giovedì 24 novembre 2011

Dal diario della sig.na 25ciliegie


Esistono baci rubati
altri non dati
altri cercati senza nemmeno volerli davvero
ci sono paure, nascoste nei baci dimenticati
alle fermate del tram
paure col volto dell'ennesimo coglione dagli occhi troppo piccoli per capire
qualcosa di me
smetti di guardarmi
smetti di essere triste
smetti di leggere il tuo dolore nei miei occhi
smetti di chiedermi parole come sangue
mentre seguo la scia del tuo andare via, mi domando a che ora arriverai
perchè io
nonostante tutto
non riesco a chiuderli, questi occhi.

mercoledì 23 novembre 2011

Doppia L

La signorina 25 ciliegie inizia progetti in cui crede: li vede, li rivede e li stampa nel formato che più le piace.
La signorina 25 ciliegie ha un’amica matta come un cavallo, capace di dar colore alle storie dal retrogusto di ciliegia, in grado di renderle belle da guardare. L’amica della signorina 25 ciliegie ha un nome strano, da piccola lo odiava ma ora lo sa che il suo nome è unico come il colore dei suoi occhi. Il suo nome ha una L sola ma è come se ne avesse 2 . Doppia L ha le lentiggini ed ha talmente tante idee che le potrebbe vendere.
Nel cassetto dei sogni della signorina 25 ciliegie ci stanno troppi calzini H&M; i calzini di doppia L sono sempre spaiati e i fantasmini non le rimangono su, allora taglia quelli lunghi perché la vita è sempre quello che ti inventi tu. Le sue scarpe sono tutte diverse ma se le metti vicino sembrano uguali; con quelle scarpe si addentra nel mondo, parte per berlino e ritorna con la malinconia di chi sa che ci vorrebbe tornare per sempre.
Doppia L compra sacchetti di pop corn per il microonde e sorride come una bambina mentre li sente scoppiettare. Quando la signorina 25 ciliegie passa a trovarla, le fa scaldare manciate d’uvetta e insieme si siedono sul divano e parlano parlano parlano fino a creare qualcosa che le renda felici.
Brindano a birra e negroni e si alzano per mettere la salsa di soia sui piatti, perché si sa che sta bene su tutto, tranne che sulle barbabietole che entrambe odiano come chi è privo di fantasia.





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lunedì 21 novembre 2011

Dal diario della sig.na 25ciliegie


ti capita mai di fermarti
per assaporare una domenica come tante?
di quelle già infinite
ancor prima che abbiano inizio;
di quelle che cominci a guidare veloce
sperando corra via
insieme ai kilometri bruciati;
di quelle dove nemmeno sai dove vuoi andare
se non lontano da quei vuoti dalla consistenza di una domenica sempre uguale
nella sua inconsistenza così greve,
nella sua stucchevole assenza di sapore.
sono quelle giornate più lunghe del previsto
pensieri che non se ne vogliono andare
ricordi che pesano come macigni sulla schiena fragile di chi cerca di ricominciare
ferite che stanno in bilico come equilibristi
in quella
perenne
paura
di cadere
eppure
eppure capita di guardare in basso
di osservare quel letto sfatto
quelle teglie della pizza
davanti a film che continuiamo a caricare
quella birra che gira
quell'abbraccio lungo giusto il tempo di ripartire
capita
e quando capita mi piace dirvi grazie.

sabato 19 novembre 2011

Ma che freddo fa?



Il freddo le penetrava nella pelle; il freddo come il dolore le impediva i movimenti. La paura di non farcela bloccava ogni suo singolo muscolo.
Gedeone se ne stava appollaiato come un gufo davanti alla finestra, attendendo che arrivasse.
Era preoccupato: non era mai capitato che tardasse così tanto.
Il freddo la trascinava verso il basso; il freddo la lasciava senza speranze, senza pensieri, senza l’ansia di dover per forza essere felice. Il freddo la attraeva, come il dolore.
La tavola era già apparecchiata e una zuppa calda era pronta sul fuoco. Gedeone era l’uomo di casa. Gedeone non l’avrebbe mai lasciata sola. Gedeone era il camino acceso quando si rientra a casa dopo una giornata di neve.
Il freddo le faceva venire da vomitare; il freddo le impediva di tornare a casa dove una zuppa bollente e un coniglio con le orecchie giù la aspettavano ansiosi.
La signorina 25 ciliegie se ne stava lì ferma all’imbocco della via di casa. Non riusciva a muoversi. Il freddo le impediva di andare avanti; il freddo le ricordava che ci sono sorrisi che non possono tornare a scaldarsi davanti a quel camino.
La signorina 25 ciliegie sentì qualcuno che le prese la mano e si lasciò trascinare fino a casa.
Io verrò sempre a riprenderti” le disse Gedeone.
Piano piano il freddo le uscì dalle ossa; piano piano le tornò la fame.



giovedì 17 novembre 2011

Manhattan


Signorina 25 ciliegie, coloriamo questi giorni così neri da sembrare senza vita?
Senti i brividi che salgono da dietro la schiena, senti freddo, senti solo quel ritmico martellare che scandisce le ore come pugnalate.
Come un fiume in piena ti travolgono i ricordi, son ricordi ibridi: mischiati a questo presente equilibrista e a un futuro interrogativo che, altro non possono fare, se non guardarsi indietro.
Dietro cosa c’è? Dietro c’è tutto. Dietro ci sono pezzi di pelle che urlano domande, ci sono immagini che ti inseguono lasciandoti col fiato corto; ci sono paure di cui non puoi liberarti, saldate ad arco così da fondere il tuo cuore come metallo.
La signorina 25 ciliegie guarda Gedeone, lo guarda intensamente tanto da sperare che in uno sguardo si riesca a leggere una richiesta d’aiuto. La signorina 25 ciliegie è incapace di chiedere aiuto: stila liste della spesa, appunti di viaggio, racconti d’autunno ma trova mille difficoltà nel domandare una mano, una zampa, un abbraccio.
La signorina 25 ciliegie prova a guardare avanti, ma è miope e fa difficoltà a scovare direzioni possibili, respiri regolari, baci non rubati ma dati alla luce del sole. Lei è così fragile da essere forte come granito, lei è così leggera da non crollare nemmeno alle raffiche di maestrale, lei è così opaca da essere trasparente.
Gedeone sa che un altro dolore potrebbe lasciarla su quella torre; un coniglio dalle orecchie giù sa quando è il momento di recuperare una coperta e mettere un dvd di Woody Allen.
“Andrà tutto bene”. Non ora forse, non domani, non in questo novembre dalle lacrime infette.


http://www.youtube.com/watch?v=dSurv4lK8I0


mercoledì 16 novembre 2011

Dal diario della sig.na 25ciliegie



grigiobergamo
grigio sopra la mia città
grigio dentro la mia città
grigio come l'odore dell'attesa
grigio come dietro la sua fotografia
grigio come il colore della mia corazza
grigio come quando il dolore superava la corazza e mangiava piano piano la mia pelle
grigio come il tatuaggio sbiadito che porto sul braccio e nel cuore.
Lei posò una rosa bianca su quel grigio
la rosa bianca era il suo fiore preferito
Lui le regalò un mazzo di rose blu
Lei odiava le rose blu
Lui la chiamava ma non la trovava
Lei era sul terrazzo
Lui la chiamava senza cercarla
Lei era sempre sul terrazzo
Lui guardava lei
Lei guardava giù
Lei amava stare in alto
Lui le diceva che era per essere trascinata verso il fondo.
Lei sorrideva, felice che Lui non capisse.

martedì 15 novembre 2011

Cena sopra il mondo


Signorina 25 ciliegie che ne dici se ti invito a cena sopra il mondo?
Vieni via con me, andiamo lontano, ti porto un po’ di pace al sapore di quel passato che non hai potuto vivere. Ci ciberemo di chicchi di serenità abbracciati da un’alga nori, sì, come il sushi che ti piace tanto. Brinderemo con del vino bianco al profumo di quella te che temi, nascosta all’ombra di un ciliegio
Che succede se arrossisci?
Ti spuntano le lentiggini in un giorno di sole?
Puoi addormentarti per prima, puoi smettere di preoccuparti degli altri almeno per una notte.
Ti regalo la colazione a letto; ti regalo un giorno senza i limiti della realtà, un giorno come un cappello da cui escono colombe.
Ti regalo uno specchio per insegnarti a guardare chi sei senza averne paura.
La signorina 25 ciliegie stasera si mette il suo vestito a pois,
come la zebra,
come Mimmo, l’amico di papà che nonostante quelle 25 ciliegie la saluta sempre con un “ciao bambina!”
Quel vestito le calza a pennello, come quando spennella di uovo e zucchero lo strudel di mele prima di metterlo in forno.
La signorina 25 ciliegie ha degli amici a pois che la fanno divertire e che le riempiono il bicchiere quando è mezzo vuoto, le mandano canzoni per sorridere e schiacciano play quando il mondo sembra essere in pausa perenne.

Mister Tamburino

Oggi è il 19 di agosto e mi vesto di questa giornata come fosse una seconda pelle. Attraverso le strade di una città che imparerò a sentire ...