole non basteranno più. Prova a spostare i pensieri più scomodi, ad abbandonarli alla stazione di quei treni senza direzione.
Non tornare indietro a riprenderteli, non spogliarti della tua corazza perché finirà anche questa estate e sarà tempo di coprirsi di nuovo.
Sei bella Sig.na 25 ciliegie, anche se non ci credi mai quando te lo dicono, anche se è più facile rispondersi che sono solo parole.
Scusami Sig.na 25 ciliegie, vorrei dimenticarti ma non riesco a non riempirti di lividi estate dopo estate.

-           

venerdì 28 giugno 2019

Living like a hobo Like a Spanish lobo


La Sig.na 25 ciliegie si è presa tre giorni di stacco dal mondo, tre giorni di bianco fermo ghiacciato davanti al tramonto.
Giorni dove è possibile lasciare i giudizi sul bagnasciuga e tuffarsi in mare, provando ad accettare quei ricci testardi che tornano ogni estate, quella pelle profumata di salsedine, quel modo di fissare la linea dell'orizzonte che solo Lei sapeva fare.
Perdonati Sig.na 25 ciliegie, mentre il vento ti scompiglia quei capelli mossi e tu continui a non vederla riflessa in quello specchio.
Lascia che ti spuntino piccole efelidi, mentre il sole ti impedisce di poggiare i piedi per terra.
Tu. 
I tuoi piedi sul cruscotto.
Tu.
I pomodori mangiati sugli scogli.
Lei.
Tutti i posti che avrebbe voluto vedere.
Lei.
Tutte le cose che avrebbe voluto fare.
Tu.
La ricerca continua di adrenalina.
Tu.
Il bisogno di scavare la vita con le unghie.
Lei.
Quei piccoli gesti che la rendevano così bella.
Lei.
Quelle immagini che come sanguisughe succhiavano tutti i ricordi più belli.

La Sig.na 25 ciliegie sa che un coniglio con una bicicletta blu la aspetta a casa con dei biglietti per nuove destinazioni, con delle promesse che ha già mantenuto ancor prima di averle pronunciate.
La Sig.na 25 ciliegie festeggia anniversari e fiori d'arancio e sorride pensando a tutta la musica che la aspetta, al volume altissimo delle sue giornate. 
Pensa al mare, che le fa chiudere gli occhi e le regala una Lei spensierata, lontana da corsie d'ospedale e inferni di terapie. 

- G. ma, si sente quando dico addio?
- Sì certo, il tono della tua voce è molto alto quando lo pronunci. Solo che noi ce ne freghiamo.
- E perché?
- Perché il tuo addio è solo un resta coperto da tante lentiggini. 

(Sig.na 25 ciliegie, tu e la tua fissazione per gli addii dovreste sdraiarvi sulla spiaggia un po' più spesso).


martedì 18 giugno 2019

Non è estate se non ascolto musica di merda


La signorina 25 ciliegie sceglie rocce verticali da scalare, sentieri che spezzano fiato e ginocchia, esercizi che spaccano le gambe per dare il benvenuto a un’estate che è scoppiata in tutta la sua vitalità.
La signorina 25 ciliegie ascolta musica sudamericana contro le pareti delle decisioni prese con fatica, mentre il sole le impedisce di spegnere i sorrisi ignoranti di una stagione così reale nel suo essere oltre ogni realtà tangibile.
Lei si posa con leggerezza sulle domande che immancabilmente si stagliano sulla rotta di un aereo che la condurrà verso l’assenza di risposte.
Lei si ferma senza fermarsi davvero, mentre un fiume di sensazioni la obbliga a dirsi che è estate e il resto conta poco, che si merita un coniglio, un furgone arancione e un viaggio che aprirà le porte ad altre direzioni possibili.
Lei si rimette in movimento perché te lo ha promesso, perché quando abbassa lo sguardo sa che il tuo resta fisso su tutti gli errori che lascerai che lei faccia.
Lei tornerà a trovarti, anche se non sa dirti quando, anche se non sa dirti perché, anche se non sa ancora cosa ti dirà.
Lei ti porterà una rosa bianca perché è l’unica certezza che ha in una vita piena di ritornelli in loop, dove la musica non si ferma mai e nessuno le chiede di abbassare il volume.
Lei non te lo dice che sente la tua mancanza, ma in estate è impossibile non riconoscersi nel tuo profumo, mentre fumavi quella sigaretta vista mare, soffiando via tutti quegli anni di lotta silenziosa.
Lei non è capace di sussurrare quei "resta" che spaccano la voce a metà, preferisce alzare il tono con tutti quei "vai" che aggiungono strati alla sua corazza.
Lei continuerà a vedere un’immagine distorta in quello specchio che la perseguita da anni, senza lasciarle il tempo di dirsi che va bene così come è.
Lei non smetterà di farti ridere perché l’ironia la tiene in vita, perché vivere è un viaggio pazzesco quando smetti di credere che capitino tutte a te.
Lei non sentirà il peso della fatica sulle sue spalle perché ha scelto di scriversi sulle braccia le immagini che la fanno stare bene.
Lei non è strana, è solo difficile da inquadrare e forse smettere di cercare di definirla è il punto di inizio per conoscerla sul serio.
Lei non promette che ci sarà, ma regala scotch carta per coprire la paura di un addio.
Lasciala andare perché lei non è più in grado di restare.

sabato 8 giugno 2019

I calici di bianco salveranno il mondo

È arrivata l'estate Sig.na 25 ciliegie, è arrivata all'improvviso, senza avvisare, senza darti il tempo necessario per assicurarti che ti raggiungerà quel caldo irragionevole; quel caldo che abbassa i pensieri più scomodi, come i finestrini quando assapori il tardo pomeriggio di un venerdì qualunque. 
La Sig.na 25 ciliegie aggiunge brani alla sua playlist, saluta in silenzio luoghi e persone che l'hanno accompagnata in questi anni, cercando di fare il meno rumore possibile.
La Sig.na 25 ciliegie usa parole mute perché negli anni non ha mai imparato a dire addio come si deve. E come si deve Sig.na 25 ciliegie?
Lei non alza il tiro se le dici che è speciale, ti taglia le gambe con frasi ad effetto e abbassa lo sguardo per controllare che ci siano tutti i suoi difetti che tanto le danno sicurezza. 
Non ha mai chiesto a qualcuno di rimanere o, se lo ha fatto, ha appoggiato quel "resta" su un tavolino di un bar affollato, dietro a decine di bicchieri senza importanza.
Gli amici della Sig.na 25 ciliegie la guardano prendere il volo mentre inciampa nel burrone delle sue insicurezze; provano a tenderle la mano ognuna delle infinite volte in cui urlerà che va tutto bene.
La Sig.na 25 ciliegie filtra parole scomode gettandone il succo e trattenendo le bucce più ruvide e amare.
Lei, che ti ha promesso di non fermarsi.
Lei, che alla vita non chiede sentieri di pianura ma che è capace di disegnare percorsi con le unghie dentro la carne. 
Mi fai quasi tenerezza Sig.na 25 ciliegie, barricata dietro i tuoi giudizi di cemento armato, capace di scappare dalle persone ma non dai sensi di colpa.
Mi viene quasi voglia di dirti che ti voglio bene Sig.na 25 ciliegie, se non sapessi quanta fatica ti fanno fare i sentimenti e chi li unisce al caffè della moka.
Mi basta guardarti negli occhi per sapere che vorresti chiamarla e chiederle come si fa a stare seduti per ore accanto alla paura.
È sufficiente sfiorarti per sentire la fatica che si nasconde dietro a quelle scelte piene di futuro e consapevolezza. 
È arrivata l'estate Sig.na 25 ciliegie, regalati quel bicchiere di bianco a volume altissimo, pieno zeppo di presente e senza alcun tipo di promessa mantenuta. 

domenica 19 maggio 2019

Non tutti sanno usare un apriscatole


La Sig.na 25 ciliegie farcisce con fette d'inquietudine del pane senza additivi; ci spalma desideri e viaggi lontani, in attesa di godersi le prime colazioni su un terrazzo pieno di sole.
La Sig.na 25 ciliegie ama i piani alti, nonostante continui a combattere con quella tendenza bastarda ad essere trascinata verso il basso.
Le piace guardare le città dalle colline, sporgersi dalle balaustre vista "quellochevuoitu", salire sulle mura e promettersi che tornerà ad essere estate tutto l'anno. Non concepisce i piani terra e i posti a sedere senza via di fuga. 
Da cosa diamine continui a scappare Sig.na 25 ciliegie?
Cosa te ne fai di un mazzo di certezze, quando vivi con l'esigenza di scassinare la serratura dall'interno?
La Sig.na 25 ciliegie dorme con un piede fuori dal letto e se sogna in portoghese si risveglia con il sorriso.
La Sig.na 25 ciliegie vorrebbe trovare le parole per spiegarti perché sono mesi che non riesce a passare da te, anche se forse avrebbe solo bisogno di tonnellate di rose bianche per dimenticarselo.

La Sig.na 25 ciliegie adora chi la prende e la porta via
senza preavviso
senza domande
senza punteggiatura
senza ma e senza se
senza orari e ci sarò.

Roger non ha mai smesso di caricarsela sulle spalle, senza troppe spiegazioni che risuonano nella testa, senza prometterle nulla che non avrebbe mantenuto, senza chiederle il perché ma solo dove volesse andare.

Perché hai così bisogno di andare via Sig.na 25 ciliegie? 
Perché non riesci a restare?
Perché hai sempre bisogno di qualcuno che ti trascini altrove?

G. ordina un caffè lungo nero e bollente, le dice qualcosa mentre sposta la bocca verso sinistra, si alza per cercare le chiavi perse per l'ennesima volta.

- G. per una volta puoi non chiedermi di restare?
- Io te lo chiederò sempre, anche quando sarai pronta a farlo davvero. 


martedì 7 maggio 2019

Odio gli episodi finali, le frittelle al Luna Park e lo yogurt da bere.

E tu che mondo sogni Sig.na 25 ciliegie?
Sogno un mondo senza arroganza, dove le parole sussurrate si intervallino ai sorrisi, come la frutta sugli spiedini a ferragosto.
Un mondo privo di giudizi, dove le persone possano scegliersi e sbagliare, guardarsi e concedersi di avere paura.
Un mondo dove le strade riescano a portarmi sempre a tutte le direzioni e tutte le direzioni cambi ogni giorno, seguendo la scia del mio umore ballerino.
E dove andiamo Sig.na 25 ciliegie?
Dove le ciliegie non smettono di maturare, dove se chiudo gli occhi nessuno se ne andrà via lasciandomi sola. Dove qualcuno mi ripeterà che andrà tutto bene, anche se tutto bene non esiste, anche se tutto bene è un'utopia. 

La Sig.na 25 ciliegie vorrebbe un mondo senza malattie, senza quelle sale d'attesa che sanno di ansia e disinfettante, senza corridoi lunghissimi che puzzano di dolore. 
Un mondo di impegni mantenuti, dove nessuna chemioterapia si fagociti anni di "te lo prometto".
Vorrebbe un mondo dove si possa pranzare con gelato allo yogurt anche se fuori nevica. 
Vorrebbe inverni con tantissima neve, tanta da permettere alle parole di cadere senza farsi male, attutite dai fiocchi sul terreno.
Primavere piene di panchine nei parchi, dove leggere centinaia di libri colmi di appunti a matita di chi è già passato di lì.
Estati lunghissime, con schiene nude e pelli bruciate dal sole. Estati soffocanti dove cantare a squarciagola sopra quella splendida illusione che chiamiamo futuro. 
Le piacerebbe un mondo con la musica sempre alta, cinema all'aperto su distese di taralli sbriciolati, taralli senza grassi ma pieni di storie a lieto fine.

Che cosa si beve in questo mondo Sig.na 25 ciliegie?
Calici di bianco fermo, ora che stanno arrivando i mesi più leggeri, mentre scelgo tramonti da custodire per i giorni più scuri.
Brindisi di rosso quando fuori l'autunno mi avvolgerà di ricordi e sciarpe di lana.

Un coniglio con le orecchie giù vorrebbe tanto che lei si spogliasse di quella corazza, che smettesse di coprire le emozioni più faticose con metri di scotch carta colorato. 
Un coniglio con le orecchie giù si asciuga le lacrime non spese e cerca tutorial su youtube per imparare a costruire mondi possibili da regalarle fuori stagione.







Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop

Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...