lunedì 24 dicembre 2018

Vigilia e mandarini


È Natale Sig.na 25 ciliegie, quel Natale che aspetti con ansia quando arriva il primo vento gelido del nord, quel Natale che ferma il tempo e ti riporta ai ricordi di bambina, quel Natale che ti piace sbucciare davanti al camino, colorandoti le dita di arancione.
La Sig.na 25 ciliegie sogna un gelato mentre fuori nevica eppure sembra che questo dicembre sia coperto da una fitta coltre di nebbia, illuminato solo a tratti da giornate di sole limpido. Dove è la neve Sig.na 25 ciliegie? Dove sono finite quelle ore piene di magia felpata, in cui quel silenzio bianco cancellava uno ad uno i tuoi sensi di colpa? Fiocchi leggeri che si posano sul suolo mentre tu cerchi le parole giuste per raccontare una storia che ti gira in testa e nello stomaco.
La Sig.na 25 ciliegie cammina per le strade della sua città, mentre il suo I-pod passa canzoni nuove e musica che le fa bene al cuore. Alza il volume perché fuori fa freddo e non ha tempo di chiedersi quando arriverà la primavera. Dentro la sua borsa ci sono rotoli di scotch carta colorato, fogli sparsi e bic nere con le quali fermare immagini d’inchiostro.
Roger scalda la sua inquietudine con coperte e tazze di tè bollente, aspettando che le passi, concedendole di essere disordine puro in una vita dove le chiedono continuamente di rispettare le regole.
La Sig.na 25 ciliegie è il caos nella tua quotidianità, è un sorriso inaspettato quando il mondo non fa altro che ricordarti che non c’è niente per cui sorridere.
La Sig.na 25 ciliegie è un completo disastro ma se la guardi negli occhi proverà a spiegarti che c’è del buono in fondo a quei burroni al sapore di ciliegie fuori stagione.
La Sig.na 25 ciliegie guarda il Natale come se fosse la prima volta, attende mezzanotte per aprire i regali sotto l’albero, ti porta una rosa bianca dopo mesi in cui non riusciva a darti spiegazioni.
Guarda fuori dalla finestra sperando che qualche fiocco di neve inizi a coprire questo dicembre pieno di colori. Guarda fuori dalla finestra e prova a leggere le storie che si racconta mentre attraversa la sua città. Guarda fuori dalla finestra e chiude gli occhi mentre l’ennesimo disco avvolge tutta la stanza e la riporta a un respiro regolare.

-          Cosa vorresti nel 2019?
-          Vorrei ancora più musica e la vorrei a volume altissimo.



martedì 4 dicembre 2018

Questo dicembre è un gelato mentre fuori nevica


La Signorina 25 ciliegie ascolta canzoni mentre le giornate corrono veloci, sorride a questo dicembre atipico, pieno di farfalle che dalla testa arrivano allo stomaco.
La signorina 25 ciliegie adora le sorprese e la neve che cade senza preavviso, quando meno te la aspetti, quando pensavi a tutto tranne che a un giro di armonica a bocca dentro i tuoi pensieri.
Ci sono ancora un sacco di cose che vorresti fare vero Sig.na 25 ciliegie? Ci sono ancora un sacco di posti che vorresti attraversare, di strumenti che vorresti suonare, di parole che vorresti scoprire, di persone alle quali vorresti regalare momenti di te.
La sig.na 25 ciliegie adora infornare la zucca e ascoltare dischi quando torna dal lavoro, odia guidare ed ha un pessimo senso dell’orientamento.
Cosa succede se sbagli direzione per l’ennesima volta?
Cosa succede se ti distrai in una giornata di sole?
Cosa succede se ti viene voglia di un gelato mentre fuori nevica?
La sig.na 25 ciliegie non ha smesso di avere freddo, anche se novembre è finito, anche se le continuano a ripetere di mettere qualche kg, anche se è piena di magliette termiche e calzini di lana.
Le piace credere che questo sole invernale le scalderà le ossa, come quando viveva oltreoceano e non esistevano giornate gelide ma solo inverni afosi; le piace pensare che non smetteranno mai di regalarle scotch carta colorato, persino quando ci sarà da dirsi addio.
La signorina 25 ciliegie ha due burroni al posto delle pupille e devi imparare a non caderci dentro. Lei è una scatoletta di tonno che affronta un mondo di contenitori biodegradabili. Lei è una bic nera sotto strati di pelle, un caffè lungo bollente che riempie la stanza, il sottotesto di quella frase che continua a girarti in testa.
Non cercare di salvarla.
Non credere di capirla.
Non provare ad abbracciarla quando chiude gli occhi.

-          G. A volte è proprio un casino essere me.
-          Lo so, ma ti prego non smettere mai di esserlo.


venerdì 23 novembre 2018

Ho sentito questo disco suonare

Novembre sta finendo Sig.na 25 ciliegie, manca poco e potrai liberarti di questo carico pesante, di questi 28 giorni che pesano tutti sulle tue spalle.
Potrai chiudere gli occhi e aspettare Natale. Senza paure, senza nausee e gastriti, senza nasconderti dietro leggerezze e facili ironie; senza sfidare la vita per vedere fino a dove puoi arrivare.
La Sig.na 25 ciliegie sa che novembre non finisce mai completamente, che ci sono giorni in cui si insinua nella sua vita e le ricorda che farà sempre male.
La Sig.na 25 ciliegie si guarda allo specchio, da poco ha imparato a scorgere il dolore invece che dei kg in eccesso, a vedere con nitidezza la tristezza, mascherata per anni da centinaia di difetti sul suo viso. 
A novembre i suoi occhi sono più grandi, a novembre vorresti solo abbracciarla in silenzio, riempirla di scotch carta colorato e portarla a mangiare un gelato mentre fuori nevica.
A novembre le sue mani continuano a scrivere storie, perché la realtà ha i colori della nebbia fitta delle sei. 
La Sig.na 25 ciliegie guarda vecchie fotografie nel disperato tentativo di somigliarle, vorrebbe litigare per poi chiederle scusa, vorrebbe guardarla sporcarsi le dita di tabacco su quel terrazzo vista mare.
La Sig.na 25 ciliegie odia scorrere la rubrica perché sa di aver cancellato il numero anni fa, di averlo dimenticato insieme a qualche ricordo felice che non tornerà più.
La Sig.na 25 ciliegie vorrebbe svegliarsi in un altro novembre, fatto di foglie colorate e coperte calde, di infusi alla vaniglia e biscotti alla cannella. 
Roger e Gedeone fanno di tutto per ricordarle quanto le vogliono bene, ma novembre è un mese di respiri trattenuti, brividi dietro la schiena, di sbagli reiterati al bancone di un bar.

G. le ha comprato un calendario nuovo, un calendario senza novembre ma pieno di ciliegie fuori stagione. 

- G. non è sbagliato far finta che non esista?
- Non possiamo cancellarlo dalla nostra vita, però possiamo dargli un nuovo nome, quale  ti  piacerebbe?
- Mmm, che ne dici se lo chiamiamo Mal Ryder?



mercoledì 14 novembre 2018

A Novembre non sai mai dove guardare


Novembre inizia presto e finisce a notte fonda.
Novembre è il freddo che mi entra nelle ossa.
Novembre è la nebbia sopra i paesaggi e dentro le persone.
Novembre sono tutti i ricordi che tornano con arroganza.
Novembre sono le tue parole che mi lasciano senza fiato, di nuovo.
Novembre è non riuscire a dire no per l’ennesima volta.
Novembre non fa sconti a nessuno.
Novembre sono io che me ne sto all’angolo con il respiro accelerato.
Novembre è un abbraccio che non voglio, è una canzone sbagliata, è quella strofa che non mi esce dalla testa.
Novembre sono pugni chiusi, urla strozzate, pagine strappate.
Novembre sei tu e tu non smetti di fare male.
Novembre siamo noi e noi non siamo.
Novembre è il passo veloce verso casa.
La Sig.na 25 ciliegie si schiarisce i capelli, perché a novembre bisogna essere più leggeri; indossa minigonne perché se la guardi negli occhi è tutto più difficile.
La Sig.na 25 ciliegie fa incetta di cerotti di Star Wars perché a novembre si aprono ferite che nemmeno si ricordava di avere. Scalda il forno per ospitare fette di zucca e uvetta sultanina e sceglie con cura lo scotch colorato da attaccare sulle giornate più uggiose.
La Sig.na 25 ciliegie vorrebbe facesse meno male, questo mese infame, questo continuo ricordare, questo battere frenetico di tasti che la salva e la condanna. Copre le immagini del passato con impegni lavorativi e corde troppo tirate.
Gedeone la guarda sbagliare con consapevolezza, ancora una volta. Lei e quella fottuta paura di farcela.
Gedeone la osserva mentre si sposta sull’asfalto più duro in attesa di cadere.

-          G. Aspettami a casa, so rialzarmi da sola.
-          Lo so, sono io che non ho ancora imparato a lasciarti sanguinare in santa pace.

giovedì 25 ottobre 2018

Ottobre è un nastro adesivo

Sig.na 25 ciliegie, che ne pensi di questo ottobre che continua a staccarsi dalle pareti?
Un ottobre fasullo, dove ti addormenti d'estate e ti risvegli che è novembre inoltrato.
Un ottobre ingombrante, troppo caldo per cuocere le castagne sul fuoco, troppo buio per dimenticartelo nei bicchieri di bianco degli aperitivi.
Come si fa quando tutto ti riporta a quegli anni di dolore, a quelle emozioni bloccate nella trachea, a quel respiro affannoso che non trova ristoro?
Come si fa quando tornano a chiederti come stai, ma tu lo sai bene che nessuno vuole sedersi davvero accanto a te ad ascoltare il sibilo continuo del dolore?
Come si fa a dare risposte a quelle domande che negli anni hai cercato di seppellire, sotto strati di sorrisi e ritornelli stonati cantati a squarciagola?
Come si fa a fuggire quando non fanno altro che chiederti di restare?
Come si fa a regalare un abbraccio se non sai nemmeno da che parte iniziare?
Come si fa a rivivere di nuovo il peso di quei maledetti silenzi, degli sguardi bassi, delle notti sudate che non conoscono risvegli?
Ricordare tutto senza quei vent'anni così arroganti e superbi, tanto da riuscire a salvarti anche quando il mondo intorno a te cadeva a pezzi. Quei vent'anni pieni di graffi e abrasioni, di imperativi e sfide, di decisioni prese senza guardarsi indietro.

- G. cosa ce ne facciamo di tutto questo scotch di carta?
- Serve a ricordarti che non mi importa se non sai abbracciare, troverò sempre il modo per starti vicino.

mercoledì 17 ottobre 2018

Losing My Religion

Ci sono giornate che sembra non finiscano mai, giornate di carichi pesanti, di nebbie grigie anche se fuori il mondo è ancora nel pieno dei suoi colori. 
Sono giornate frittella impregnate dell'odore delle parole non dette, delle lacrime non spese, dei risentimenti ingombranti e delle immagini che ritornano senza darti tregua.
La Sig.na 25 ciliegie sa che prima o poi arriverà sera; quella puntina che accarezza il disco giusto e un bicchiere di bianco per dirsi che si può provare a volersi bene, almeno un po', almeno il tempo necessario per non crollare.
La Sig.na 25 ciliegie sa che Roger  tornerà per rassicurarla, provando a raccontarle per l'ennesima volta che supererà anche questo ostacolo. 
Lei in queste notti solitarie continua a sognare battiti regolari, respiri senza affanno, alberi dai quali può permettersi di non scendere mai più. 
Lei ha delle cuffie gigantesche e adora parcheggiare lontano, così da poter camminare sulle canzoni in loop, per le vie di una città troppo stretta per starle bene addosso. 
Se la guardi puoi smettere di credere che la salverai.
Se la guardi proverai a salvarla senza pensarci, senza parole, senza capirla fino in fondo. 
Se la guardi non smetterai di credere che è pericoloso. 
La Sig.na 25 ciliegie non vorrebbe arrivare a destinazione ma restare con quelle cuffie per uno, dieci, cento giorni. Giorni senza mai fermare la musica che bombarda la sua testa, canzoni che girano e non conoscono una fine. 
La Sig.na 25 ciliegie si era dimenticata il sapore terribile di queste giornate frittella lunghe da far schifo. Litiga con Gedeone mentre cerca di tenersi stretta quella tregua armata con il dolore.
E tu lo sai che non va tutto bene.
E tu lo sai che le ginocchia si sporcheranno ancora di sangue e fango e che lei sarà bravissima a coprirle con toppe di sorrisi e ironia.
La Sig.na 25 ciliegie vorrebbe smettere di stare sul chi va là, vorrebbe sdraiarsi al sole e mangiare ciliegie.

  - Ti mancano le ciliegie?
  - Mi manca il presente con lei, in questa fottuta paura di dimenticarmela del tutto. 

lunedì 8 ottobre 2018

Gin, bitter Campari e vermut rosso

Non importa quanti anni siano passati, la Sig.na 25ciliegie rimane una scatoletta di tonno in un mondo di tartare che si sfaldano alla prima forchettata di emozioni.
Lei sorseggia vino bianco ma non ha dimenticato quelle nottate a bere Negroni, alla ricerca della soluzione perfetta per rovinare tutto, di nuovo. 
Lei non ha bisogno di descriverti quelle giornate macigno, divise tra silenzi omertosi e lacrime di paura.
Lei e la profonda convinzione di essere sbagliata in questo mondo fatto di parcheggi troppo stretti e giudizi esorbitanti.
Quando la osservi mentre guarda il suo riflesso nello specchio vorresti scuoterla così forte da farla cadere, urlarle di smettere di condannarsi e di vedersi solo una valanga di difetti, dietro quegli occhi profondi come burroni.
Cosa succede se inciampo in quegli occhi signorina 25 ciliegie?
Come faccio a risalire dopo che mi hai trascinato dentro il tuo universo di parole?
La Sig.na 25 ciliegie non ci crede quando le dici sottovoce quanto è bella, arrossisce e sposta il pensiero impedendogli di oltrepassare la sua corazza. Se la abbracci non abbassa le difese ma alza barricate di ironia e inchiostro indelebile.
Lei, intensità leggera che apre le porte ma non toglie le griglie. Lei, che l'unica cosa che vorresti è dirle di smettere di farsi del male.
Lei, che se riesci a infiltrarti nella sua vita hai il timore di avere sbagliato tutto, tanto da lasciare che sia lei a condurti lontano da quella che è davvero.
Non si può superare la sua armatura. 
Il dolore si è radicato tra la bocca dello stomaco e la trachea, vive di immagini e di suoni silenziosi, di corsie d'ospedale, di lacrime ingoiate nella luce delle sei.
La Sig.na 25 ciliegie non ne vuole parlare, le hanno insegnato a vestirsi con strati di sorrisi e non a dire quanto è stato terribile.
Lei vuole tenersi tutto per sé perché il dolore non va condiviso, va custodito per i giorni in cui ti dimenticherai il suo viso, la sua voce. Quei giorni così prossimi che puoi tracciarne i confini. 
Giorni in cui ti ricordi solo il terrore della malattia, le ossa sporgenti, i singhiozzi, quell'addio che non riesci a lavarti via. 
Smetti di sorridere Sig.na 25 ciliegie, solo per questa notte, davanti a questo drink che sembra chiederti di rallentare l'affanno, di lasciarti andare, prova a imparare a dirti che è finita anche se forse non finirà mai. 


Pensavo che i Geese fossero sopravvalutati ma li sto ascoltando in loop

Forse avevi solo bisogno di scrivere Sig.na 25 ciliegie? Di uscire con la pioggia e camminare fino a stancare così tanto i pensieri da rende...